venerdì 18 dicembre 2009

L'aut aut di Vendola a Bersani


Come fa il Pd a imbarcare Raffaele Lombardo in Sicilia e a scaricare Nichi Vendola in Puglia? Parte così - col lancio di un pesante guanto di sfida al Partito democratico - «Sinistra, ecologia e libertà», la nuova formazione politica nata dall'incontro tra il Movimento della sinistra di Vendola, la Sinistra democratica di Claudio Fava e Fabio Mussi e quella parte dei Verdi fuorisciti dal partito dopo l'ultimo congresso.
Siamo certi, si domanda Fava nel corso della presentazione della prima Assemblea nazionale che si terrà sabato e domenica prossimi a Roma, di parlare lo stesso linguaggio e di condividere la medesima cifra politica? E' duro da digerire l'appoggio che il Partito democratico si appresta a dare al governatore siciliano, all'uomo che vanta il sostegno di personaggi come Stefano Miccichè e Marcello dell'Utri, all'accanito fautore del ponte sullo stretto. E ancor più duro è accettare i continui ostacoli che il Pd frappone alla candidatura di Vendola adducendo ragioni più strumentali (la vittoria alle regionali) che politiche (la costruzione di un'alternativa alla destra). Casi isolati, si dirà, e invece no perché è l'alleanza col Pd sul tutto il territorio nazionale a essere messa in discussione.
«Io non faccio passi indietro - dichiara Vendola - decida il Pd se sostenermi o no e la mia vicenda è emblematica dello stato confusionale del centrosinistra di cui sono il candidato 'naturale'. Questo dato di realtà e di natura può essere mutato col solo metodo delle primarie». E proprio ieri il governatore pugliese ha incontrato Pierluigi Bersani, un colloquio cordiale conclusosi però con un nulla di fatto: al segretario del Pd che gli ha esposte le ragioni che rendono importante la «tessitura di una tela più larga per l'alternativa al governo di destra», Vendola ha risposto con un secco: «A quella tela lavoro da sempre». E mentre Bersani si è preso tempo per riflettare, Vendola è partito senza indugi con la sua campagna elettorale: «Se la politica procede per sortilegi, per esempio con la sparizione di Vendola e l'apparizione di un altro candidato, si tratta di cattiva politica. Quanto alle «tele più larghe', credo che una vera e grande alleanza possa nascere solo dal patto tra un progetto politico e il popolo. Qualsiasi altra alleanza genera gattopardi e se vincono i gattopardi le forze del cambiamento vengono sconfitte».
Di fronte all'aut all'aut di Vendola e tenendo conto dell'appoggio di cui gode da parte della quasi totalità del Pd pugliese, il Partito democratico «potrebbe» ora anche decidere di tirarsi indietro rinunciando alla tanto agognata alleanza con l'Udc che, a sua volta, «potrebbe» anche decidere di «correre da solo».

di Iaia Vantaggiato

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