domenica 30 novembre 2008

Vogliamo i Pescatori al potere


Io, per esempio, chiedo: secondo voi è più meritevole un alto dirigente della Fiat, che fa bene tutti i conti, o è più meritevole un tipo che in piena notte prende la sua barca, affronta il mare forza nove, affianca una «bagnarola» alla deriva con 250 naufraghi, riesce a trascinarla per 10 miglia, fino a portarla al ridosso di una isola, e poi riesce a trasbordare nel suo peschereccio i naufraghi, e li salva, e fa quello che la guardia costiera non era in grado di fare, perché con quel mare lì le lance della guardia costiera non reggono? E' più bravo, e più meritevole, e più professionista quel pescatore o il dirigente della Fiat? Se invertissimo i ruoli, e il pescatore passasse dietro la scrivania, farebbe molti danni? Ne dubito. E se il dirigente della Fiat fosse mandato a governare il peschereccio, quanti naufraghi riuscirebbe a salvare? Temo nessuno, dorse enanche se stesso.
Secondo il mio modo di vedere, in una società meritocratica seria, bisognerebbe porre al vertice il pescatore, e in fondo in fondo il dirigente della Fiat...
Del coraggio non c'è molto da dire. E' così evidente in questa storia. Non credo che riceverà gli onori che in genere vengono riservati al coraggio dei militari, però, sempre coraggio è. Per altro i pescatori di Mazara non avevano nessun dovere di mettere in gioco la loro vita per salvare quei loro fratelli africani. Però, quando il tenente della Finanza, disperato, glielo ha chiesto, non ci hanno pensato un minuto. Si sono messi in mare con 50 nodi di vento e le onde alte così.
E infine c'è la questione della sicurezza e della differenza di idee tra i pescatori e il grosso dell'opinione pubblica. Quante volte avete sentito dire - non solo dai leghisti - che il problema dell'immigrazione è un problema di sicurezza - di sicurezza di noi italiani, di noi occidentali, di noi brava gente - e che va affrontato in questo modo, con la polizia,col rigore, con il «respingimento» alla frontiera. Avete mai sentito questa parola oscena? «Respingimento».
I pescatori di Mazara non se la sono fatta nemmeno passare per il cervello la parola respingimento. Per loro il problema dell'immigrazione clandestina è un drammaticissimo problema di sopravvivenza di un gran numero di esseri umani, che vengono dall'orizzonte del mare, e che rischiano spesso di morire. E per loro il problema dell'immigrazione è come salvare queste persone.

Non vi fa una certa impressione leggere queste storie e poi pensare ai nostri governanti, a tanti politici, ai giornalisti, ai discorsi cretini che fanno?

di Piero Sansonetti

Nessun commento:

Posta un commento

Cerca nel Blog

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori