sabato 6 dicembre 2008

Colombia: ricompensati con soldi pubblici dal loro Presidente Uribe per l'uccisione dei contadini



Secondo gli esperti più di duemila persone uccise solo per avere una ricompensa

Dal 2002 i soldati dell'esercito colombiano hanno compiuto centinaia di esecuzioni extragiudiziali nei confronti di civili. Purtroppo questa non è una novità, Peacereporter ne aveva già dato notizia in uno dei suoi numerosi articoli.

La novità sta nel fatto che per ogni uccisione l'esecutore intascasse più o meno 1.300 euro finanziati con i fondi della cooperazione internazionali. Ed è proprio per questa succosa ricompensa che si è messo in moto il meccanismo delle esecuzioni. Un meccanismo oliato nel tempo e redditizio che ha colpito innocenti soprattutto appartenenti alle classi sociali più indigenti.Oggi poi, dopo il ritrovamento di centinaia di cadaveri si viene a conoscenza di come funzionava la trappola: i cadaveri che inizialmente sembravano essere quelli di guerriglieri delle Farc erano in realtà corpi di contadini a cui veniva infilata un'uniforme per poi essere uccisi a sangue freddo.

Si stima che siano almeno 2.100 le vittime innocenti di questa trappola. Molte di più di quelle causate dall'Eta (separatisti baschi) e dall'Ira (organizzazione paramilitare irlandese) in mezzo secolo di attività. E se si moltiplica il numero dei supposti morti ammazzati per la cifra finanziata per ogni cadavere si raggiunge una quota pari a poco meno di 3 milioni di euro. Tutti indistintamente provenienti dalla cooperazione internazionale. Come dimostra un documento segreto del ministero della Difesa diffuso da Justicia para Colombia, un'organizzazione composta da specialisti forensi, professori di diritto e giuristi europei, che spiega come i fondi per il pagamento ai soldati "arrivino dallo Stato colombiano e dalla cooperazione internazionale". Inoltre è stato diffuso il tabellario: 1,7 milioni di euro per un capo guerrigliero, 1.300 per un guerrigliero semplice. C'è dell'altro. Il documento contraddice Uribe che dal canto suo ha sempre negato l'esistenza di una politica "di ricompensa". Ma ormai nessuno più crede alle parole del presidente. Resta da capire come mai nessuno abbia denunciato questa terribile situazione che non fa altro che alimentare la guerra fra le parti gettando ancor di più, se possibile, la Colombia nel baratro della paura e della violenza.

di Alessandro Grandi

Link: http://it.peacereporter.net/articolo/13101/La+guerra+sucia+di+Uribe

Nessun commento:

Posta un commento

Cerca nel Blog

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori