lunedì 2 febbraio 2009

Morire di razzismo in Italia


Si continua a morire di razzismo in Italia. L’ultimo fine settimana di sangue e fuoco lo dimostra ancora una volta. Sabato mattina, a Civitavecchia, Chehari Behari Diouf, cittadino senegalese di quarantadue anni e da venti in Italia, è stato ucciso dal suo vicino, un poliziotto che come da copione viene «coperto» dalle autorità: così i giornali parlano di un «incidente», di un «raptus di follia» o di un intervento «per interrompere una rissa», versioni che i testimoni dell’accaduto smentiscono. Secondo i coinquilini della vittima, non c’è stata nessuna lite sabato mattina e l’agente ha sparato, senza motivo, due colpi con un fucile a pompa. L’ispettore Paolo Morra, vicedirigente dell’ufficio immigrazione del commissariato di Civitavecchia, è indagato per omicidio volontario. Dopo l’omicidio, decine di senegalesi si sono raccolti davanti alla sede del commissariato, bloccando viale della Vittoria con due cassonetti, al grido di «Vogliamo giustizia, vogliamo sapere. Chiamate la magistratura».

Chehari è stato ricordato sabato nel corso della manifestazione contro il pacchetto sicurezza alla quale hanno partecipato circa diecimila persone, tra cui molti migranti. Il 4 febbraio, la Rete contro il pacchetto sicurezzahttp://nopacchettosicurezza.noblogs.org ha convocato un sit in a piazza Navona alle 16. Il Ddl 733, in discussione in questi giorni al senato, dovrebbe essere approvato proprio il 4. Prevede criteri più restrittivi per chi chiede la cittadinanza italiana, per gli stranieri che si sposano, per chi chiede di essere iscritto all’anagrafe. Oltre a istituire il permesso di soggiorno a punti, la detenzione nei cpt prolungata fino a 18 mesi, il reato di ingresso e soggiorno irregolare, e criteri ancor più selettivi per il permesso di soggiorno di lungo periodo.

Domenica mattina invece, un gruppo di cinque ragazzi – di età compresa tra i sedici e i ventinove anni – ha dato fuoco a Singh, un migrante indiano di trentacinque anni, che da qualche giorno dormiva nella stazione di Nettuno, in provincia di Roma, per sfuggire ai continui controlli che subiva nella capitale. Domani alle 17 si terrà una seduta straordinaria del Consiglio comunale di Nettuno. All’ordine del giorno la solidarietà della città a Singh, oltre alle solite misure che dovrebbero garantire la «sicurezza» dei cittadini: il ripristino del tavolo tecnico sulla sicurezza, l’installazione di un sistema di videosorveglianza con tecnologia innovativa. Il sindaco ha voluto invitare alla seduta la comunità indiana della zona. 
Sull’episodio di ieri è intervenuta anche la consigliera regionale Anna Pizzo [indipendente Prc], promotrice della nuova legge regionale sull’immigrazione e coordinatrice del tavolo di coordinamento per lo studio del fenomeno migratorio nella Regione Lazio: «Ancora una volta la violenza razzista e xenofoba colpisce i soggetti più deboli della società. Il pesante clima di questi giorni ha innescato una miccia i cui effetti sono dilaganti. Le rappresaglie, la giustizia sommaria e la caccia allo straniero ne sono una diretta conseguenza. Mi associo con quanti, ieri pomeriggio, hanno organizzato un sit in di solidarietà e mi auguro che i responsabili di una violenza così inaudita non restino impuniti. Oggi stesso – conclude la consigliera – mi recherò al Sant’Eugenio per fare visita alla vittima di questo vile gesto e per portagli il sostegno di tutte le realtà antirazziste». 
Oggi l’associazione Dhuumcatu ha inoltre denunciato l’ennesima aggressione razzista avvenuta venerdì 30 gennaio nella notte a Roma, in via Renzo da Ceri al Pigneto. Il gestore bengalese di un internet point è stato aggredito e minacciato con una pistola da due italiani.

