Quando si sogna da soli è un sogno, quando si sogna in due comincia la realtà.
La storia segreta dei padroni del mondo. Daniel Estulin, un fenomeno internazionale con MILIONI di copie VENDUTE in 70 paesi
ISBN: 9788887307788

Prezzo € 15,73
invece di € 18,50 (-15%)


Compralo su Macrolibrarsi

Prezzo € 7,65
invece di € 9,00 (-15%)


Compralo su Macrolibrarsi
Il frasario Mereu. Una terapia erotica

Prezzo € 10,20
invece di € 12,00 (-15%)


Compralo su Macrolibrarsi
Una guida per la felicità sessuale della coppia

Prezzo € 9,50


Compralo su Macrolibrarsi
Insegnamento per amanti superiori
ISBN: 9788880936121

momentaneamente non disp.

Prezzo € 12,90


Compralo su Macrolibrarsi
Imparare a credere in se stessi
ISBN: 9788880936299

Prezzo € 10,97
invece di € 12,90 (-15%)


Compralo su Macrolibrarsi
Scoprilo da sola o con il partner. La guida fondamentale al più segreto centro del piacere femminile
ISBN: 9788878871724

Prezzo € 9,50


Compralo su Macrolibrarsi
L'energia dell'amore e la gioia dei sensi
ISBN: 8817011851

Prezzo € 17,00


Compralo su Macrolibrarsi
I segreti svelati dell'arte orientale dell'amore
ISBN: 9788888911335

Prezzo € 9,50


Compralo su Macrolibrarsi
ISBN: 8837032129

Prezzo € 9,90


Compralo su Macrolibrarsi
Prevenire le frustrazioni nelle relazioni
ISBN: 9788848121262

Prezzo € 12,90


Compralo su Macrolibrarsi
Tecniche di stimolazione e rilassamento per esaltare l'intesa sessuale
ISBN: 9788879449373

Prezzo € 7,00


Compralo su Macrolibrarsi
Raffaele Morelli
Vivere l'eros senza sensi di colpa
ISBN: 9788804583394

Prezzo € 16,50


Compralo su Macrolibrarsi
La verità sull'attrazione sessuale, le fantasie segrete e la magia del Vero Amore
ISBN: 8875075468

Prezzo € 13,50


Compralo su Macrolibrarsi
ISBN: 9788860734204

Prezzo € 25,00


Compralo su Macrolibrarsi
Il Piccolo Libro del Tantra
ISBN: 8875078440

Prezzo € 6,50


Compralo su Macrolibrarsi
Una guida tantrica
ISBN: 8827217894

Prezzo € 22,50


Compralo su Macrolibrarsi
Asana e Pranayama del Kashmir
ISBN: 9788827220009

Prezzo € 29,50


Compralo su Macrolibrarsi
Una guida tantrica al mistero della sessualità femminile - Nuova edizione
ISBN: 9788882746711

Prezzo € 8,80


Compralo su Macrolibrarsi
ISBN: 9788844035587

Prezzo € 7,50


Compralo su Macrolibrarsi
Chian Zettnersan
Esercizi sessuali taoisti
ISBN: 8827215360

Prezzo € 17,50


Compralo su Macrolibrarsi
Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale
ISBN: 9788842814863

Prezzo € 17,00


Compralo su Macrolibrarsi
Storia di un mito
ISBN: 8882899993

Prezzo € 8,94
invece di € 14,90 (-40%)


Compralo su Macrolibrarsi
ISBN: 9788842814566

Prezzo € 10,00


Compralo su Macrolibrarsi
ISBN: 9788804585985

Prezzo € 18,00


Compralo su Macrolibrarsi
La costruzione dell'impero americano nel racconto di un insider
ISBN: 8875210691

Prezzo € 15,00


Compralo su Macrolibrarsi
Conversazioni con Denis Robert e Weronika Zarachowicz
ISBN: 9788860731647

Prezzo € 6,90


Compralo su Macrolibrarsi
Abuso di potere e assalto alla democrazia in America
ISBN: 9788842814337

Prezzo € 17,00


Compralo su Macrolibrarsi
La politica e i mass media
ISBN: 8851522987

Prezzo € 13,00


Compralo su Macrolibrarsi
Breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni
ISBN: 8806183540

