lunedì 1 dicembre 2008

I fascisti tra la totale indifferenza della gente


"Mi conosci compagno?". "Sono fascista"! Scatta la lama del coltello. Spintoni, fendenti andati a vuoto e poi l’inseguimento nel centro di Bologna in un “tranquillo” giovedì di novembre. Questa la cronaca spicciola dell’ennesima aggressione fascista sotto le due torri. Andrea Trapani è il "comunista". Giovane studente siciliano, capelli lunghi e una stellina che pende dal bavero della giacca.Tessera dei GC in tasca e un grande attivismo nel movimento dell’Onda.

“Quello che m’inquieta” dice con voce calma “ è il fatto che mi conoscesse, che sapesse che sono un militante di Rifondazione”. Poi aggiunge “Non possono continuare ad aggredire compagni in pieno giorno e in pieno centro come se niente fosse”.

La totale indifferenza con la quale i passanti hanno assistito all’aggressione è, senza dubbio, un’altra tessera di un mosaico poco gratificante per Bologna. Eppure il fatto è avvenuto a pochi metri da quella “Sala Borsa” perennemente militarizzata da Polizia e Carabinieri e illuminata dai volti dei Partigiani caduti sotto la furia nazi - fascista.

Sembra di vivere in un tempo senza memoria.

Ai ragazzi aggrediti è arrivata l’immediata solidarietà, in una nota congiunta, dei vertici emiliani di Rifondazione Comunista: “Ormai la situazione sta seriamente degenerando e la tolleranza nei confronti di questi teppisti in camicia nera non può più essere perpetrata da parte di chi dovrebbe garantire l'ordine pubblico e la sicurezza”. Scrivono  Tiziano Loreti - Segretario Provinciale Prc-Se Bologna - Roberto Sconciaforni -Capogruppo Prc Comune di Bologna
Agostino Giordano - Coordinatore Giovani Comunisti di Bologna.

“Dopo quest’ennesimo atto intimidatorio- aggiungono gli esponenti comunisti - a pochi giorni dall’aggressione da parte di militanti di Forza Nuova, che ha fatto finire in ospedale due giovani (colpevoli di essersi vestiti in modo "non conforme"), è più che mai urgente una grande mobilitazione di massa antifascista, che veda in prima fila tutte le forze politiche democratiche, sindacali e di movimento e che sappia produrre un reale risveglio della cosiddetta Società Civile, che ormai ha il dovere di non dormire più e di non continuare più a far finta di nulla”.

La risposta del giorno dopo è un fragoroso silenzio.

Come se il sangue già versato non bastasse a destare una reazione nella Bologna “città medaglia d’oro per la Resistenza”.

“Se non ammazzano uno di noi” – sussurra un ragazzo dell’Onda a bassa voce- “qua non si smuove nulla”.

Speriamo che non abbia ragione.

di Gaetano Alessi

Link:  http://gaetanoalessi.blogspot.com/

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