giovedì 2 aprile 2009

Medveded apre ad Obama


Alla vigilia del vertice del G-20 a Londra, il presidente russo Dimitri Medvedev lancia, in una lettera pubblica apparsa in contemporanea su «Le Figaro» e «The Washington Post», un appello di apertura e collaborazione al presidente americano Barack Obama. Un atto con pochi precedenti che apre una nuova stagione nelle relazioni bilaterali tra le due superpotenze, sintomo di un vero dialogo e delle trattative in corso tra Mosca e Washington.

Sarebbe difficile negare che il bilancio delle relazioni russo-americane fosse assai pessimistico alla fine del 2008. Queste relazioni si sono sfortunatamente degradate sotto l’influenza dei progetti della precedente Amministrazione americana, in particolare il suo progetto di installazione di uno scudo antimissile in Europa orientale, gli sforzi di allargare ad est la Nato, e il rifiuto di ratificare il trattato sulle forze convenzionali in Europa. Tutte queste prese di posizione hanno nuociuto agli interessi russi e, se fossero state messe in opera, avrebbero inevitabilmente chiamato una risposta da parte nostra.
 
Nell’interesse dei nostri due paesi e del mondo, sono convinto che bisogna far scomparire questi ostacoli dalle nostre buone relazioni, in qualche modo sbarazzarci di questi “titoli tossici”, per rendere positivo un bilancio finora negativo. Questo necessiterà di sforzi congiunti. La corrispondenza che il presidente Obama ed io abbiamo intrattenuto quest’anno, mostra che siamo entrambi disposti a sviluppare, in un modo pragmatico e professionale, relazioni bilaterali sotto il segno della maturità.
 
Come riferimento che ci guidi in questa direzione abbiamo già la dichiarazione strategica che i nostri paesi hanno firmato a Soci (Russia) nel 2008. È importante che le idee positive contenute in quella dichiarazione abbiano seguito. Da parte nostra siamo pronti ad operare in questo senso.
 I campi di possibile collaborazione non mancano. Così, sono d’accordo col presidente Obama sul fatto che la ripresa del processo di disarmo debba diventare la nostra priorità immediata. L’idea di una pratica unilaterale per garantire la sicurezza è una illusione pericolosa. Sono lieto che i nostri nuovi amici americani ne abbiano piena coscienza.
 
Allo stesso modo mi pare che entrambi comprendiamo il bisogno di ricercare soluzioni collettive, che implicano la partecipazione di tutti gli attori interessati, per i problemi che incontra l’Afghanistan. Con questo spirito, Mosca ha organizzato una conferenza sull’Afghanistan sotto gli auspici della Organizzazione di Cooperazione di Shanghai. Sullo stesso tema salutiamo l’iniziativa americana di una conferenza delle Nazioni Unite in Olanda. È cruciale che Russia e Stati Uniti considerino queste conferenze come complementari e reciprocamente benefiche, non in concorrenza. Le relazioni tra Russia e Stati Uniti non possono soffrire né distacco né indifferenza.
 
Lo scorso novembre ho parlato a Washington del bisogno di mettere fine a questa crisi di fiducia. Per cominciare, dobbiamo accordarci sul fatto che superare il nostro pesante passivo non sia possibile se non assicurandoci reciproci benefici su un piano di uguaglianza, e tenendo conto delle rispettive posizioni. Sono pronto a mettermi al lavoro con Barack Obama sulla base di questi principi, e spero di poter cominciare fin da oggi, dal momento del nostro primo incontro a Londra prima del vertice del G20.
 
Lo stato dell’economia mondiale è per tutto il mondo fonte di preoccupazione. Potremo assicurare la vitalità del nostro sistema finanziario mondiale a condizione che si possa rendere la sua architettura mutuamente complementare e che riposi su un sistema diversificato di monete regionali di riserva e di centri finanziari. In occasione di questo vertice, Russia e Stati Uniti possono contribuire a far avanzare gli sforzi per stabilire regole universali e una disciplina che si applichi a tutti senza eccezioni. Allo stesso modo dobbiamo valutare insieme la possibilità di una nuova moneta di riserva, mondiale e sopranazionale, eventualmente sotto l’egida del Fondo monetario internazionale. Nelle nostre relazioni bilaterali dobbiamo più di tutto parlare di progetti d’investimento comuni, di ricerca, di sviluppo di imprese, così come accrescere il commercio di prodotti di nuove tecnologie.
 
La fine della guerra fredda e il processo di mondializzazione che ne è seguito ha cambiato il contesto geopolitico delle nostre relazioni e ha considerevolmente accresciuto l’importanza della leadership. Oggi una leadership efficace ha la necessità di essere collettiva, fondata sul desiderio e la possibilità di trovare denominatori comuni per gli interessi della comunità internazionale e dei gruppi di paesi regionali. I vertici dei G20 sono un passo fondamentale in questa direzione. Sono convinto che la Russia e gli Stati Uniti possono offrire molto al mondo, mantenendo allo stesso tempo le nostre particolari responsabilità negli affari mondiali.
 
Queste opportunità sono più visibili sulle questioni della stabilità strategica e della sicurezza nucleare. La natura delle relazioni Russia - Stati Uniti determina in larga misura la politica transatlantica, che potrebbe utilizzare come pilastro une cooperazione trilaterale tra l’Unione europea, la Russia, e gli Stati Uniti. Questo bisogno di tornare a una cooperazione più stretta si esplica in gran parte della storia delle nostre relazioni, che comprende anche momenti emozionalmente forti, come ad esempio il sostegno diplomatico della Russia agli Stati Uniti nei momenti cruciali del suo sviluppo, la nostra lotta comune contro il fascismo o il periodo della distensione.
 
