
Ecco come questa mattina i giornali hanno raccontato l’approvazione del disegno di legge sulla sicurezza, che molte associazioni e reti antirazziste non esitano a definire «legge razziale». Per il Corriere della sera il nuovo provvedimento merita il titolo principale in prima pagina «La clandestinità ora è reato», ma nelle pagine interne a proposito della dura presa di posizione del segretario del Pontificio consiglio per i migranti, l’arcivescovo Agostino Marchetto [«è una legge che porterà molti dolori»], il quotidiano milanese sostiene che le sue opinioni «non esprimono la posizione del Vaticano». Titolo analogo a quello del Corriere anche per Repubblica in prima pagina: «La clandestinità diventa reato», questa volta supportato all’interno da una lunga analisi di Andriano Sofri dal titolo «Ora l’Italia è più cattiva». Sofri scrive dell’ipocrisia di questa legge perché grazie al lavoro di migliaia di migranti ogni giorno viene garantita l’assistenza ad anziani e bambini, «quello che abbiamo di più prezioso», eppure sono i migranti ad avere i primati delle morti bianchi e sono loro che la legge colpisce considerandoli delinquenti. Si tratta di un provvedimenti contro la Costituzione che provoca effetti devastanti nella vita quotidiana di milioni di persone e che, scrive Sofri, «non farà che accrescere la clandestinità». Ma è anche una legge grottesca che prevede il carcere per chi affitta ai migranti irregolari [e dunque «dovremo vedere grandiose retate» mentre il numero di detenuti in Italia sfiora quota 64 mila, mai raggiunta nella storia del nostro Stato] e «fascista» quando ripristina la galera a chi oltraggi a un pubblico ufficiale. Per Sofri «il fascismo si è andato berlusconizzando» e oggi il presidente del consiglio mostra di essere ricattabile dalla Lega ma non dalla Chiesa cattolica.
Il manifesto invece non dedica a questa notizia il titolo principale, ma all’interno a differenza di altri segnala almeno le prime manifestazioni in programma nei prossimi giorni [il 4 luglio a Verona, il 11 luglio a Reggio Emilia] contro la nuova legge. In un commento di Salvatore Palidda, docente di sociologia delle migrazioni presso l’Università di Genova, tra l’altro si legge: «La legge approvata ieri dal senato può essere considerata il primo epilogo di quell’escalation del fascismo/razzismo democratico innescata negli anni 90». «Se veramente la chiesa, i sinDAcati e altri – conclude Palidda – vogliono difendere i diritti fondamentali di tutti gli essere umani, aprano le sacrestie e sedi per ospitare zingari, immigrati, perseguitati».
«La legge della paura» è il titolo scelto dall’Unità che a pagina 7 pubblica anche un’interessante intervista a Salvatore Geraci, medico [presidente della Società italiana della medicina dell’immigrazione e in passato collaboratore di don Luigi Di Liegro], secondo il quale per i migranti ora «la vita diverrà più dura, pesante e rischiosa», insieme a due brevi interventi di Vittorio Agnoletto, che parla esplicitamente di «apartheid», e di don Luigi Ciotti che dice: «Non pIù sicurezza ma crudeltà. Così si scivola ai temi della discriminazione razziale negando i valori dei diritti umani, della Carta Costituzionale e della Convenzione di Ginevra».
Questi invece i titoli in prima pagina pubblicati rispettivamente da Liberazione e da l’Altro: «Tribunale speciale» e «Da oggi siamo tutti infami. Per legge». Nell’editoriale di Liberazione scrive Giovanni Russo Spena: «Da oggi tutti e tutte siamo meni liberi. Abbiamo di fronte una vergognosa e devastante normativa sicuritaria, incostituzionale per razzismo esplicito, che non solo costruisce un diritto penale speciale e un processo penale speciale contro migranti, ma demolisce lo stato di diritto di tutte le le cittadine e i cittadini».
Abbiamo infine dato un’occhiata ad alcuni settimanali [Espresso, Left e Vita] in edicola da oggi, dunque chiusi prima dell’approvazione comunque ampiamente annunciata e scontata, ma non abbiamo trovato nessuna notizia.
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