Prezzo € 12,50


Compralo su Macrolibrarsi
Processo per genocidio al Vescovo Misago

Prezzo € 6,71


Compralo su Macrolibrarsi
La vera storia della matematica
ISBN: 8851521182

Prezzo € 10,50


Compralo su Macrolibrarsi
Le vicende del potente e controverso ordine di monaci guerrieri, in un'avvincente narrazione basata sulle più recenti ricerche storiche
ISBN: 9788854114388

Prezzo € 11,00


Compralo su Macrolibrarsi
prefazione di Arundhati Roy
ISBN: 8851521786

Prezzo € 11,90


Compralo su Macrolibrarsi
Gli interinali della guerra
ISBN: 8889035099

Prezzo € 12,00


Compralo su Macrolibrarsi
Guida pratica all'intelligence clandestina
ISBN: 8827215573

Prezzo € 12,95


Compralo su Macrolibrarsi
La Porta dei Misteri
ISBN: 8827217533

Prezzo € 14,50


Compralo su Macrolibrarsi
Da Aristotele a Einstein, da Confucio a Giovanni Paolo II, da Omero a Picasso. Centoventi biografie dei grandi protagonisti della storia, della cultura, dell'arte, della scienza e della religione di ogni tempo e paese
ISBN: 8882891429

Prezzo € 14,90


Compralo su Macrolibrarsi
Dagli albori del popolo ebraico alla rivolta di Maccabei

Prezzo € 16,90


Compralo su Macrolibrarsi
Rasputin, Isabella d’Orleans, Messalina e altri personaggi egregi
ISBN: 8889091401

Prezzo € 19,50


Compralo su Macrolibrarsi
Le imprese militari di cento straordinari generali
ISBN: 885410454X

Prezzo € 19,90


Compralo su Macrolibrarsi
Stauffenberg e la mistica crociata contro Hitler
ISBN: 9788871363042

Prezzo € 17,50


Compralo su Macrolibrarsi
Fra cronaca e storia
ISBN: 9788862731201

Prezzo € 30,00


Compralo su Macrolibrarsi
Le multinazionali e i governi progettano di sorvegliare ogni nostra mossa. Ecco come.
ISBN: 9788887307610

Prezzo € 19,50


Compralo su Macrolibrarsi
Alle origini della civiltà occidentale
ISBN: 9788871362588

Prezzo € 19,50


Compralo su Macrolibrarsi
La vera storia. I segreti della forza più controversa nella chiesa cattolica
ISBN: 8854106496

Prezzo € 14,90


Compralo su Macrolibrarsi
Breve storia del petrolio
ISBN: 8804547642

Prezzo € 8,40


Compralo su Macrolibrarsi
ISBN: 9788848122108

Prezzo € 109,00


Compralo su Macrolibrarsi
Com'è oggi il mondo, come possiamo cambiarlo
ISBN: 9788804590071

Prezzo € 22,00


Compralo su Macrolibrarsi

Cerca nel Blog

Caricamento in corso...

sabato 22 novembre 2008

I massacri di Sabra e Shatila nell'amnesia del popolo di Israele



Waltz With Bashir è un nuovo eccezionale film israeliano, un documentario a figure animate diretto da Ari Folman

Nel 1982 (prima guerra libanese) Folman era un soldato di fanteria dell’IDF di 19 anni. Vent’anni dopo nel 2006, Folman scopre con sorpresa di non ricordarsi più niente di quella guerra né dei massacri di Sabra e Shatila. Il film è un viaggio nel passato perduto di Folman. 

Il documentario è stato realizzato come una catena di animate conversazioni e interviste tra Folman e i suoi compagni militari, gli psicologi e Ron Ben Yishai, leggendario giornalista televisivo israeliano che fu tra i primi cronisti dei massacri di Sabra e Shatila. Lo sfondo serve a costruire una narrativa coerente del passato personale a partire dalle memorie frammentarie degli altri.

