lunedì 3 agosto 2009

Valle d’Aosta, il “Premio Attila” 1986 torna a colpire


Un termovalorizzatore “travestito” da teleriscaldamento? Pare succedere in Valle d’Aosta, dove la questione dell’inceneritore sembrava risolta con garanzie che non si dovesse più fare. Una bella vittoria degli ambientalisti e del movimento valdostano NoInc, in apparenza.

E invece il termovalorizzatore buttato fuori dalla porta principale rientra dalla finestra con una “astuzia” del Presidente della Giunta Regionale, Augusto Rollandin, già insignito nel 1986 del “Premio Attila” da parte del Wwf nazionale per la scarsissima attenzione verso l’ambiente e la natura. Rollandin a suo tempo fu anche condannato in via definitiva dalla Cassazione a 16 mesi di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici per abuso d’ufficio per favoreggiamenti in appalti. Ma era il 1994. Nel 2001 si candidò e fu eletto senatore. Una successiva sentenza estinse le pene accessorie della condanna, tra cui l’interdizione dai pubblici uffici. Perciò nel 2008 Rollandin si è ricandidato nuovamente a consigliere regionale della Valle d’Aosta e oggi è presidente della regione.

Come rientra in campo anche l’inceneritore? Semplice! In un incontro pubblico avvenuto nel giugno scorso Rollandin ha annunciato, tra applausi e consensi, di aver avuto il coraggio di dire no all’inceneritore e di aver voluto cambiare strada. Sembrava allora che l’idea poco vincente di bruciare tutta l’ultradecennale unica discarica valdostana fosse stata per sempre accantonata. L’annuncio vero è stato invece che la città di Aosta avrà, tra qualche tempo, ben due cogeneratori a gas, 4 caldaie sempre a gas, e una caldaia a biomassa, mentre solo il 15% sarà il famoso teleriscaldamento atteso da anni utilizzando l’impianto di raffreddamento dell’azienda siderurgica per acciai speciali Italsider (ex-Cogne).

Il tutto sostenuto da delibere di Giunta, con anche il nome dell’impresa privata che gestirà il tutto: e cioè la Telcha, che raggruppa la CVA Spa (Compagnia valdostana delle acque, società che produce energia elettrica controllata dalla Regione Valle d’Aosta e presieduta da Riccardo Trisoldi) , la Sea Srl (Società Energetica Aostana, che gestisce già due centrali in alta Valle d’Aosta). Tra i partners la Sea annovera la suddetta CVA, i Fratelli Ronc (operatori del settore energetico), e la Finaosta (ossia la Finanziaria regionale valdostana).

C’è però qualche fondato dubbio da parte dei valdostani - almeno quelli più sensibili alla salute della popolazione ed al rispetto dell’ambiente e della natura - che il “carburante” che verrà bruciato in questi impianti sarà forse tutto il Combustibile da Rifiuti di Qualità (in sigla CDRQ), vale a dire tutti i rifiuti.

«Quello che più preoccupa – dice l’ambientalista valdostana Rosetta Bertolin – è che lo scopo principale non è più riscaldare una parte di Aosta, ma di utilizzare l’impianto termico per produrre energia elettrica e quindi di farlo funzionare tutto l’anno e con grosse quantità di combustibile». Il tutto per ricavarne «un duplice profitto – continua la Bertolin – la vendita dell’energia elettrica e i certificati verdi che l’Europa paga a chi produce energia pulita. Ciliegina sulla torta: l’ARPA ha scoperto che la mega-centrale inquinerà di più delle attuali piccole centrali».

Una scelta alquanto discutibile, fanno osservare i Verdi valdostani (che però incidono poco nelle decisioni e nelle votazioni essendo fuori dal consiglio regionale). Ci sarà tanto inquinamento in più, problemi ulteriori per la salute pubblica, problemi sul suolo e perdita di turismo. Per non parlare poi del costo economico: solo per avviare la centrale 5,6 milioni di euro, mentre il costo finale sarà di 74 milioni di euro).

«È la classica ricetta berlusconiana – conclude amareggiata Rosetta Bertolin – tutti pagano perché pochi possano arricchirsi».

di Davide Pelanda – Megachip

Link: http://www.megachipdue.info/tematiche/beni-comuni/337-un-termovalorizzatore-travestito-da-teleriscaldamento.html


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