venerdì 24 aprile 2009

Greenpeace polemizza con la Prestigiacomo


Greenpeace ha documentato diversi casi clamorosi di rifiuti elettronici provenienti dall'Italia e poi finiti in paesi come Ghana e Nigeria, dove vengono smaltiti a mani nude dalla popolazione locale, bambini compresi, con conseguenze anche gravi per la loro salute.
«L'invito di Stefania Prestigiacomo a ridurre i rischi per i bambini derivanti dall'esposizione ai prodotti chimici è in sé condivisibile, ma non rispecchia quanto fatto finora dal ministero dell'Ambiente in Italia». È questo il commento di Vittoria Polidori, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Italia, alle dichiarazioni rese oggi dal ministro nel corso del G8 ambiente di Siracusa. Greenpeace accoglie queste parole come impegno a rendere finalmente efficace e completa la normativa sui rifiuti elettronici. Infatti, «è troppo facile rispondere al ministro Prestigiacomo – continua Polidori – che i bambini che lei vorrebbe salvare sono esposti, in tutto il mondo, al contatto con sostanze pericolosissime contenute nei rifiuti elettronici italiani, il cui stato di smaltimento è oggi penoso». 

Greenpeace ha documentato diversi casi clamorosi di rifiuti elettronici provenienti dall'Italia e poi finiti in paesi come Ghana e Nigeria, dove vengono smaltiti a mani nude dalla popolazione locale, bambini compresi, con conseguenze anche gravi per la loro salute. Ed è solo di venerdì scorso la denuncia fatta dalla trasmissione «Le Iene» (fondata sul rapporto «Hi-Tox!» di Greenpeace) a proposito delle condizioni disastrose dei centri di raccolta dei rifiuti elettronici in Italia. «Dopo queste dichiarazioni del ministro Prestigiacomo, la nostra aspettativa per una rapida soluzione del problema è ancora più alta – afferma Polidori –. Attendiamo dal ministero dell'Ambiente l'emanazione immediata del “Decreto Semplificazioni”, che permetterà ai rivenditori il ritiro del rifiuto in caso di acquisto di una nuova apparecchiatura elettronica». 

A questo proposito, il Centro di Coordinamento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, riprendendo la polemica già aperta nei giorni scorsi da Greenpeace, in un comunicato ha puntualizzato, a nome dei Sistemi Collettivi associati, alcuni aspetti che possono contribuire a fare chiarezza sulla vicenda. 

«Innanzi tutto – si legge – è bene precisare che la filiera di trattamento e riciclo dei Raee (di cui sono responsabili i Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) funziona già in modo ottimale e garantisce che tutti i rifiuti consegnati presso i Centri di Raccolta istituiti dagli Enti Locali (o dai soggetti da questi delegati) vengano presi in carico e trattati in modo sicuro per le persone e per l'ambiente. Questa filiera, oltre ad evitare l'immissione nell'ambiente di sostanze nocive, permette di recuperare materiali riciclabili e di smaltire correttamente quelli non riciclabili, con risparmio di energia e risorse.

«In secondo luogo va sottolineata la necessità di approvare con urgenza il cosiddetto «Decreto Semplificazioni», che permetterà ai rivenditori il ritiro del Raee contestualmente all'acquisto di una nuova apparecchiatura.
Le esperienze degli altri paesi europei ci insegnano che proprio il sistema del ritiro «uno contro uno» permette di innalzare in modo significativo le quantità di Raee avviate al corretto trattamento.

«Infine per quel che riguarda il sistema di raccolta rivolto ai cittadini (attraverso i Centri di Raccolta gestiti dai comuni o dalle aziende di raccolta rifiuti urbani) il Centro di Coordinamento Raee ha sempre evidenziato la situazione di luci ed ombre in cui versa il nostro Paese, con zone in cui i CdR rappresentano esempi di eccellenza, ed altre in cui è necessario migliorare sia le strutture che i servizi ai cittadini. Proprio per questo, pur non essendone tenuto dal punto di vista normativo, i Produttori di Aee nell'ambito del cosiddetto «accordo di programma sul regime transitorio» sottoscritto con Anci hanno messo a disposizione una somma significativa per la realizzazione di CdR in aree sprovviste».

Fonte: http://www.vglobale.it/NewsRoom/index.php?News=5594

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