venerdì 31 ottobre 2008

Disastro Palin


 La scelta di Sarah Palin come compagna di ticket per la corsa alla Casa Bianca sta costando cara a John McCain. Secondo l'ultimo sondaggio condotto per New York Times/CBS, la grande maggioranza degli americani pensa che la governatrice dell'Alaska candidata alla vicepresidenza al fianco del senatore repubblicano non sia qualificata per il compito a cui sarebbe chiamata. Lo pensa il 59 per cento degli intervistati, il 9 per cento in più rispetto a un mese fa. Circa un terzo degli elettori sondati afferma che la scelta del candidato vicepresidente sarà determinante per orientare il loro voto, e in grande maggioranza questi elettori dicono che voteranno per il democratico Barack Obama.  Interessante anche il fatto che il fattore razziale stia diventando sempre meno determinante: due terzi degli americani pensano che bianchi e neri debbano avere le stesse possibilità di avanzamento (erano il 50 per cento poche settimane fa).  Il senatore democratico è ormai saldamente in testa in tutti i sondaggi d'opinione, a quattro giorni dal voto. Secondo la rilevazione quotidiana di Zogby per Reuters-C/SPAN, per il secondo giorno consecutivo Obama guida la media nazionale con 7 punti di vantaggio (50 a 43) su McCain, il quale da tre settimane non riesce a superare la soglia del 45 per cento.  Si consolida il favore della vigilia per Obama anche negli Stati chiave, quelli che passando dai repubblicani ai democratici potrebbero determinare l'insediamento alla Casa Bianca del primo presidente nero della storia. Secondo Pollster - che analizza i dati di diversi istituti di sondaggio e fa una media quotidiana - Obama conduce in Florida per 47,8 per cento a 45,2. In Ohio, lo Stato che nel 2004 decretò la riconferma di George Bush, i democratici sono in vantaggio 49 a 43. In North Carolina, Stato del Sud tradizionalmente repubblicano, si profila un testa a testa (48,8 per cento di Obama contro 46,6 per cento di McCain). In Virginia invece Obama conduce i sondaggi in linea con la media nazionale (50,9 a 43,7). Inedito duello anche per l'Indiana, dove McCain resiste con il 47,3 per cento dei consensi della vigilia, insidiato da vicino da Obama che raggiunge quota 46,5 per cento. Infine, la Pennsylvania. McCain vede per ora frantumarsi il suo sogno di strapparla ai democratici: i numeri per ora lo danno lontanissimo da Obama, 41,7 per cento contro il 52,4 del democratico.  Si giocano negli Stati chiave le ultime ore di campagna elettorale. Oggi McCain termina il suo giro in pullman di due giorni in Ohio, dove sta lottando per la sopravvivenza politica. Gli uomini della sua campagna devono essere proprio sconfortati perché ieri sera non sono riusciti a evitargli l'ennesima brutta figura pubblica. Dal palco McCain ha chiamato a gran voce l'uomo simbolo della sua campagna, il famoso "Joe l'idraulico" che avendo sfidato Obama sul tema delle tasse per la strada è finito protagonista dell'ultimo dibattito televisivo ed è diventato immediatamente una celebrità nazionale. "Dov'è Joe? E' qui con noi questa sera?", ha chiesto più volte McCain dal palco, aspettandosi l'ingresso del beniamino del pubblico. Ma lui non c'era: "Mi avevano contattato tempo fa, poi non si sono fatti più vivi e non pensavo di dover andare", ha poi spiegato. Una macchina della campagna di McCain è andata a prelevarlo a casa per portarlo a un altro comizio ma ormai il danno in diretta tv era compiuto.  Obama è in queste ore in Iowa e finirà la giornata in Indiana, dove si profila un interessante testa a testa. Tra l'altro l'Indiana è uno dei primi Stati a chiudere le urne martedì sera e una vittoria di Obama qui potrebbe far premonire unlandslide, una vittoria a valanga.  Che ci sia grande interesse per Obama è confermato anche dagli ascolti record per il suo lungo "infomercial", 30 minuti di video andato in onda mercoledì in prima serata su sette tra i maggiori canali televisivi. Oltre 33,5 milioni di americani lo hanno guardato, un numero che eclissa persino le finali di baseball e che si avvicina solo all'audience del popolarissimo show tv "American Idol".  Ritorno a sorpresa sul "luogo del delitto" per Al Gore. Il premio nobel per la pace ed ex vicepresidente con Bill Clinton, sarà oggi in Florida, nei luoghi dove nel 2000 affondò tra le polemiche e le accuse di brogli il suo sogno di andare alla Casa Bianca e cominciarono gli 8 anni di presidenza di George W. Bush. 
Fonte: la Repubblica

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