Il film è estremamente sensibile ed emotivamente coinvolgente. In un certo senso è un tentativo individuale molto coraggioso di affrontare il passato collettivo devastante di Israele, ed in particolare i massacri di Sabra e Shatila. Tuttavia ci viene chiesto di ricordare che i massacri nei campi profughi palestinesi seppure organizzati dall’esercito israeliano, furono fisicamente effettuati dai falangisti cristiani libanesi.
Ciò potrebbe spiegare come gli Israeliani siano così entusiasti del film. In primo luogo non furono loro stessi ad uccidere. E d’altra parte il fatto che il film gli piaccia li fa apparire come umanisti di prim’ordine. Starebbero presumibilmente affrontando il proprio passato oscuro.

Quando la notizia dei massacri fu diffusa dai media israeliani, PM Menachem Begin rispose con cinismo ai suoi critici: “gli Arabi uccidono gli Arabi, e gli Ebrei se ne danno la colpa vicendevolmente”. PM Begin riuscì in qualche modo a fare centro. A quanto pare gli Israeliani sanno affrontare facilmente un film critico sui massacri di Sabra e Shatila proprio perché si trattava di “Arabi che uccidono Arabi”. Va notato che Jenin, Jenin un film di Mohamed Bakri che racconta la storia del massacro di Jenin, un assalto omicida commesso dai soldati dell’IDF, non è stato affatto approvato dal popolo israeliano. Chiaramente gli Israeliani non vogliono apprendere i propri atti criminali da un concittadino che è per l’appunto, un Arabo. 

In Waltz With Bashir, Folman è alla ricerca del suo passato perduto. Il suo primo passo è [il contatto con] il suo amico psicologo che riesce a dargli un valido insight. “La memoria” come dice lo psicologo “può essere molto creativa. Quando è necessario, si inventa un passato”.

Questo potrebbe aiutarci a comprendere le riflessioni di Folman e dei suoi compagni. Come ci si può aspettare, nel film il soldato dell’IDF è in un certo senso una vittima. Fa parte di una grande macchina bellica, “esegue gli ordini”. Il soldato individuale è impotente, non può fermare il massacro ma solamente riferirlo ai suoi superiori. In alternativa può “sparare e piangere” a posteriori oppure, come nel caso di Folman può affrontare amnesia o repressione.

Realizzato in modo bello ed intelligente, l’intero film è a figure animate consentendoci di presumere che qualsiasi memoria o narrativa dialogica passata possa essere una costruzione mentale. Tuttavia l’ultima scena del film è un vero filmato. Ci porta nei campi profughi devastati e nel pianto palestinese. Sta lì a dirci “Signori e signore, il seguente [filmato] non è una memoria personale. Questo filmato non è una decostruzione a figure animate. Questo è un REALE massacro che è successo sotto i nostri occhi”.

Ero anch’io un soldato dell’IDF in quel preciso momento e durante la stessa guerra. Seppure fossi lontano dall’essere un soldato di fanteria, alcune delle scene del film mi erano molto familiari. Mentre guardavo il film mi sono ritrovato a volte con le lacrime agli occhi. Questa guerra ha di certo cambiato la mia vita, quanto ha cambiato le vite di molte altre persone – degli Israeliani, i Palestinesi e dei Libanesi. Questa guerra ha lanciato un viaggio personale che mi ha portato infine a partire da Israele, con la decisione di non tornarci più. So di non essere l’unico Israeliano ad aver reagito così. Tuttavia me ne sono andato da Israele con la chiara determinazione di non essere parte di questo conflitto. Volevo allontanarmi, iniziare una nuova vita pacifica, dimenticare, essere innocente per la prima volta. Ovviamente non ci sono riuscito. Per una serie di ragioni che vanno ben oltre la mia volontà, sono adesso di gran lunga più coinvolto in questioni a che vedere con il discorso palestinese di quanto lo sarei mai stato in Israele.

