lunedì 24 novembre 2008

Il ritorno dei Talebani al potere


Fuori dalle città governano loro, anche alle porte di Kabul

I talebani sono tornati al potere in Afghanistan. Non nella capitale e nelle principali città del Paese - dove la presenza delle guarnigioni Nato garantisce ancora la sopravvivenza dell'autorità del governo Karzai - ma in quasi tutte le zone rurali, comprese quelle immediatamente fuori dalla capitale. Qui i talebani hanno nominato i loro governatori locali, i loro sindaci, i loro giudici, i loro esattori delle tasse, i loro comandanti di polizia, i loro responsabili per l'istruzione.Il fallimento del potere centrale. Se da tempo tutte le aree extraurbane delle province meridionali (Kandahar, Helmand, Nimruz, Farah, Uruzgan, Zabul) e orientali (Paktika, Khost, Paktia, nangarhar, Kunar, Nuristan) sono tornate sotto l'autorità dei talebani, da alcuni mesi è così anche nelle province centrali vicine a Kabul come Ghazni, Wardak e Logar, dove i barbuti governano rispettivamente 13 distretti su 18, 6 su 8 e 4 su 7.

Secondo l'analista politico Waheed Muzhda "i talebani stanno avanzando da sud verso Kabul esattamente come fecero dodici anni fa, quando andarono al potere la prima volta, ovvero guadagnandosi il sostegno popolare grazie alla loro capacità di garantire legge e ordine".
"I talebani - spiega Seth Jones, della 
Rand Corporation - stanno operando uno 'state-bulding' alternativo a quello del governo e della Nato, tutto centrato sulla sicurezza". 
Esasperati dall'anarchia, dall'insicurezza, della paura e dalla corruzione che hanno regnato sovrane negli ultimi anni, gli afgani rurali (che costituiscono il 90 percento della popolazione) sono ben felici di barattare la radio e la televisione in cambio della sicurezza e dell'ordine che i talebani sanno bene come garantire.
La corrotta polizia afgana, impegnata a taglieggiare i commercianti e a derubare la gente ai posti di blocco, non ha mai saputo proteggere la popolazione dalle scorribande di ladri e predoni, con i quali spesso è anzi in combutta. L'inefficiente giustizia governativa non è mai stata minimamente in grado di amministrare i problemi quotidiani della gente.
I talebani, con i loro modi sbrigativi, sono molto più efficaci.
Il successo del contropotere talebano. comandano i talebani, la sicurezza è garantita dalle pattuglie della 'polizia talebana' che a bordo di pick-up sorveglia di giorno e di notte strade e villaggi, tenendo lontani banditi e polizia.
La giustizia è amministrata dalle corti talebane composte da due giudici per distretto nominati da un mullah che, applicando la 
sharìa, risolvono 'per direttissima' dispute sulla proprietà dei terreni, sui diritti di pascolo, su casi di divorzio e assegnazione di eredità. 
L'istruzione è sotto il controllo degli 'emiri dell'educazione e della cultura', i quali vagliano i programmi d'insegnamento di ogni singola scuola assicurandosi che essi prevedano lezioni di Corano e 
sharìa. Se così non è, o se la scuola è mista o addirittura femminile, scatta la chiusura forzata. Nove scuole su dieci fanno questa fine. 
"Per lungo tempo i villaggi di questa zona - racconta al 
Christian Sinece Monitorun abitante della provincia di Logar - venivano terrorizzati da una banda di ladri. Siamo andati decine di volte alla polizia per chiedergli di arrestarli, dicendogli anche dove si nascondevano. Ma non hanno mai fatto nulla. Alla fine ci siamo stancati e ci siamo rivolti ai talebani. Loro sono andati a prenderli, li hanno processati, hanno cosparso i loro visi di catrame e li hanno fatti sfilare così per le strade, minacciando di tagliar loro le mani se fossero stati beccati ancora a rubare. Da allora i ladri non si sono più fatti vedere". 
"Con i talebani non abbiamo più la tv, non possiamo più ascoltare musica e non possiamo più ballare alle feste, è vero - ammette Abdul Halim, della provincia di Ghazni - ma almeno abbiamo sicurezza e giustizia".

di Enrico Povesana

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