domenica 26 aprile 2009

I Bin Laden, tra orologi da polso per piloti d’aereo e iniziative per la pace


Ve lo immaginate un fratellastro di Osama Bin Laden che vende, tramite la sua azienda di beni di lusso, un orologio per piloti d'aereo? Oppure uno dei diciannove figli del terrorista islamico più ricercato al mondo che si dichiara pacifista e organizza una corsa di cavalli per promuovere l'avvicinamento tra Oriente e Occidente. Sembrano barzellette, ma è tutto vero.
"Aviator". E' il nome di un nuovo cronografo di lusso, che ha la particolarità di essere il primo orologio al mondo che permette al pilota di calcolare, in caso di rottura della strumentazione di bordo, l'esatta velocità del velivolo e stabilire anticipatamente l'ora di arrivo a destinazione. Qualunque essa sia. Ancor più particolare è il fatto che questo gioiello di tecnologia ed eleganza sia una creazione di Yeslam Bin Laden, il fratellastro di uno che di voli "estremi" ha una certa conoscenza, proprietario di un'azienda di beni di lusso con sede a Ginevra. Yeslam, che ha apertamente condannato l'attacco terroristico del 2001, ha puntualizzato che ha avuto ben pochi contatti con il fratellastro negli ultimi venti anni. Ed è un peccato, viene da aggiungere, dal momento che sarebbe il candidato perfetto per una campagna pubblicitaria, di pessimo gusto, ma sicuramente di grandissimo impatto.

Il pacifista. Omar Bin Laden ha annunciato alla stampa che organizzerà una corsa di cavalli lungo un percorso di 3 mila miglia nel Nord Africa, con lo scopo di promuovere la pace e  il dialogo tra il mondo islamico e l'Occidente e mettere fine al conflitto tra queste due culture. Omar sostiene che ci sia un modo migliore per difendere la cultura islamica rispetto al fondamentalismo e alla militanza armata: il dialogo e la reciproca comprensione. Vuole quindi porsi come "ambasciatore di pace" tra musulmani e Occidente.
Nonostante l'evidente somiglianza fisica, queste parole e le treccine da rasta hanno insospettito i giornalisti che hanno messo in dubbio la sua paternità. C'è voluto un ufficiale dell'intelligence statunitense (che è rimasto anonimo) per certificare che quello che avevano davanti era proprio il figlio di Osama Bin Laden e della sua prima moglie Naiwa. Omar (già balzato agli onori della cronaca l'anno scorso per aver sposato una donna inglese di 52 anni, Jane Felix-Browne, che ha poi preso il nome di Zaina Alsabah) ha vissuto col padre in Sudan e poi dal 1996 in Afghanistan dove ha pure frequentato un campo di addestramento di Al-Qaeda. Nel 2000 si è convinto che le armi non fossero gli strumenti giusti per rapportarsi col mondo occidentale e ha lasciato il padre per tornare in Arabia Saudita dove gestisce un'azienda collegata al Gruppo Binladen.
Ora cerca concorrenti e sponsor per questa versione equestre della Parigi-Dakar. "Ho sentito che il rally è stato cancellato per la minaccia di attentati terroristici da parte di Al-Qaeda", ha detto Omar, "ma non credo che attaccheranno me".

Di Filippo Archi

Link: http://it.peacereporter.net/articolo/13920/I+Binladen+che+non+ti+aspetti 

Nessun commento:

Posta un commento

Cerca nel Blog

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori