giovedì 4 dicembre 2008

Berlusconi attacca anche internet


Berlusconi attacca anche internet e vorrebbe portare al prossimo G8 le sue proposte di regolamentazione per la rete mondiale. E' come mettere la volpe a guardia del pollaio. O, come ha detto qualcun altro, dracula alla presidenza dell'Avis. "Su internet manca una regolamentazione internazionale uniforme. - afferma Berlusconi -  Credo che al prossimo G8 si possa portare sul tavolo questa proposta" di riforma. "Porteremo sul tavolo del G8 - insiste - una proposta di regolamentazione di internet per tutto il mondo, visto che internet e' un forum aperto a tutto il mondo". Gli risponde Giuseppe Giulietti: "Siamo convinti che prima i membri del G8 e poi quelli del G20, eccezion fatta per l'amico Putin forse - vogliano dirgli 'no grazie' e salutarlo con un gran bel cucù".

Il web va bene così, non si tocca. E' uno spazio di libertà e di pluralismo che, come il mercato tanto amato dal Presidente del Consiglio - trova modo di regolamentarsi da solo, con regole interne come la netiquette che vengono certamente rispettate da blogger e utenti di internet in modo infinitamente maggiore di quanto Berlusconi sappia rispettare regole di pluralismo dell'informazione, regole di pluralismo del mercato, sentenze della Corte costituzionale, decisioni del consiglio e dell'Unione Europea.

Ancora una volta, ottenendo un inimmaginabile incarico da parte dei Grandi, non farebbe altro che disegnare regole a suo diretto vantaggio. Magari potrebbe inventarsi di chiedere le impronte a tutti i blogger del mondo, predendere cifre astronomiche per l'apertura di un blog, sposare a pieno le regole cinesi o cubane che chiudono senza mezzi termini quei siti che non la pensano come loro. O, più semplicemente, potrebbe mettere l'iva al 2000% sulle connessioni di accesso a internet.

Pensiamo che questa sua velleità censoria non sarà davvero accettata da chi, come il nuovo Presidente degli Stati Uniti, ha creduto a tal punto nella autonomia del web da impostare in quello spazio di libertà la sua campagna elettorale, il suo rapporto con gli elettori. Il dramma vero che Berlusconi vive è la grande capacità di giudizio che la rete riesce a fornire a chi la naviga. Su internet un politico non può essere bugiardo, non può raccontar balle, non può dire una cosa oggi e l'esatto contrario domani perchè chi sta sulla rete (a differenza di quel che accade per chi guarda la tv) è attento, trova tutto, visita archivi mondiali e permanenti e scopre la verità. Non è un medium passivo. Questo fa paura a Silvio come ha fatto paura e ha punito  Bush. E fa paura a tutti coloro che vorrebbero regolamentare la libertà di informarsi perchè la chiave del loro potere sta nell'ignoranza e nel poter controllare i mezzi di informazione.

Articolo 21 lancia la sua proposta che diventa davvero l'ultima spiaggia di una battaglia di civiltà e di pluralismo. "Silvio, giù le mani dalla rete", sarà la nostra campagna permanente affinché quella boutade di oggi lanciata nella visita alle polo tecnologico delle Poste non si trasformi nell'ennesimo tentativo di imbavagliare gli ultimi spazi di libertà.  Caro Silvio: le maglie della "rete" sono troppo strette. Qui, sicuramente, non opasserai!!

di Giorgio Santelli

Link: http://www.articolo21.info/7763/notizia/berlusconi-che-vuole-regolamentare-il-web-e.html

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