domenica 3 maggio 2009

Grecia, sarà una primavera di lotta?


Per ora l’insorgenza sociale si manifesta in modo diacronico. Prima le città greche – Atene, Salonicco – che sono state al centro di una mobilitazione sociale durata settimane nei mesi di dicembre e gennaio. Dopo il tempo dello scontro sociale e del fronteggiamento tra polizia e movimento degli studenti e precari, la Grecia riflette sul futuro del Paese dentro la crisi globale. Non manca il buonsenso popolare e si improvvisano filosofie di sopravvivenza da dopoguerra. Ma si serrano le fila per essere presenti all’appuntamento della primavera di lotta che si annuncia in tutta Europa.



Atene. Milziade, insegnante di mezza età, sorseggia un vino tipico greco in uno dei bar di Kolonaki, il quartiere chic. «Ci sono due modi di avere a che fare con la sanità, qui in Grecia» commenta fra un sorso e l’altro. «o fai un’assicurazione privata, oppure, se decidi di affidarti alla sanità pubblica, devi avere da parte un gruzzoletto da offrire al medico di turno per saltare le chilometriche liste d’attesa». Scrolla le spalle. «È notorio. In entrambi i casi ci vogliono soldi e raccomandazioni». 
Milziade prende a esempio il caso della sanità per spiegare quanto sia immobile il sistema castale e quanto siano endemici corruzione e clientelismo nel paese. I leader dei due maggiori schieramenti politici sono rispettivamente figlio e nipote di due primi ministri degli anni ottanta, gli scandali per truffe e corruzione ai danni dei cittadini sono all’ordine del giorno. I greci, infatti, tutti i giorni ne hanno notizia. Possono contare su una stampa tutto sommato ostinata e liberale quando si tratta di mostrare i panni sporchi delle istituzioni. 
La sfiducia verso tutto ciò che è statale abbraccia ampi livelli della cittadinanza. I rapporti sono “depressi” o “furibondi” verso la politica, l’istruzione, le forze di polizia. A dicembre l’assassinio del giovane Alexis Gregoriopoulos. Subito una lunga, violenta rivolta sociale, a livelli che in Grecia non si vedevano dalla fine della dittatura dei colonnelli - 1974 - e che per settimane ha proiettato il paese ellenico sui teleschermi del mondo intero. 
Il governo del conservatore Karamanlis ha cercato di presentare la rivolta come un passeggero eccesso espressivo di una banda di incappucciati, ma “dicembre” (come ormai vengono chiamate popolarmente le giornate che sono seguite alla morte di Alexis) è anche il risultato di uno scontento che da mesi serpeggiava nella popolazione e che ha formato un mix esplosivo con la reazione alla violenza poliziesca. Sono scesi in piazza i coetanei di Alexis Gregoriopoulos, è scesa in piazza la “generazione precaria”, è sceso in piazza tutto il malessere, tutto il disagio giovanile. Rabbia civile e angoscia per un precariato lavorativo permanente e una continua prospettiva di totale disoccupazione. E non erano soli. Gli insegnanti a loro volta hanno riempito le piazze di Atene e Salonicco per ribadire il loro no a una riforma dell’istruzione in discussione in Parlamento e che vorrebbe equiparare i titoli forniti dagli istituti privati ai diplomi pubblici.
In una reazione a catena, la protesta contro il governo si è estesa a gennaio agli agricoltori, che hanno paralizzato il paese bloccando per settimane le principali vie di comunicazione, accusando il governo di averli abbandonati al crollo dei prezzi conseguente all’entrata nella zona euro. «Fino a vent’anni fa, un greco su quattro era un piccolo agricoltore» cita l’ex deputato del partito comunista greco Orestes «le politiche comunitarie hanno fatto letteralmente terra bruciata e molti hanno deciso di cominciare un’altra vita ad Atene». Quelli che sono rimasti nei campi, hanno visto limitare il mercato per il loro raccolto anno dopo anno. E le sovvenzioni pubbliche promesse governo dopo governo non sono mai arrivate. 
Hanno tenuto in scacco il governo per settimane e ottenuto una parziale apertura. Dopo di loro è stato il momento della rabbia di camionisti e portuali, preoccupati dalla stretta commerciale prodotta dalla crisi economica globale.

di Serena Corsi

Link: http://www.galatea.ch/ppg.asp?navp=2c&IDP=1043

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