lunedì 3 novembre 2008

Il caso Cosentino arriva alla Camera, ma i mass-media non se ne accorgono e, con un Elio Vito in difficoltà, il Governo non chiarisce




Oltre un mese e mezzo dopo le prime rivelazioni de L'espresso sull'inchiesta nei confronti del sottosegretario all'Economia indagato per presunti rapporti con la camorra, il governo risponde, per bocca del ministro Elio Vito, a un'interrogazione parlamentare presentata da Antonio Di Pietro e dai senatori del Pd
 
Il caso Cosentino arriva infine alla Camera. Oltre un mese e mezzo dopo le prime rivelazioni deL'espresso sull'inchiesta nei confronti del sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino, il governo mercoledì 29 ottobre ha risposto a un'interrogazione parlamentare. A presentarla Antonio Di Pietro, seguito poi dai senatori del Pd. 

Cosentino, avvocato di Casal di Principe, è accusato da cinque pentiti per le sue relazioni con il clan dei casalesi. Cinque collaboratori di giustizia, ritenuti attendibili dai magistrati, tra il 1996 e il 2008 lo hanno descritto come un uomo nelle mani dell'organizzazione camorristica più potente, la stessa che vuole uccidere Roberto Saviano. La procura antimafia di Napoli ha aperto un'inchiesta sul sottosegretario: Cosentino è stato iscritto nel registro degli indagati per almeno tre ipotesi di reato. Alla Camera il governo ha affidato la risposta al ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, esponente di quella pdl campana guidata proprio da Cosentino. Il ministro non replica alle richieste di chiarimenti: si trincera dietro il segreto istruttorio. Dice solo che le indagini su Cosentino sono coperte dal segreto. Vito inoltre riferisce che il sottosegretario non ha ricevuto avvisi di garanzia. E attacca a lungo L'espresso che con le rivelazioni sull'inchiesta "avrebbe minacciato la credibilità delle istituzioni. Ma la credibilità delle istituzioni non è molto più minacciata dalla presenza nel governo di una persona accusata di avere gestito per dieci anni rapporti con la camorra? La credibilità delle istituzioni non è minacciata dal fatto che chi è accusato di avere dominato consorzi per la raccolta dei rifiuti in accordo con i boss più feroci adesso diriga la politica economica dell'intera nazione?
di Gianluca Di Feo

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