venerdì 13 novembre 2009

Colombia: Uribe sa e approva la rete criminale DAS-Paramilitari


Rafael García, ex capo del settore informatico del DAS, la polizia politica colombiana direttamente alle dipendenze del presidente della Repubblica, condannato per infiltrazioni paramilitari, ha recentemente dichiarato dagli Stati Uniti che in collaborazione con Jorge Noguera Cote, anch'egli ex direttore della stessa agenzia ed ex console a Milano, ha trafficato cocaina con gli USA ed altri paesi. Ha inoltre aggiunto che Uribe conosceva ed approvava le relazioni con i gruppi paramilitari.

Rafael García ha chiarito che proprio all'interno del DAS si è formata una rete di narcotraffico e riciclaggio di denaro sporco con la partecipazione dei paramilitari del Blocco Nord e del Fronte Contro-insorgente Wayuu, consolidatasi a partire dal 2003 e battezzata "il cartello delle 3 lettere", per via della sigla del DAS.

"Jorge Noguera andò in Messico con l'incarico di direttore del DAS; in realtà il viaggio (che era ufficiale e pagato dallo stato colombiano) aveva come reale proposito quello di stabilire alleanze con le organizzazioni narcotrafficanti dei fratelli Beltrán Leiva, cosa che effettivamente si è concretizzata,

ottenendo che le rapide lance per il trasporto della droga fossero ricevute in Messico da questa organizzazione, che si incaricava di portarla fino alla costa orientale degli Stati Uniti", ha affermato García, spiegando che il denaro era inviato dagli USA per mezzo di corrieri, ricevuti all'aereoporto El Dorado di Bogotá da funzionari del DAS che si occupavano di fargli passare i controlli doganali senza problemi.

García ha sottolineato che Alvaro Uribe sapeva perfettamente delle riunioni coi paramilitari e delle loro esigenze a livello regionale; inoltre "conosceva e approvava l'esistenza di questa rete illegale e le attività criminali a cui ci dedicavamo (a vantaggio dei paramilitari)". Ha inoltre rivelato di aver partecipato personalmente ad una riunione col narco-presidente, il quale "ci ha confermato l'ordine di consegnare le informazioni alle AUC (i paramilitari colombiani)".

Rafael García ha inoltre confermato l'esistenza di una cospirazione contro il Venezuela. "Nel 2003", afferma, "Noguera ha creato un gruppo speciale, clandestino, che aveva il compito d´infiltrarsi in Venezuela" e posizionare paramilitari nel paese. Alla riunione con Uribe è stato deciso di inviare truppe delle AUC nei dipartimenti alla frontiera col Venezuela, con lo scopo di combattere la guerriglia ed entrare in questo paese quando necessario; l'obiettivo era anche quello di utilizzare il territorio venezuelano per il trasporto di droga con l'aiuto dei paras.

La polizia politica, è ormai acclarato, è un importante strumento con il quale il governo colombiano (e l´oligarchia reazionaria di cui é fedele espressione) ha potuto svolgere le sue attività criminali legate ai paramilitari ed al narcotraffico; i suoi massimi dirigenti, nominati dal narco-presidente Uribe, sono oggi sotto inchiesta per aver spiato rappresentati dell'opposizione politica e sociale nel paese, per associazione a delinquere, legami con le AUC, omicidio e corruzione, per aver utilizzato denaro pubblico a scopo criminale e per aver versato denaro pubblico nelle casse dei paramilitari. I più fedeli servitori di Uribe all'interno del DAS, premiati nel tempo con incarichi politici e diplomatici, oggi sono in galera; ma se gli esecutori materiali forse pagheranno per i loro crimini, quanto dovremo aspettare per vedere i mandanti, e cioè la classe politica al governo del paese, Uribe in testa, in galera?

Notizie dell´ultima ora confermano quanto temevamo: Jorge Noguera, sotto processo, sta ricevendo un "trattamento di favore" (leggasi porta spalancata verso l´impunità) da parte della Corte Suprema di Giustizia, che ha annullato tre capi d´imputazione (tra cui “omicidio aggravato”) su quattro. È evidente che il suo padrino, Alvaro Uribe, sta giocando le sue carte per evitare una forte condanna a quello che aveva definito in tempi non sospetti "un bravo ragazzo". Di fatto, garantire una relativa o totale impunità a personaggi tenebrosi come Noguera ha lo scopo di sdoganare le scelte del narco-presidente e `bonificarne´ le responsabilità oggettive e soggettive.

Di fronte agli scempi infiniti della "giustizia" dello Stato colombiano, è del tutto evidente che solo un´autentica giustizia popolare potrà castigare in modo esemplare la torbida schiera di terroristi di Stato dal colletto bianco. A partire da Jorge Noguera, ed ovviamente dal suo mentore: Alvaro Uribe Vélez. Solo così le vittime dei crimini del terrorismo di Stato ed i loro familiari non verranno umiliati e calpestati eternamente.


Fonte: nuovacolombia

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