mercoledì 20 maggio 2009

Un documento dell'Ispettorato del Congresso Americano sugli immigrati italiani negli USA, 1912. LA RUOTA DELLA STORIA CHE GIRA


“Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.

Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.

Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali”.

La relazione così prosegue: “Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare [grassetto dedicato solo ed esclusivamente a chi si sente Celtico-Padano dentro, ndr]. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.

Il testo è tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912

venerdì 15 maggio 2009

Fonte: http://www.mercantedivenezia.org

Comparso su http://www.contropiano.org/

Link: http://www.contropiano.org/Documenti/2009/Maggio09/19-05-09ImmigrazioneRuota.htm

5 commenti:

  1. e avevano ragione i terroni sono negroidi,parlano lingue arcane e puzzano

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    1. Questa affermazione è espressione di pura ignoranza. Dovresti conoscere la situazione di povertà in cui gravava il Meridione d'Italia e queste tue manifestazioni di razzismo sono prive di senso; non credere che gli italiani del Nord avessero chissà quale reputazione.
      Se dovessi usare il tuo ragionamento allora potrei dire che anche al Nord c'è gente selvaggia che parla lingue incomprensibili e beve fino a scoppiarsi e la pelle di un cadavere è più viva in confronto al loro pallore.

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    2. il fatto stesso che ti identifichi come anonimo è sintomo di vigliaccheria e bastardaggine ,le persone come te non hanno diritto ne di parola ne di fatti sei la persona più aberrante che abbia mai conosciuto VERGOGNATI E VAI A ZAPPARE I CAMPI ,CHE PENSO SIA L'UNICA COSA DEGNA DI TE (SENZA OFFESA PER I CONTADINI OVVIAMENTE!!!!!!!)

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    3. Facile fare lo stronzo restando anonimo!!!

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  2. ma è una bufala...ancora credete a saviano?

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