sabato 9 maggio 2009

Senegal, uno Stato a gestione familiare



Polemiche in Senegal per la decisione del Presidente della Repubblica Abdoulaye Wade di nominare suo figlio Karim Ministro di Stato e della Cooperazione Internazionale. L'ottantaduenne presidente, tra le figure di spicco nel panorama politico africano, è accusato dai suoi critici di preparare la propria successione per le elezioni politiche che si terranno nel paese africano nel 2012, dando al figlio il più grande ministero "mai creato dall'indipendenza" del Senegal dalla Francia nel 1960. 
Dietro la pomposa dicitura, infatti, si nasconde la possibilità per Karim di controllare tutto il sistema dei trasporti, delle infrastrutture e dei relativi finanziamenti, soprattutto esteri, per la realizzazione di importanti opere come la costruzione di due nuove arterie autostradali e il nuovo aeroporto di Dakar. Non male per un semisconosciuto giovane di quaranta anni ex banchiere a Londra, salito agli onori delle cronache più per i suoi fallimenti che per le sue capacità. 
Creato un movimento politico nel 2006, la Concrèt Génération, naturalmente appoggiato dal padre, Karim Wade è stato, infatti, sconfitto da una coalizione delle opposizioni nelle elezioni amministrative per la poltrona di sindaco della città di Dakar in marzo. Inoltre venne criticato per aver "sforato" il budget affidatogli per l'organizzazione della Conferenza Islamica di Dakar dello scorso anno, quando era consigliere della presidenza della repubblica. 
Peccati veniali, in realtà, ma ora nel suo portafoglio ci sono strade, aeroporti e soprattutto un fiume consistente di denaro che l'opposizione teme possa accrescere l'influenza della famiglia presidenziale, a discapito degli interessi dello paese. "Mentre i senegalesi vogliono un governo responsabile e attento alle ineguaglianze sociali, il Presidente pensa a costruire un governo utile solo ai suoi scopi di mantenimento del potere" ha affermato Seydou Gueyé, portavoce dell'Alleanza per la Repubblica, principale partito d'opposizione. 
Di tutt'altro avviso, naturalmente, il Partito Democratico Senegalese al governo, che chiede al Paese di dare una chance al giovane Karim prima di giudicarlo. Posizione ovvia, eppure già si parla di Karim Wade, in termini tutt'altro che lusinghieri, come del nuovo Ali Bongo, criticato figlio del Presidente del Gabon Omar, e attuale ministro della difesa del suo paese. Un pugno alla democrazia, insomma, su cui le opposizioni dovranno vigilare attentamente.
di Marco Belegni

Nessun commento:

Posta un commento

Cerca nel Blog

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori