martedì 28 ottobre 2008

Malasanità in Calabria: sequestrato mezzo ospedale di Vibo Valentia


Sono in tutto 57 le infrazioni di legge contestate nel provvedimento di sequestro di tre reparti dell'ospedale di Vibo Valentia (ortopedia, centro trasfusionale e pronto soccorso) notificato al commissario dell'Azienda sanitaria provinciale, Rubens Curia, dai carabinieri del Nas e del Noe su mandato della Procura. 

Nelle 30 pagine dell'atto di sequestro si parla di pericolo di infezioni; di stanze senza finestre e senza prese d'aria, di ambienti con umidità e muffe. Sono state trovate anche delle lastre di eternit nella centrale termica dell'ospedale e sono state riscontrate perdite delle condutture idriche. Molte porte delle stanze dei reparti non consentono il passaggio delle barelle. Ci sono poi anche attrezzature mediche e il registro delle sostanze stupefacenti non a norma. 

Tra le numerose violazioni i carabinieri hanno riscontrato anche l'illecito stoccaggio di rifiuti speciali. L'impianto elettrico, anch'esso sequestrato,  non è a norma ed è privo della presa a terra. Come ha spiegato il Procuratore capo di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo, il sequestro preventivo dei reparti del nosocomio è frutto di «un lavoro che va avanti va da tempo e che ha evidenziato gravissime disfunzioni della struttura». 

Il lavoro degli inquirenti era partito nel dicembre 2007, appena dopo la morte della 16enne Eva Ruscio, avvenuta a soli 11 mesi da quella di un'altra ragazza, Federica Monteleone. Il decesso di quest'ultima, fu causato dovuto ad una scossa elettrica secondo la Ctu della Procura, iniziò far scattare l'allarme sulla pericolosità di quell'ospedale.  

Nel dicembre 2007 il Nas ed i tecnici dell'Arpacal controllarono a tappeto tutti i reparti dell'ospedale, in particolare sotto l'aspetto della sicurezza dei luoghi di lavoro e della tutela della salute. Infatti, i 57 punti contestati nel sequestro riguardano le violazioni del decreto legislativo 81/2008 che riguarda, appunto, la  sicurezza sui luoghi di lavoro e la tutela della salute. 

Nel provvedimento di sequestro è previsto che il commissario dell'azienda sanitaria, Rubens Curia, nominato custode giudiziale dei reparti sequestrati dalla Procura, dovrà garantire l'attività di assistenza ai malati e dovrà procedere, entro trenta giorni, all'adeguamento e alla messa a norma delle strutture. «Non so se riuscirò a risolvere in 30 giorni tutte le situazioni descritte in quei 57 punti- ha però anticipato Curia lunedì pomeriggio nel corso di una conferenza stampa - devo fare delle verifiche e devo confrontarmi ancora con i magistrati». 

Oltre al sequestro, i carabinieri, lunedì, hanno notificato 33 avvisi di garanzia. I destinatari sono 17 primari dell'ospedale, un alto dirigente dell'ospedale, i responsabili dell'ufficio tecnico e della sicurezza ed alcuni caposala. I capi d'accusa sono quelli di abuso d'ufficio, illecito stoccaggio di rifiuti speciali,mancato rispetto delle normative antinfortunistiche e sanitarie.

Fonte: l'Unità

Link: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80342


1 commento:

  1. Ciao, ho visto il tuo post. Mi permetto di invitarti a visitare i miei blog (www.damatoalessio.blogspot.com - www.lemanisullasanita.splinder.com). Mi occupo stabilmente di questioni legate a sanità e malasanità e mi farebbe piacere avere un tuo parere. Inoltre, è uscito di recente un mio volume che si occupa proprio di questo (“Le mani sulla sanità. Da Nord a Sud i predoni della salute”, Editori Riuniti).
    Un saluto, Alessio D’Amato.
    www.alessiodamato.it

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