sabato 21 novembre 2009

"La Gelmini parla di merito? Lei di certo non può insegnarcelo"




“Non tagliateci le gambe. Salviamo la ricerca”. Lo slogan campeggia nell’aula A della facoltà di Scienze Politiche alla Sapienza di Roma. Tutta l’Onda è in assemblea contro il ddl Gelmini sulla governance degli Atenei con dentro il tema del merito, la valutazione e il prestito d’onore e l’ingresso dei privati nelle Università. Il microfono passa di mano in mano: studenti, ricercatori precari, dottorandi, responsabili nazionali dei coodinamenti della scuola e della Federazione dei lavoratori della Conoscenza (Cgil). E la Gelmini e la sua riforma ne escono con le gambe rotte.

Il movimento dell’Onda è tutt’altro che morto. Presto l’attività di tutti gli Atenei verrà bloccata e la mobilitazione sarà lunga, fino a primavera. E’ questo che è scritto nella mozione approvata da tutte le università d’Italia. Già certe le prime date: il 2 dicembre, manifestazioni in tutti i territori. Mentre l’11 anche l’Onda sarà allo sciopero generale della Cgil a Roma contro i tagli previsti dalla legge 133 “ma non per far da passarella ad Epifani”, sottolineano a Scienze politiche.

Andrea è arrivato da Cagliari. Studia Ingegneria e ai colleghi campani dice: “Se voi a Napoli avete i Casalesi, noi a Cagliari abbiamo il Pdl”. E la platea si scioglie in un lungo applauso. “Non dobbiamo permettere di parlare di merito ad un ministro che non ha merito. Combattiamola smontando la sua riforma”, è l’invito dello studente.

Francesco, del coordinamento precari scuola, chiede la solidarietà per gli studenti medi in occupazione e propone per l’11 dicembre di “assaltare” tutti insieme il ministero dell’Istruzione. Arrabbiatissima è anche Valentina, ricercatrice precaria di medicina a Torino: “Combattere la governance che regala gli Atenei alla Confindustria”. E Vanessa, studentessa della Sapienza, sottolinea: “Il ddl Gelmini è reazionario. Vogliono toglierci la scelta di poter studiare. Sono stati tagliati interi settori dell’offerta formativa, la ricerca di base è scomparsa. Agli Atenei sono rimaste le briciole. Ci vuole subito la guerriglia delle intelligenze”.

Claudio di Bari raccoglie la proposta e la rigira così: “Facciamo un attacco ben studiato: smascheriamo e disveliamo tutti gli obiettivi della riforma. Se chiediamo solo il ritiro dei tagli della legge 133 facciamo il loro gioco, mentre non esiste il merito senza un welfare universale. Non c’è merito senza reddito”.

Gli interventi si suggono fino a sera. Gli universatari e i ricercatori fuori sede si fermano a Roma per il week-end. In calendario la stesura di un documento-mozione condiviso. E’ più che un tam tam. La Gelmini è avvisata. L’Onda è in movimento e non s’arresta.

di Maristella Iervasi

Link: l'Unità

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