Essendo rimasto travolto dalla qualità e dalla trasparenza del film, vanno fatte alcune considerazioni di carattere generale. Sembra che siano effettivamente gli Israeliani e gli Ex-Israeliani a produrre la critica più acuta ed eloquente di Israele, del Sionismo e dell’identità ebraica. Shlomo Sand, Israel Shahak, Ari Folman, Gideon Levi, Ilan Pappe, Oren Ben Dor, Eyal Sivan, Uri Avnery, Amira Hess, Avrum Burg, Daniel Barenboim, me stesso e altri, tutti noi indifferentemente consideriamo il conflitto israeliano come il nostro conflitto e come un conflitto dentro la nostra sfera di responsabilità diretta. Potremo essere in disaccordo tra noi su molte questioni, ma siamo d’accordo su una cosa. Questo disastro in Palestina è uno stramaledetto nostro affare. Al contrario dei pochissimi sporadici Ebrei occidentali che risbucano rumorosamente una volta al mese per urlare collettivamente, “Non nel mio nome”, noi sappiamo che sfortunatamente viene tutto commesso nei nostri nomi. Ce ne vergogniamo tutti, ci sentiamo responsabili e insistiamo per fare qualsiasi cosa in nostro potere per portare un cambiamento. Presumo che questo basti a rendere la nostra voce pertinente e trasparente. 

Sono andato a vedere la prima proiezione al London Jewish Festival. Il Festival viene sponsorizzato dal Governo israeliano, insieme ad un lungo elenco di organizzazioni sioniste di estrema destra. Ci si potrebbe chiedere perché gli istituti sionisti sostengano una così aspra critica di Israele. Posso suggerire un’unica risposta possibile. Israele vuole crearsi un’immagine di società aperta, liberale. Se ho ragione in questo, si è trattato di una decisione molto intelligente, sinistra e calcolata. Presenta gli Israeliani non solo come umanisti, ma riesce anche ad impiantare le istituzioni estremiste sioniste al centro del discorso della solidarietà con la Palestina. 

Per lo più, finché Israele riuscirà a produrre una qualche forma di aspra autocritica, non sarà lasciato molto spazio alla critica da parte dei veri nemici di Israele. Per quanto possiamo disprezzare Israele e le istituzioni sioniste dovremmo accettarne la sofisticazione. 

Dopo la proiezione al London Film Festival, c’è stata una breve intervista con David Polonski, direttore artistico del film. Gli ho rivolto una semplice domanda: 

“Se gli Israeliani trovano così difficile ricordare quello che gli è accaduto appena 26 anni fa, come può essere che tutti gli Israeliani ricordano esattamente quello che è successo in Europa tra il 1942 e il 1944?” 

Sorprendentemente, nonostante si trattasse di una assemblea ebraica e la mia fosse una domanda piuttosto provocatoria, nessuno nella stanza ha mostrato alcuna rabbia manifesta. Presumo che gli Ebrei una volta rimasti da soli, si pongano domande che eviterebbero di affrontare nell’ambito di una discussione pubblica. Tuttavia Polonski non è stato in grado di darmi realmente una risposta. Questo è più che comprensibile.

Il film tuttavia offre due possibili risposte, entrambe fornite dallo psicologo amico di Folman. La memoria è una costruzione che ha poco a che vedere con la realtà, dice lo psicologo. A quanto pare le istituzioni israeliane ed ebraiche come pure le persone individuali, sono molto produttive nel costruire e confezionare una memoria personale e collettiva della sofferenza ebraica. La sofferenza causata dagli Ebrei d’altra parte, è piuttosto repressa nella cultura contemporanea israeliana ed ebraica.

Più avanti nel film lo stesso psicologo suggerisce che l’amnesia di Folman potrebbe essere il risultato del suo scontro personale con l’Olocausto. “Ti sei scontrato con il massacro molto prima che avvenisse attraverso la ‘memoria di Auschwitz’ dei tuoi genitori”. In un certo senso questo insight risolve la ricerca di Folman. La sua repressione è iniziata molto prima di Sabra e Shatila.

Ancora una volta apprendiamo che lo stress post traumatico ebraico è effettivamente uno stress pre-traumatico. Lo schema mentale ebraico e israeliano è la preparazione istituzionale ad una tragedia che deve ancora succedere.

