giovedì 16 aprile 2009

Richard L. Scott? Il difensore della sanità privata americana?


Richard L. Scott, imprenditore americano, fondatore del gruppo Conservatives for Patients' Rights,  si oppone  a suon di dollari alla politica di sanità del presidente Barack Obama.
"Immaginate di svegliarvi un giorno e tutte le decisioni mediche sono fatte da un consiglio nazionale federale". Ecco cosa si sente in uno spot radiofonico che cerca di spaventare gli ascoltatori. Si chiarisce che in un sistema del genere tutte le decisioni mediche personali come la scelta del dottore non verrebbero fatte dal paziente come avviene adesso. Chi parla è Richard L. Scott, un imprenditore americano, fondatore del gruppo Conservatives for Patients' Rights, un'associazione che si oppone alla politica di sanità del presidente Barack Obama.

La riforma della sanità è ancora agli inizi e fino ad ora si ignorano i dettagli del programma di Obama. Ciononostante Scott crede di sapere che si tratterà di una visione socialistica alla quale lui si oppone. Per combattere questa direzione Scott ha già fatto ricerche in altri Paesi per documentare i "mali" della sanità che non mette l'enfasi sul privato. Scott sa qualcosa della sanità privata. Fu fondatore e direttore esecutivo della Columbia Hospital Corporation (CHA) dal 1987 fino al 1997 quando fu licenziato dal consiglio della ditta per uno scandalo che includeva frode ai programmi di sanità governativa come Medicaid e Medicare. 
Ma il ricco imprenditore crede che il sistema di sanità privato funziona molto meglio di quelli governativi perché offre al paziente la possibilità di scelta e costi ridotti dalla concorrenza. In sintesi, si tratta del solito clichè di un'iniziativa privata che produce benessere mentre il governo non fa altro che sprecare soldi e ridurre la libertà dell'individuo. Poco importa a Scott che il sistema della sanità privata non copre quasi 50 milioni di americani.

Ora, il suo coinvolgimento con lo scandalo che gli fece perdere il lavoro di dirigente alla CHA, farebbe di lui un imprenditore da prendere con le molle. Ciononostante, e grazie al solido conto in banca, la sua intenzione è quella di comprarsi la credibilità che difficilmente gli sarebbe donata gratis. Scott vuole investire 5 milioni di dollari per combattere e mantenere il predominio della sanità privata negli Stati Uniti.
I suoi avversari - fra i quali spiccano i dirigenti della Healthcare for America Now (HCAN), un gruppo che secondo il loro sito Internet sostiene di rappresentare 30 milioni di individui e 190 membri del Congresso favorevoli ai principi generali sulla sanità del presidente Obama - ne approfittano per dipingerlo come l'icona della corruzione dell'iniziativa privata. Mentre a destra, l'iniziativa di Scott imbarazza non pochi dirigenti politici che pure ne condividono l'impianto politico generale. Persino coloro che hanno opposto con successo la politica di riforma della sanità di Bill Clinton nel 1994 vedono la possibile leadership di Scott come problematica. Altri però sono attratti dal fatto che Scott ha deciso di investire forti somme di denaro per silurare qualsiasi proposta di sanità che diminuisca il forte ruolo dell'iniziativa privata.

Non sarà facile però fermare la riforma di Obama. Gli americani si sono resi conto che l'iniziativa privata senza controlli governativi conduce agli eccessi di Wall Street che poi dovranno essere sanati dai cittadini con le loro tasse. L'ira degli elettori, per esempio, contro i bonus offerti agli esecutivi di AIG (American International Group, assicurazione) rimane nella mente di molti.

Non è il momento propizio per cantare le lodi dell'iniziativa privata. Con ciò non si fa altro che ricolorare il quadro delle assicurazioni private che hanno come motivo principale il profitto e non la salute della gente. Viene subito in mente il costo esorbitante delle medicine, il fatto che non pochi anziani devono scegliere fra medicine e cibo, e coloro che vanno in Canada o Messico per comprare le medicine a prezzi ragionevoli. I quattro punti basilari della filosofia di Scott sulla sanità sono "la scelta, la concorrenza, la trasparenza e la responsabilità personale". Parla della sua responsabilità personale e dello scandalo che costrinse il consiglio della sua ditta a licenziarlo?

di Domenico Maceri

Link: http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=11762


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