venerdì 3 ottobre 2008

Bollettino di guerra sui cantieri italiani: uccisi quattro lavoratori e uno in fin di vita

Crolla una impalcatura sull'Autosole, vicino a Barberino. Uccisi tre lavoratori. Un altro schiacciato
da un autoponte a Bastia Umbra. E poi l'atroce agonia di un uomo incastrato nella discarica a Genova

Castalda Musacchio
Tre nel Mugello, schiantati nel crollo della piattaforma su cui lavoravano a 20 metri d'altezza, in un cantiere Toto (lo stesso di Air One e ora della "cordata" Cai in Alitalia...) per la costruzione della variante di valico di Barberino su appalto di Autostrade. Uno, 27enne, a Bastia Umbra, schiacciato da un carroponte telescopico che si è sganciato all'improvviso, in un'azienda produttrice di travi in legno lamellare. E un altro, 33enne, ancora in lotta tra la vita e la morte mentre chiudiamo il giornale, a Genova: caduto in un pozzo profondo 18 metri e largo 70 centimetri per l'estrazione di biogas della multinazionale Asja.biz nella discarica di rifiuti di Scarpino.
E' questo il bollettino di guerra di ieri: della vera e propria guerra del lavoro salariato, che ha ogni giorno per vittime gli operai. Tre operai morti nella costruzione delle "grandi opere" autostradali, dunque, in un cantiere d'una delle aziende più potenti del settore - lanciata in affari, oggi, di "ramo" totalmente estraneo. E un altro in una delle tante industrie leggere, stavolta in Italia centrale. Infine l'operaio di Genova, per il quale sono stati tentati disperati soccorsi, nello scenario da incubo del fondo - con temperature a 70 gradi centigradi - d'un pozzo estrattivo intestato ad un gigante globale del nuovo business dei biocombustibili, nella branca dalla redditività tutta italiana delle discariche di "monnezza" - la stessa per la quale in Campania lo Stato dà battaglia alle popolazioni in protesta.
Una guerra della produzione - e del profitto che la presiede - contro il lavoro vivo. Una guerra che fa morti ogni giorno. Ieri, come in altre giornate, una strage. L'ennesima, davanti alla quale le frasi di rito della politica suonano ormai spudorate.Una giornata nera. Scandita da alcuni terribili incidenti che hanno rialzato il segnale di allerta ai livelli massimi su una piaga tutta italiana che resta come una ferita scoperta per la dignità del Paese: le morti sul lavoro. Non è bastato lo scandalo Thyessen: ieri sulla A1, all'altezza di Barberino del Mugello, una piattaforma aerea si è schiantata al suolo travolgendo tre operai che stavano lavorando sull'impalcatura. Il cantiere aperto - precisa la società Autostrade in una nota - era appaltato alla ditta Toto. Un'altra terribile tragedia è accaduta vicino Perugia. In una ditta di Bettona un giovane di 27 anni è stato ucciso da un carro ponte precipitato su di lui per cause da chiarire. E ancora, come se non bastasse, ci sono purtroppo flebili speranze di recuperare in vita l'operaio caduto in un pozzo per l'estrazione del biogas nella discarica di rifiuti di Scarpino a Genova. Le dimensioni del pozzo, profondo 18 metri e largo uno, hanno impedito la possibilità di far scendere degli uomini con autorespiratori. E lì manca ossigeno. L'operaio caduto è dipendente della multinazionale Asja.Biz. Sul luogo dell'incidente sono state impegnate fino a tarda sera diverse squadre dei vigili del fuoco tra cui alcune specializzate per il soccorso speleo - alpinistico - fluviale. Purtroppo il triste bollettino non finisce qui: ad Oria (Brindisi) è finito in ospedale in fin di vita Francesco Dell'Aquila dopo essere caduto da un'altezza di una decina di metri mentre eseguiva lavori edili in un cantiere a Grottaglie (Taranto). 
La questione della sicurezza? La questione del lavoro? Tornano ad essere centrali come battaglie di civiltà.
«Mentre la classe politica italiana discute di se stessa - denuncia Paolo Ferrero, segretario Prc - gli operai continuano a morire nei cantieri. Vorremmo, oltre al sentito cordoglio alle famiglie per questi ennesimi lutti, che l'attenzione del Parlamento, in particolare dell'opposizione, si concentrasse sui problemi reali della gente, dal carovita alle morti sul lavoro ad esempio impedendo che venga massacrata, se non cancellata, la giurisprudenza e la possibilità per i lavoratori di avere un ruolo vero e attivo all'interno dei processi sul lavoro, ruolo che la legislazione del governo delle destre, e in particolare il duo Tremonti-Sacconi, sta invece cercando di demolire». Del resto proprio all'Italia è consegnato il non inviadibile primato delle "morti bianche". Negli ultimi dieci anni - denuncia l'Anmil - il numero delle vittime è diminuito meno che nel resto d'Europa. Nel periodo tra il 1995 e il 2004 il calo registrato è stato pari al 25,49% mentre, nella media europea, la flessione è stata pari al 29,41%. Una riduzione che appare addirittura vistosa in Germania, dove il numero delle morti bianche si è addirittura dimezzato (-48,3%) e in Spagna dove è pari al 33,64%. Purtroppo nelle cifre ufficiali non sono compresi gli incidenti che non sono denunciati da chi è impiegato senza contratto, ricattabile, precario, in pratica un fantasma. Secondo l'Inail sarebbero almeno 200mila i casi non denunciati. Tutto questo fa dire all'Anmil che si tratta di «un effetto perverso che sembra innervato nel modo di produzione» tutto, anzi, esclusivamente italiano. 

Link: http://www.liberazione.it/

Nessun commento:

Posta un commento

Cerca nel Blog

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori