venerdì 10 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo: responsabilità diffuse


Di fronte alla tragedia del terremoto bisogna parlare il linguaggio della verità. Lo dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che oggi ha visitato le zone devastate dal terremoto e ha denunciato «irresponsabilità diffuse» che hanno portato a costruire edifici antisismici ugualmente crollati travolgendo vite umane. Il capo dello Stato ha citato poi la frase di «un'esponente dell'opposizione» che ha detto «nessuno è senza colpe». «Credo che abbia ragione», ha commentato.

Berlusconi. Se ci sono «le responsabilità saranno certamente accertate e ci sono già dei pm che indagano al riguardo: io personalmente ho potuto verificare che molti edifici rappresentano le tecnologie dell'epoca», e quindi «io non credo che ci siano state delle situazioni» tali da far presumere responsabilità nella costruzione degli edifici, «però i pm indagheranno ed è giusto» che facciano emergere le eventuali responsabilità, ha detto il presidente del Consilgio Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri.

Massima trasparenza. Tutte le spese per la ricostruzione in Abruzzo «saranno contabilizzate sotto la responsabilità del ministero dell'Economia: daremo conto di tutto con assoluta e totale trasparenza», ha aggiunto Berlusconi.

«Progetto 100 cantieri: arrivano le adesioni dalle Province». «Il progetto di affidare i 100-108 cantieri alle province va avanti». Lo dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che assicura: «Il progetto sta accogliendo adesioni da parte di molte province, che dispongono di tecnici, ingegneri, geometri, e possono contare su aziende edilizie capaci di trasferirsi per la realizzazione dei cantieri. Soltanto con questa parcellizzazione degli interventi si possono avere dei tempi veramente rapidi».

«Quando mi fermo a pensare a quel dolore indicibile, provo un senso d'angoscia». Silvio Berlusconi si dichiara affranto per le vittime del terremoto che ha sconvolto l'Abruzzo: «Sono a pezzi, ho parlato con molte famiglie e ho toccato con mano questa tragedia: è una cosa che dà angoscia» ha detto il premier, sottolineando come l'impatto psicologico della tragedia si senta maggiormente al rientro dalle zone toccate dal sisma: «Sto lavorando senza sosta, e quando lavori e sei impegnato nell'organizzazione vai come una macchina, poi quando ti fermi e pensi a quel dolore indicibile viene un senso di angoscia». 
 
«Onna mi resterà impressa». Il capo dello Stato ha visto L'Aquila e Onna, il borgo che con 39 vittime su un'ottantina di abitanti, è il simbolo della tragedia del terremoto abruzzese. «Quella che forse mi resterà più impressa - ha detto il capo dello Stato - dopo questa visita credo sia l'immagine di quella strada di Onna che il sisma ha praticamente disintegrato». 

Napolitano ha chiesto «un esame di coscienza» che superi le preferenze politiche di ognuno «riguardo a chi ha avuto ragione e chi ha avuto torto o responsabilità in queste cose». «Qui non si tratta di liberarsi di ogni responsabilità ma - spiega il capo dello Stato - di capire veramente come sia potuto accadere che non ci sia stata l'attivazione indispensabile di norme di prevenzione che erano state tradotte in legge, o che ci sia stato un difetto nei controlli previsti. Sono irresponsabilità diffuse dei soggetti che in definitiva sono coinvolti nella costruzione di un palazzo o nell'acquisto di una casa. Nessuno in questi casi dovrebbe chiudere gli occhi. Né chi costruisce, né chi acquista, né chi è chiamato a fare i controlli». «È necessario un esame di coscienza - ribadisce Napolitano - per capire cosa è indispensabile e urgente fare perché mai più ciò accada non affidandosi a profezie o previsioni impossibili ma rendendo sicuri gli edifici di nuova costruzione e anche quelli più antichi». 

Bene il governo. «Non sono venuto come autorità che possa prendere decisioni» che «spettano alle autorità di Governo», ha sottolineato Napolitano, e «ho molto apprezzato tutte le decisioni che le autorità di Governo a livello nazionale, regionale e locale hanno assunto». «Ho avuto anche modo di compiacermi grandemente - ha detto ancora il capo dello Stato - del clima di assoluta intesa e sinergia che si è venuto a stabilire tra tutti i livelli istituzionali».

Napolitano ha espresso poi soddisfazione, «una soddisfazione che inorgoglisce il nostro Paese», rispetto ai soccorsi e agli interventi per assicurare una prima sistemazione agli sfollati del terremoto. Ma bisogna anche pensare, ha aggiunto, al dopo, e anche a un dopo successivo. «Molte delle persone che ho incontrato oggi mi hanno detto: "Non dimenticateci". Il mio impegno è questo. Bisogna continuare con lo stesso slancio di questi giorni e trovando le risorse finanziarie necessarie». 

Aiuti dall'estero da considerare. «Non sono a conoscenza di offerte giunte dall'estero per contribuire alla ricostruzione della zona terremotata. A me sono giunti messaggi di cordoglio e disponibilità per i primi soccorsi. Ma se c'è questa disponibilità credo che il governo, che decide su questa cosa possa prenderla in considerazione», ha detto il presidente della Repubblica.

Ai fotografi: «Non rompete». Mentre era a Onna il presidente stizzito per la ressa di giornalisti ha rivolto un pressante invito a «farsi da parte» e un esplicito «non rompete» ai fotografi che lo circondavano. Visibilmente innervosito dalla presenza dei fotoreporter che gli erano vicino, Napolitano ha allargato le braccia e ha detto loro: «Poiché non sono venuto qui per farmi fotografare da voi, fatevi da parte: non rompete!».

Un anziano: «Non dimenticatevi di noi». Un anziano sopravvissuto di Onna con voce commossa ha detto queste parole a Napolitano: «Non dimenticatevi di noi, presidente, non dimenticateci...». Il capo dello Stato si è trattenuto una quindicina di minuti ad Onna, visitando la tendopoli allestita per gli sfollati dalla Protezione civile e incontrando brevemente un gruppo di terremotati. Il presidente ha ascoltato le loro richieste, ha stretto mani e ha avuto parole di conforto per gli abitanti del piccolo borgo dell'Aquila devastato dal sisma.

«Sono qui per dovere e per sentimento», aveva detto in precedenza il presidente della Repubblica, rivolgendo parole di conforto e gratitudine ad alcuni soccorritori delle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo. Napolitano, nel lasciare la Scuola della Guardia di finanza di Coppito, prima di raggiungere alcuni luoghi simbolo della tragedia, ha aggiunto un «grazie» ai soccorritori per la loro «straordinaria generosità».

Il primo gesto di Napolitano appena arrivato all'Aquila è stato quello di rendere omaggio alle 278 vittime del terremoto recandosi insieme al capo della Protezione civile Guido Bertolaso nel locale in cui sono allineate le bare in attesa del funerale di Stato che si svolgerà domani. Napolitano ha sostato anche davanti alla casa dello studente per effettuare una ricognizione di uno dei luoghi simbolo della tragedia che ha colpito il capoluogo abruzzese. 

Fonte: il Messaggero

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