giovedì 6 novembre 2008

Colaninno, l'antisindicalista: «Faremo assunzioni individuali»


Colaninno si è dichiarato pronto ad assumere, nella «nuova Alitalia» chiunque accetti le condizioni - contrattuali e normative - da lui poste. La Cai, infatti, non «salva» Alitalia; è una azienda ex novo. Che quindi comprerà dalla compagnia solo ciò che le servirà e al prezzo più basso possibile (al punto da valutare zero «slot» che sul mercato valgono almeno 6-700 milioni). Ma non si ritiene vincolato a scegliere il personale nel «bacino occupazionale» degli ex dipendenti Alitalia e AirOne (che, ricordiamo, fa la stessa fine; per la gioia di patron Toto).
Delle due l'una. O è lui a fraintendere il merito del doppio accordo di palazzo Chigi (settembre e 31 ottobre), e quindi non è affatto «libero» di procedere a una selezione arbitraria, senza rispetto di alcuna regola. Oppure sono stati i sindacati firmatari (Filt-Cgil, Cisl, Uil e Ugl) a non capire che stavano approvando qualcosa che non potevano controllare. Anzi, che li tagliava fuori da ogni futuro ruolo contrattuale.
La prontezza con cui il governo ha schierato le sue truppe al fianco del neopadrone è fin troppo rivelatrice della partita politica in gioco. Di «industriale», nel ruolo di Cai, c'è ben poco. Questa «cordata» è destinata a sciogliersi un attimo dopo che la nuova compagnia diventerà operativa. Non grazie a loro, certamente (il trasporto aereo è un business complicato, che non conoscono e non sono in grado di gestire). Basterà attendere che il «partner straniero» faccia il suo ingresso, tra una decina di giorni. Sarà Air France-Klm, al 99%. Anche perché l'unica alternativa - Lufthansa - sta già procedendo nell'acquisizione degli slot necessari a fare del nord il suo «quarto hub» continentale.
Ricordate Berlusconi che si vantava - ancora cinque giorni fa - della propria «lungimiranza» nel bloccare la «svendita» di Alitalia ai francesi? Allora Jean-Cyril Spinetta avrebbe versato 2,4 miliardi. Adesso gli basteranno 200 milioni per assumere il ruolo di policy maker - sia pure in minoranza - in una compagnia certamente più piccola, ma con un costo del lavoro risibile. E soprattutto con dipendenti privati anche del diritto di parola.
Questa è la partita che davvero interessa a Berlusconi: mettere a punto un format che farà da modello per ogni futura crisi industriale. E all'orizzonte ce ne sono a centinaia. Ma senza più un sindacato in grado di opporsi, gli sembra più facile gestirle e guadagnarci.
di TOMMASO DE BERLANGA

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