domenica 9 novembre 2008

Il SUD sulla strada delle leggi regionali per rispondere NO al maestro unico


Un'azione congiunta tra Regioni per contrastare le norme sul maestro unico. Contro il provvedimento Gelmini, il Mezzogiorno si mobilita a Castelvolturno, dove si chiude oggi la tre giorni degli Stati Generali della Scuola, organizzata dall'assessorato campano alla Pubblica Istruzione. «Abbiamo provato a sanare una ferita, quella inferta ad una scuola che non viene mai consultata quando la si cerca di cambiare», dice l'assessore Corrado Gabriele. I numeri sono di oltre 1600 iscritti partecipanti e almeno 50 relatori. Neanche la scelta della sede, Castelvolturno, è casuale: si tratta, ricorda già il manifesto di convocazione, «di una località emblematica, rappresentativa di un mancato processo di sviluppo e di integrazione culturale e sociale, oltre che del fallimento di qualsivoglia politica di integrazione e di convivenza civile tra etnie diverse». 
Ne è venuto fuori un confronto proficuo, partecipato, che ha visto la presenza convinta degli operatori della scuola: docenti, studenti, associazioni, sindacati, istituzioni. La prima considerazione di fondo è stata che le regioni del Mezzogiorno sono già fortemente penalizzate, sia in termini di distribuzione degli organici sia, più in generale, in termini di  distribuzione dei finanziamenti occorrenti al normale svolgimento dell'attività didattica e al sostegno dell'esercizio del diritto allo studio. E' per questo che Campania, Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia hanno concordato  di  attivare una comune strategia che, pur tenendo conto delle specificità di ogni singola regione, sappia rivendicare con forza per il Mezzogiorno l'attenzione e il sostegno necessario alla crescita dei singoli e dei territori. 
Dal dibattito dei primi due giorni, esce la proposta di più legislazioni regionali "anti maestro unico". Nichi Vendola, intervenuto ieri pomeriggio, ne dà l'annuncio: «Stiamo vagliando - dice il governatore della Puglia - la possibilità di impedire questo tipo di regressione. L'ipotesi normativa è allo studio per prevedere il mantenimento di classi più docenti: questa traccia di lavoro, propositiva, non solo polemica, la proponiamo anche ad altri Regioni». Un'iniziativa che andrà avanti di pari passo con il ricorso alla Corte Costituzionale, che diverse Regioni stanno già preparando sul provvedimento di riordino della rete scolastica. Anche Vendola ribadisce che il più penalizzato dalla Gelmini è il Mezzogiorno: «Non bisogna dimenticare - sottolinea - che le scuole nel Sud sono il principale presidio della legalità e della socialità. Avere una scuola in certe periferie è più importante che avere una caserma». Parole importanti, soprattutto qui, a Castelvolturno. 
E invece, dal governo, in materia di scuola, sono arrivati solo «provvedimenti che sono un colpo ai pezzi pregiati della nostra pubblica istruzione, come la scuola elementare». Questa idea «dissennata di risparmio, con l'argomento degli sprechi e dei privilegi, colpisce al cuore il sistema della pubblica istruzione», accusa. Al contrario «finanziare la scuola - prosegue Vendola - è uno dei doveri fondamentali, soprattutto in tempi di crisi economica e di recessione». Nella controriforma Gelmini «c'è dentro un'idea di società della paura - afferma ancora il governatore della Puglia - che ingloba nei luoghi dell'educazione la mitologia di un passato dell'età dell'oro, dell'ordine, della disciplina: questo piccolo mondo antico del voto in condotta e del grembiulino che è proprio un paradigma di una scuola che educa all'obbedienza nei confronti della società della precarietà».
Dibattiti ma anche musica. Oggi pomeriggio nel piazzale di Baia Verde - teatro di più omicidi di camorra - si terrà la manifestazione concerto con la partecipazione di Miriam Makeba, artista icona con Nelson Mandela della lotta all'apartheid, e di Maria Nazionale - cantante e attrice del recente film "Gomorra" di Matteo Garrone; si intrecciano così note e culture di popolazioni diverse che vivono sullo stesso territorio.

di Antonella Palermo

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