Nel suo discorso di investitura il presidente Obama ha espressamente menzionato il fatto che gli Stati Uniti devono cambiare, allo stesso tempo, con tutto il resto del mondo. Mi ha profondamente impressionato per la valutazione imparziale dei problemi dell’America. Sono d’accordo nel dire che la grandezza non è mai innata, deve essere acquisita. Molto tempo fa Alexis de Tocqueville ha predetto un grande avvenire a due nazioni. Fino ad oggi, ciascuno dei nostri due paesi ha cercato di dimostrarlo, sia a se stessi che al mondo, ma agendo da soli. Credo fermamente che a questo tornante della storia noi dobbiamo lavorare insieme.
 
Il mondo attende che Russia e Stati Uniti prendano misure energiche per stabilire insieme un clima di fiducia e buona volontà in tema di governo mondiale, non che ci culliamo nell’inazione e nel disimpegno. Non possiamo permetterci di non rispondere a queste aspettative.
 
I campi di possibile collaborazione non mancano. Così, sono d’accordo col presidente Obama sul fatto che la ripresa del processo di disarmo debba diventare la nostra priorità immediata. L’idea di una pratica unilaterale per garantire la sicurezza è una illusione pericolosa. Sono lieto che i nostri nuovi amici americani ne abbiano piena coscienza.
 
Allo stesso modo mi pare che entrambi comprendiamo il bisogno di ricercare soluzioni collettive, che implicano la partecipazione di tutti gli attori interessati, per i problemi che incontra l’Afghanistan. Con questo spirito, Mosca ha organizzato una conferenza sull’Afghanistan sotto gli auspici della Organizzazione di Cooperazione di Shanghai. Sullo stesso tema salutiamo l’iniziativa americana di una conferenza delle Nazioni Unite in Olanda. È cruciale che Russia e Stati Uniti considerino queste conferenze come complementari e reciprocamente benefiche, non in concorrenza. Le relazioni tra Russia e Stati Uniti non possono soffrire né distacco né indifferenza.
 
Lo scorso novembre ho parlato a Washington del bisogno di mettere fine a questa crisi di fiducia. Per cominciare, dobbiamo accordarci sul fatto che superare il nostro pesante passivo non sia possibile se non assicurandoci reciproci benefici su un piano di uguaglianza, e tenendo conto delle rispettive posizioni. Sono pronto a mettermi al lavoro con Barack Obama sulla base di questi principi, e spero di poter cominciare fin da oggi, dal momento del nostro primo incontro a Londra prima del vertice del G20.
 
Lo stato dell’economia mondiale è per tutto il mondo fonte di preoccupazione. Potremo assicurare la vitalità del nostro sistema finanziario mondiale a condizione che si possa rendere la sua architettura mutuamente complementare e che riposi su un sistema diversificato di monete regionali di riserva e di centri finanziari. In occasione di questo vertice, Russia e Stati Uniti possono contribuire a far avanzare gli sforzi per stabilire regole universali e una disciplina che si applichi a tutti senza eccezioni. Allo stesso modo dobbiamo valutare insieme la possibilità di una nuova moneta di riserva, mondiale e sopranazionale, eventualmente sotto l’egida del Fondo monetario internazionale. Nelle nostre relazioni bilaterali dobbiamo più di tutto parlare di progetti d’investimento comuni, di ricerca, di sviluppo di imprese, così come accrescere il commercio di prodotti di nuove tecnologie.
 
La fine della guerra fredda e il processo di mondializzazione che ne è seguito ha cambiato il contesto geopolitico delle nostre relazioni e ha considerevolmente accresciuto l’importanza della leadership. Oggi una leadership efficace ha la necessità di essere collettiva, fondata sul desiderio e la possibilità di trovare denominatori comuni per gli interessi della comunità internazionale e dei gruppi di paesi regionali. I vertici dei G20 sono un passo fondamentale in questa direzione. Sono convinto che la Russia e gli Stati Uniti possono offrire molto al mondo, mantenendo allo stesso tempo le nostre particolari responsabilità negli affari mondiali.
 
Queste opportunità sono più visibili sulle questioni della stabilità strategica e della sicurezza nucleare. La natura delle relazioni Russia - Stati Uniti determina in larga misura la politica transatlantica, che potrebbe utilizzare come pilastro une cooperazione trilaterale tra l’Unione europea, la Russia, e gli Stati Uniti. Questo bisogno di tornare a una cooperazione più stretta si esplica in gran parte della storia delle nostre relazioni, che comprende anche momenti emozionalmente forti, come ad esempio il sostegno diplomatico della Russia agli Stati Uniti nei momenti cruciali del suo sviluppo, la nostra lotta comune contro il fascismo o il periodo della distensione.
 
Nel suo discorso di investitura il presidente Obama ha espressamente menzionato il fatto che gli Stati Uniti devono cambiare, allo stesso tempo, con tutto il resto del mondo. Mi ha profondamente impressionato per la valutazione imparziale dei problemi dell’America. Sono d’accordo nel dire che la grandezza non è mai innata, deve essere acquisita. Molto tempo fa Alexis de Tocqueville ha predetto un grande avvenire a due nazioni. Fino ad oggi, ciascuno dei nostri due paesi ha cercato di dimostrarlo, sia a se stessi che al mondo, ma agendo da soli. Credo fermamente che a questo tornante della storia noi dobbiamo lavorare insieme.
 
Il mondo attende che Russia e Stati Uniti prendano misure energiche per stabilire insieme un clima di fiducia e buona volontà in tema di governo mondiale, non che ci culliamo nell’inazione e nel disimpegno. Non possiamo permetterci di non rispondere a queste aspettative.
 
 
Traduzione a cura di Simone Santini  - www.clarissa.it
 
di Dimitri Medvedev  - «Le Figaro»; «Washington Post»

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