martedì 7 aprile 2009

La crisi economica e lo slittamento degli equilibri mondiali


E’ opinione diffusa che l’attuale crisi economica mondiale aprirà la strada a un mondo sicuramente diverso da quello che conosciamo. Tuttavia, nessuno sa dire con esattezza in che modo si evolverà il sistema economico globale, e quali saranno le caratteristiche dell’era che scaturirà da questa grave fase di recessione.

Certamente, però, questa crisi sembra essere accompagnata da un graduale slittamento degli equilibri mondiali, innanzitutto sotto il profilo economico. Si tratta di un’oscillazione che, secondo molti osservatori, è abbastanza chiaramente orientata: dall’Occidente ricco ma indebitato verso le potenze emergenti dell’Oriente, in particolare Cina e India.

Nell’ambito di questo spostamento di equilibri, il mondo islamico, ed il mondo arabo in particolare, rischiano ancora una volta di rimanere ai margini. Del G20, l’organismo che in questi giorni è al centro della scena mondiale, fanno parte solo tre paesi islamici, ed un solo paese arabo: l’Arabia Saudita.

Sebbene l’Occidente abbia dedicato notevole attenzione ai paesi produttori di petrolio del Golfo Persico, a causa delle imponenti riserve di liquidità da essi accumulate in questi anni di elevati prezzi petroliferi, non sembra che l’interesse economico nei confronti di questi paesi sia destinato a tradursi nella disponibilità a concedere loro un maggiore peso politico.

Per altro verso, agli enormi introiti petroliferi degli ultimi anni si contrappone il repentino crollo dei prezzi del greggio che ha determinato un drammatico calo degli utili per questi paesi. La crisi delle borse si è fatta sentire pesantemente anche nel Golfo, sebbene le riserve di liquidità accumulate negli ultimi anni permettano ai governi della regione di reagire a questa difficile congiuntura.

Infine, va rilevato che molti analisti hanno fino a poco tempo fa considerato i paesi arabi non produttori di petrolio relativamente al sicuro dalla crisi finanziaria, a causa della loro scarsa integrazione nell’economia globale. Tuttavia i primi effetti della recessione mondiale – in particolare la riduzione degli investimenti stranieri e del turismo, accompagnata dall’aumento della disoccupazione – si stanno avvertendo anche in questi paesi, già duramente provati lo scorso anno dalla crisi alimentare mondiale.

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