lunedì 21 dicembre 2009

Nave dei veleni, i conti non tornano


Secondo l’esperto di relitti, tra le riprese della Regione Calabria e quelle del ministero dell’Ambiente non ci sono punti di convergenza. La vicenda è stata chiusa frettolosamente e nessuno ha potuto verificare i lavori. Francesco Sesso è un sub calabrese esperto di immersioni e recupero di relitti. In un colloquio telefonico gli abbiamo chiesto di analizzare insieme i filmati del Rov del Ministero dell’Ambiente sul relitto di Cetraro.

La vicenda secondo Sesso è stata chiusa troppo in fretta, in genere per questi tipi di rilevamento servono alcuni giorni.


Tra i due filmati, quello della Regione Calabria che ha dato il via all’inchiesta e quello del ministero che differenze nota?
Non ci sono elementi di compatibilità, tranne una scena in cui si vedono gli oblò. Insomma non ci sono punti di convergenza tra le due riprese e in più, tra una ripresa e l’altra ci sono ben 20 metri di differenza. Le quotazioni sui fotogrammi della ripresa sono un dato sotto gli occhi di tutti. Come scarto non è da sottovalutare. I Rov che hanno effettuato le riprese hanno una precisione al centimetro e considerato questo, 20 metri sono veramente eccessivi.

E non se n’è accorto nessuno?
Sarebbe bastata una persona con una media esperienza di immersione su relitti, per capire che ci sono cose che non vanno. Su uno dei video del Ministero disponibili su Youtube, c’è scritto “veduta della poppa”, ma l’inquadratura mostra i fori delle ancore che notoriamente sono a prua.

Un errore dettato dalla fretta?
La vicenda è stata chiusa con risposte molto approssimative. Nessuno, organi di stampa né associazioni ambientaliste hanno potuto seguire i lavori del Ministero. E le riprese del Rov sono state fatte di notte. Perché? Lavorare al buio non ha consentito di verificare il luogo delle riprese.

Si sentirebbe di affermare che quel relitto non è la Catania, individuata dal Ministero?
In effetti quella nave non sembra cosi compromessa come dovrebbe esserlo un relitto affondato 90 anni fa. Dalle riprese effettuate dalla regione Calabria sembrerebbe una nave molto più recente come stato conservativo. Basterebbe fare un rilevamento lungo le murate della nave, lì dove è stata silurata per avere qualche certezza in più. Il Sottosegretario Giuseppe Pizza, una settima prima della conferenza del Ministro Prestigiacomo, ha affermato che c’erano buone probabilità che il relitto fosse la Cunski. Sicuramente dall’analisi della consistenza della lamiera e dell’imbollonatura uscirebbero dati interessanti. Poi bisogna considerare le incrostazioni che si formano sulle pareti, dopo 90 anni sono consistenti, e sentire che sono riusciti ad individuare con facilità le scritte sulla poppa pare inverosimile. I relitti affondati nel corso della seconda guerra mondiale, a 70 mt di profondità sono talmente colonizzati dagli organismi marini da non poter identificare alcuna scritta, figuriamoci a 480 metri.

A distanza di qualche mese com’è la situazione a Cetraro?
Le zone interessate dalle ricerche sono ancora interdette alla navigazione e alla pesca.

di Sara Dellabella

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