mercoledì 28 gennaio 2009

Giornalismo italiano, abdicando al ruolo di raccontare la realtà

Martedì 27 gennaio. Ore 19.16 il Tg3 della sera annuncia la ripresa delle ostilità (a volte l’italiano sa essere una lingua beffarda) nella striscia di Gaza: una bomba è esplosa al passaggio di un convoglio militare israeliano, uccidendo un soldato. Pronta la risposta: elicotteri da combattimento si sono alzati in volo, sparatorie, lanci di missili, bombe ad alta penetrazione. Un agricoltore palestinese neanche trentenne ha perso la vita. La tregua si è rotta, si ricomincia. La giornalista del Tg3 specifica: né Hamas, né nessun altro gruppo fondamentalista ha rivendicato l’attentato.Il Tg4 di Fede, pochi minuti dopo dà un’altra versione. Racconta Fede al suo milione e mezzo di telespettatori: “Non ci sono buone notizie dalla striscia di Gaza: la tregua così faticosamente raggiunta è durata poco. Oggi gli uomini di Hamas hanno sparato contro una pattuglia di militari israeliani, un militare israeliano è stato ucciso…Israele ha subito reagito con un’incursione appoggiata anche da elicotteri… palestinese è rimasto ucciso”. Per la cronaca (di nuovo l’italiano…) 30’’ di notizia dopo quasi mezzora di telegiornale.A onor del vero ancora oggi la rivendicazione non è arrivata. Ma in una guerra che guerra non è, in cui il nesso di causalità delle violenze è scivolato in una spirale che non rende chiare le responsabilità delle offese al campo avversario, il casus belli non è più rilevante ai fini della comprensione della vicenda. Lo spettatore deve ricevere una secchiata di informazioni confuse, dopo la quale non può che asciugarsi il viso, strabuzzare gli occhi e ripetere a menadito la versione ufficiale dei media.L’obiettività del giornalismo italiano di questi tempi consiste nel riportare entrambe le ragioni delle parti in conflitto, abdicando al ruolo di raccontare la realtà, o anche solo pezzi di realtà, dove il torto è solo e soltanto da una parte. Il cerchiobottismo sembrava essere la deriva peggiore. Ma c’è di peggio, c’è la malafede e nella circostanza degli scontri a Gaza il mainstream italiano ha mostrato il suo lato più cinico. Vittorio Arrigoni svela stamane sul Manifesto le bugie raccontate dagli inviati del Corriere della Sera: “Anche io posso benissimo trovare persone disposte a dirmi che è stato Hamas e non l’esercito israeliano a sterminare più dimille palestinesi, e vi assicuro che ve ne sono, specie fra coloro che mangiavano nel piatto ricco dei corrotti di Fatah. Sta a un serio ricercatore distinguere una fonte attendibile da un attentato all’informazione. Nessuna ambulanza durante queste 3 settimane è stata utilizzata dai miliziani di Hamas e ai loro alleati della Jihad islamica. Ne sono assolutamente certo, perché sulle ambulanze c’eravamo io e i miei compagni dell’Ism. Su quella ambulanze abbiamo rischiato la pelle, e un nostro amico paramedico, Arafa, ci è rimasto. 14 paramedici sono stati uccisi. I soldati israeliani sparavano alle ambulanze certi di quello che facevano, ovvero uccidere civili.” Insomma la mamma dei cattivi maestri è sempre incinta: se lo ricordino i giovani che si avvicinano alla professione giornalistica.
di Francesco De Carlo - Megachip
Link: http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=8621

Cerca nel Blog

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori