venerdì 9 gennaio 2009

Il capovolgimento delle responsabilità israeliane


Se si leggono le dichiarazioni dei politici israeliani ed americani, e si cerca di raffrontarle con le immagini di devastazione, sembra non esserci che un’unica spiegazione. Costoro devono essersi presi una di quelle malattie mentali che potremmo chiamare “Disordine da Massacro tendente al Capovolgimento Visivo delle Responsabilità da Carneficina”.

Per esempio, Condoleeza Rice, dopo aver osservato che più di 300 abitanti di Gaza erano morti nell’attacco [il primo giorno], ha detto: “Siamo estremamente preoccupati per questa escalation di violenza. Condanniamo fermamente gli attacchi contro Israele e riteniamo Hamas responsabile”.

Qualcuno dovrebbe chiederle un commento sugli accoltellamenti minorili, per vedere se per caso sia capace di rispondere: “Condanno fermamente le persone che sono state accoltellate e finché non abbandoneranno la loro attitudine ad andarsene in giro stringendosi i fianchi e sanguinando non vi sarà alcuna speranza di pace”.

Il governo israeliano soffre terribilmente di questa confusione. Probabilmente...

fa passare sulla TV israeliana degli spot pubblicitari in cui un uomo cade da una scala gridando “Eeeeugh!”; poi una voce commenta: “Avete mai provocato un incidente sul lavoro negli ultimi 12 mesi?”, e il tizio che lo ha spinto riceve 3.000 sterline di compenso.

La sproporzione tra la potenza dei bombardieri F-16 e degli elicotteri Apache usati da Israele e gli affari tipo catapulta che usano i palestinesi è così ridicola che tentare di descrivere la situazione come una lotta tra due eserciti che combattono alla pari richiede l’immaginazione di uno scrittore di racconti per bambini.

Un giornalista di News at Ten ha detto che “i razzi di Hamas saranno anche inefficaci, ma sono SIMBOLICI”. Quindi non possiedono armi, ma possiedono il simbolismo, i diabolici bruti.

Non c’è da meravigliarsi che le forze aeree israeliane abbiano dovuto demolire un po’ di quartieri residenziali, altrimenti Hamas avrebbe potuto tentare di prendere in giro Israele con un’esibizione di danza espressiva.

I razzi non saranno forse in grado di uccidere a un livello pari a quello delle forze aeree israeliane, ha detto un portavoce, ma vengono lanciati “con l’intenzione di uccidere”.

E avrebbe potuto continuare: “Abbiamo anche le prove che i sostenitori di Hamas fanno dei sogni, e che in quei sogni succedono brutte cose ai cittadini israeliani: essi bruciano, o si trasformano in cactus, o corrono nudi per Woolworths, perciò non è importante se ciò possa accadere o no, è importante che essi VOGLIONO che succeda, ed è per questo che bombardiamo la loro università”.

E poi c’è l’affronto del sostegno offerto ad Hamas dall’Iran. Beh, questo significa proprio violare le regole. Perché potete dire quel che volete degli israeliani, ma essi non ricevono forniture di armi o finanziamenti o sostegno politico da un paese più potente del loro, fanno tutto da soli e si fabbricano le loro armi in una bottega artigianale di Gerusalemme.

Ma soprattutto gli israeliani tendono a giustificarsi con una fastidiosa mancanza d’immaginazione, come quando hanno dichiarato di aver dovuto distruggere un’ambulanza perché Hamas, cinicamente, nasconde le sue armi all’interno delle ambulanze.

Avrebbero potuto essere più creativi e dichiarare che Hamas stava tentando di puntare quella luce blu lampeggiante contro gli israeliani epilettici nel tentativo di provocargli una crisi, abbacinarli e spingerli a vagare fino in Siria, dove sarebbero stati catturati.

Invece preferiscono un approccio più diretto, come la dichiarazione fatta da Ofer Schmerling, ufficiale della Difesa israeliano, che ha detto ad Al-Jazeera: “Metterò su della musica e festeggerò ciò che stanno facendo le forze aeree israeliane”.

Magari potrebbero ricavarne un grande festival nazionale con luminarie, crostate e i negozi che suonano “Vorrei che Gaza fosse Bombardata Ogni Giorno”.

Nello stesso tono, Dov Weisglas, capo di stato maggiore sotto Ariel Sharon, ha fatto riferimento all’assedio di Gaza che ha preceduto questo bombardamento, un assedio in cui gli israeliani hanno impedito alla popolazione di ricevere le forniture essenziali di cibo, medicine, elettricità e acqua, affermando: “Li abbiamo messi a dieta”.

Un’arroganza da malavitoso dell’East End, tanto che non sembrerebbe fuori luogo se il Primo Ministro israeliano iniziasse una conferenza stampa dicendo: “Oh, poverini, poverini. Pare che questi palestinesi abbiano avuto un piccolo, ehm, incidente. Tutti i loro edifici sono stati buttati giù, magari la prossima volta staranno più attenti, he he...”.

Quasi certamente la ragione per cui sta accadendo tutto questo è che il governo vuole mostrarsi duro quel tanto che basta da vincere le elezioni (n.a.: v .La ricetta politica israeliana, uccidere in cambio di voti). Magari con la tipica franchezza israeliana potrebbero mandare in onda una

trasmissione politica in cui Ehud Olmert dichiari: “Ecco il motivo per cui penso che dovreste votare per me”, e poi, mostrando un filmato di Gaza, si metta a strillare: ”Uheilà, quel tizio sull’angolo sta andando A FUOCO!”.

E Condoleeza Rice e i suoi colleghi, compreso l’inviato speciale per la Pace in Medio Oriente, potrebbero allora scuotere la testa e commentare: “Deprecabile. Andarsene in giro in fiamme in quel modo potrebbe provocare un brutto incidente a qualcuno”.

di Mark Steel - «The Independent»
traduzione di Gianluca Freda

Link: http://www.pressante.com/politica-e-ordine-mondiale/1267-ma-di-che-si-lamentano-i-palestinesi.html

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