martedì 25 novembre 2008

Boicottiamo l'Italia e gli italiani "per bene"


La polizia di Rimini ha fermato quattro ragazzi per bene, intorno ai vent'anni, e li ha accusati di essere stati loro, lo scorso 10 novembre, a dare fuoco a un clochard quarantenne che dormiva su una panchina, nel centro della città. Sembra che i quattro abbiano ammesso la loro responsabilità. I poliziotti, sbigottiti, gli hanno chiesto il perché di una azione tanto feroce e insensata. Loro avrebbero detto di averlo fatto così, per gioco. Per ingannare la noia del lungo autunno riminese. Sembra che questi quattro figlioli della borghesia e del ceto medio romagnolo, avessero già in passato dato fastidio al clochard, che si chiama Andrea Severi, e ora giace tra la vita e la morte in un lettino d'ospedale con il corpo ustionato nel 50 per cento della sua superficie.
La notte del 10 novembre Andrea stava dormendo come al solito nella sua panchina, perché non ha una casa, non ha un letto suo. E i quattro ragazzi scapestrati lo avevano coperto di benzina, senza che lui se ne accorgesse, e poi avevano tirato un fiammifero acceso, ed erano scappati via, lasciandolo lì a rotolarsi nelle fiamme in un dolore atroce.
Le Tv e i giornali avevano riportato la notizia con un certo sdegno, e quasi tutti avevano ipotizzato la stessa versione dei fatti: son stati dei balordi, e probabilmente dei drogati, o degli spacciatori, che non volevano quel clochard sulla panchina, lì a disturbare i loro traffici. Sembrava una versione ragionevole e tranquillizzante.
Non è così. Non sono stati i ragazzi maledetti, o gli spacciatori, sono stati i ragazzi perbene, i figli migliori di Rimini.
Come possono succedere cose di questo genere? Cos'è che alimenta un bullismo spinto fino a questi punti di violenza e di odio per i deboli?
Rimini è una città ricca, bella, un luogo di turismo molto sviluppato, una città sempre amministrata dalla sinistra, uno degli esempi della Romagna rossa ed efficiente. E allora? Allora non è la prima volta che Rimini è teatro di razzismo e di bullismo. E' successo molte volte negli ultimi anni, tanto che quest'estate, proprio su Liberazione , il nostro collaboratore Giorgio Cremaschi (leader della Fiom) che era in vacanza a Rimini e aveva assistito al pestaggio di un extracomunitario, propose il boicottaggio di Rimini da parte dei turisti.
E' impossibile rispondere alla domanda sul clochard bruciato vivo senza prendere atto del fatto che in Italia - più che negli altri paesi dell'Occidente - il "sistema" - cioè l'insieme dei giornali, delle Tv, dei partiti, dei "facitori" di opinione - sta spargendo una cultura fortemente razzista, esasperatamente competitiva, e di sopraffazione. Sta facendo in modo che si affermi l'idea che il più ricco ha ragione, il più forte ha ragione, il più dotato ha ragione, il più abile ha ragione, il più armato ha ragione. Non è così? Non è diventato senso comune l'idea che che l'obiettivo di una società moderna e di uno Stato liberale sia quello innanzitutto di garantire la sicurezza e il benessere delle sue classi dirigenti, e poi di proteggere i diritti delle classi medie, e poi di reprimere i ribellismi e le eventuali irregolarità delle classi più deboli, e in particolari degli stranieri, o dei non-bianchi? 
Guardate a quello che è successo a Milano in questi giorni. Una ordinanza ha stabilito che i "dormitori" pubblici dovranno denunciare alla polizia i "clandestini". Capite cosa significa? Che un poveretto, senza permesso di soggiorno, senza una casa, senza un lavoro, senza un posto dove andare a sbattere la testa, va al dormitorio pubblico, chiede aiuto, chiede un letto, e gli operatori sociali gli danno il letto e poi corrono a denunciarlo alla polizia. E' una scena da dramma medievale. Dove gli operatori sociali sono dei traditori, melliflui e spie della polizia. 
E a Milano succede esattamente questo. Fine novembre, fa molto freddo. Sono centinaia i senza tetto che rischiano di morire al gelo. Vanno al dormitorio e scatta la trappola. Come non era mai successo nella nostra storia. Il principio dell'anonimato, nel fare la carità, lo hanno sempre rispettato tutti, a partire dai preti e dalle monache. 
Ora però succede che non solo il Comune di Milano assume questa decisione, un po' barbara, di usare la rete della solidarietà come rete di spionaggio. Ma che il Corriere della Sera , dunque un giornale letto non da fascisti o leghisti e reazionari (stiamo oltretutto parlando per la precisione del Corriere della Sera nella sua edizione on-line, che ha un pubblico più moderno, più liberal, rispetto a quello del giornale in edicola) chiede ai suoi lettori cosa pensino della decisione del Comune di Milano contro i clandestini, e il 73 per cento dei lettori approva questa scelta. Dunque la stragrande maggioranza - non dei reazionari ma dei moderati e dei liberal - è favorevole all'azione persecutoria. Vedete che il problema esiste, è grande come un macigno, va oltre, molto oltre la Lega, investe in pieno l'intera nostra civiltà. L'idea del vinca il più forte, e imponga l'ordine, e imponga le sue ragioni i suoi interessi, dilaga. Sì certo, non lo discuto: viviamo in democrazia. Però, francamente, è una democrazia schifosa.

Piero Sansonetti

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