sabato 13 giugno 2009

Le lame fasciste al servizio di una cultura imperante


Roma, quartiere Garbatella, le due e mezza di notte. Ancora lame, ancora fascisti. Due ragazzi sui 25 anni hanno appena assistito a un concerto rock di gruppi romani emergenti nel centro sociale La Strada. Hanno deciso di tornare a casa a piedi: vivono nel quartiere. Hanno già percorso cinquecento metri, sono ormai distanti dal centro sociale, vicini al Roma Club e all’altezza del “bar dei Cesaroni”, il locale conosciuto per essere una delle location della popolare fiction tv. Non hanno segni di riconoscimento addosso, neppure una felpa o una maglietta particolare, eppure qualcuno, che evidentemente li ha seguiti, senza neppure dare loro il tempo di capire, li aggredisce urlandogli: «Comunisti di merda, voi e i vostri centri sociali». Sono in due, vestiti di nero e, dopo una breve colluttazione, uno dei due tira fuori un coltello e – in perfetto stile da stadio – colpisce uno dei due ragazzi ad un gluteo. Un colpo secco e via, poi si dileguano. Il giovane ferito, trasportato al Cto della Garbatella, avrà 8 punti di sutura. Sull’aggressione stanno indagando la polizia e la Digos. Il fattaccio non è che l’ultimo di una serie, a Roma. Basti ricordare il più grave di tutti: l’omicidio di Renato Biagetti, nel 2006 a Fiumicino. Ma più recentemente è successo ad Ostia, ad aprile 2009, con due ragazzi e una ragazza feriti a colpi di bottiglia per non aver voluto consegnare uno zaino con una toppa antifascista ad una squadraccia. E poi, a maggio, l’attentato incendiario contro il centro sociale Acrobax. «Dopo poco più di un mese dall’uccisione di Aldo Murgia in via Costantino (l’uomo ucciso in una lite per un parcheggio, ndr), dopo l’assassinio a fine marzo davanti ai locali notturni di Via del Gazometro, dopo una serie di aggressioni tutte corredate da armi da taglio che tanto sono in voga anche fra le giovani generazioni – scrivono i militanti de La Strada – questa volta l’atto criminoso colpisce due giovani del quartiere stesso, colpevoli di aver partecipato a una serata di festa che come tutte le iniziative del nostro centro sociale rivendica una cultura altra e libera che si possa contrapporre alla cultura aggressiva e arrogante che si respira intorno ai locali notturni della nostra zona. Alla vigilia delle elezioni, in una città governata da razzisti e fascisti, gli episodi d’intolleranza (l’ultimo a Tormarancia) si moltiplicano nei nostri quartieri».
di Angelo Mastrandrea

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