In un saggio precedente in cui si trattava del disturbo da stress pre-traumatico, ho definito tale stato mentale come segue: “Nella condizione di disturbo da stress pre-traumatico, lo stress è il risultato di un evento fantomatico, un episodio immaginario ambientato nel futuro; un evento mai accaduto. Contrariamente al disturbo da stress post-traumatico (PTSD) in cui lo stress insorge come reazione diretta ad un evento che (potrebbe) aver avuto luogo in passato, nell’ambito della sindrome da stress pre-traumatico lo stress è chiaramente il prodotto di un potenziale evento immaginario. Nel caso del disturbo da stress pre-traumatico un’illusione svuota la realtà, e la condizione su cui la fantasia di terrore è incentrata diventa essa stessa una grave realtà. Portandola agli estremi, anche un programma di guerra totale contro il resto del mondo non sarebbe una reazione impensabile”.

Se lo psicologo amico di Folman ha ragione l’amnesia di Folman altro non è che un “disturbo da stress pre-traumatico”. L’amnesia di Folman degli eventi bellici viene spiegata come una repressione causata da una precedente memoria remota dell’Olocausto. Questa è certo la definitiva catarsi ebraica, il risveglio della tragedia (a venire) alla luce di una [tragedia] passata. Il trauma è posto a priori.

Se lo psicologo ha ragione, si potrebbe spiegare perché il film è piaciuto ai gruppi di Israeliani ed Ebrei presenti al London Film Festival. Il disturbo da stress pre-traumatico è l’essenza dell’esistenza ebraica, in cui l’essere al mondo si risolve nell’ottica del passaggio da tragedie passate a [tragedie] future. La vita ha un senso fintantoché siamo preparati nel timore e costantemente ad un nuovo disastro, alla luce di un altro vecchio.

La domanda che rimane per il pacifista entusiasta è la seguente “quali possibilità di pace lascia tale identità auto-distruttiva? Ovvero, come si può costruire la pace con un soggetto che è ossessionato dalla propria imminente distruzione?”
Non ho altra scelta che ripetere la vecchia barzelletta ebraica:

Il seguente è un telegramma ebraico:

Incomincia a preoccuparti, dettagli a seguire.

di Gilad Atzmon
Fonte: http://palestinethinktank.com
Link: http://palestinethinktank.com/2008/11/15/gilad-atzmon-sabra-shatila-and-collective-amnesia/
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MICAELA MARRI

Articoli correlati per categorie



0 commenti:

Posta un commento

Gli autori di SudTerrae

QUESTO BLOG NON RAPPRESENTA UNA TESTATA GIORNALISTICA IN QUANTO VIENE AGGIORNATO SENZA NESSUNA PERIODICITÀ, PERTANTO, NON PUÒ CONSIDERARSI UN PRODOTTO EDITORIALE AI SENSI DELLA LEGGE N. 62 DEL 7.03.2001. L'AUTORE NON HA ALCUNA RESPONSABILITÀ PER QUANTO RIGUARDA I SITI AI QUALI È POSSIBILE ACCEDERE TRAMITE I COLLEGAMENTI POSTI ALL'INTERNO DEL SITO STESSO, FORNITI COME SEMPLICE SERVIZIO. IL FATTO CHE IL BLOG FORNISCA QUESTI COLLEGAMENTI NON IMPLICA L'APPROVAZIONE DEI SITI STESSI, SULLA CUI QUALITÀ, CONTENUTI E GRAFICA È DECLINATA OGNI RESPONSABILITÀ. L'AUTORE NON È RESPONSABILE PER QUANTO PUBBLICATO DAI LETTORI NEI COMMENTI AD OGNI POST, I COMMENTI RITENUTI OFFENSIVI, DI GENERE SPAM O NON ATTINENTI POTRANNO ESSERE CANCELLATI; I COMMENTI LESIVI DELL’IMMAGINE O DELL’ONORABILITÀ DI PERSONE TERZE, NON SONO DA ATTRIBUIRSI ALL’AUTORE, NEMMENO SE IL COMMENTO VIENE ESPRESSO IN FORMA ANONIMA E COMUNQUE VERRANNO CANCELLATI. DECLINO OGNI RESPONSABILITÀ PER GLI EVENTUALI ERRORI ED INESATTEZZE RIPORTATI NEL BLOG E PER GLI EVENTUALI DANNI DA ESSI DERIVANTI