Per reagire a questi episodi, martedì 3 febbraio ci sarà un presidio a Milano, l’appuntamento è in piazzale Lima dalle 17. Lo stesso giorno verrà votato in senato un emendamento che trasforma i medici in spie obbligandoli a denunciare i migranti irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie. Contro questa misure, Medici senza frontiere, la Società italiana di medicina delle migrazioni, l’Associazione studi giuridici sull’immigrazione e l’Osservatorio italiano sulla salute globale, hanno lanciato un appello al quale è possibile aderire su www.divietodisegnalazione.medicisenzafrontiere.it.

ll presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha rivolto oggi «un forte appello a quanti hanno responsabilità istituzionali, culturali, educative perché si impegnino fino in fondo per fermare qualsiasi manifestazione e rischio di xenofobia, di razzismo e di violenza. Siamo dinanzi a episodi che vanno ormai considerati non come fatti isolati ma come sintomi allarmanti di tendenze diffuse che sono purtroppo venute crescendo». Un appello che non è stato recepito dalle forze politiche al governo. Per il ministro per la semplificazione normativa e Coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord Roberto Calderoli, «l’aggressione di Nettuno è un episodio da condannare radicalmente, così come è da condannare qualunque altro episodio di razzismo, ma questo non toglie che di fronte ad una crisi internazionale che sta mettendo a rischio i posti di lavoro sia necessario valutare una sospensione di ingressi di nuovi immigrati e della libera circolazione in Europa».

di Sarah Di Nella

Link: http://www.carta.org/campagne/migranti/16406

Sri Lanka,pioggia di bombe sull'ospedale tamil.Il governo: "Fuori chi ci critica"


Ieri sera tre colpi d'artiglieria sono caduti sull'ospedale di Puthukkudiriruppu, l'ultima struttura sanitaria funzionante nel territorio delle Tigri tamil, dove sono ricoverati in condizioni estreme oltre cinquecento civili feriti nei bombardamenti governativi degli ultimi giorni. Il bilancio provvisorio delle vittime, fornito dal portavoce delle Nazioni Unite in Sri Lanka, Gordon Weiss, è di almeno 13 morti e decine di feriti. "Questa - ha detto Weiss - è una grave violazione delle leggi umanitarie internazionali".
Opera dell'artiglieria governativa.Sophie Romanens, portavoce della Croce Rossa Internazionale (Icrc), riferisce da Colombo che le bombe hanno centrato la corsia delle donne e dei bambini, la cappella e la cucina dell'ospedale. 
"Siamo scioccati", ha commentato Paul Castella, direttore dell'Icrc in Sri Lanka. 
Secondo il dottor Thurairajah Varatharajah, responsabile sanitario governativo del distretto di Mullaitivu, il bombardamento è opera dell'esercito. Ma i comandi militari di Colombo negano, e puntano il dito contro l'artiglieria dei ribelli tamil. "L'Ltte sta disperatamente sparando alla cieca", ha detto il brigadier Udaya Nanayakkara, portavoce delle forze armate governative.
Morven Murchison-Lochrie, coordinatrice medica dell'Icrc presso l'ospedale bombardato, è riuscita a parlare con l'agenzia stampa France Press: "Il personale è sotto forte stress, circondato dal rumore continuo dei combattimenti e dall'incessante afflusso di nuovi pazienti che arrivano qui a bordo di ambulanze ma anche di auto private, trattori, carri e perfino motorini".
Il governo: "Fuori chi ci critica".Secondo il sito Internet filo-ribelleTamilNet, altri trenta civili erano già morti sotto i bombardamenti governativi sulla 'zona di sicurezza', ripresi sabato sera dopo lo scadere dell'ultimatum lanciato giovedì dal presidente nazionalista Mahinda Rakapaksa, che dava all'Ltte 48 ore per far uscire tutti i civili dalla zona di conflitto. 
L'Onu e la Croce Rossa chiedono da giorni a entrambe le parti, governo e ribelli, di tutelare la sicurezza dei 250 mila civili intrappolati nella zona dei combattimenti.
Ma il governo del presidente nazionalista Mahinda Rakapaksa, secondo cui i civili non superano i 120 mila, ha respinto con durezza di essere messo sullo stesso piano dei ribelli, accusando l'Ltte di trattenere i civili come 'scudi umani' e minacciando l'espulsione immediata di tutti i diplomatici, gli operatori umanitari e giornalisti stranieri che esprimono "pregiudizi favorevoli ai ribelli". Nella lista nera sono già finite 
BbcCnnAl-Jazeera e perfino l'ambasciatore tedesco a Colombo, Jurgen Weerth.
di Enrico Piovesana

L'arte della politica sui fatti di cronaca

Vi ricordate la storia della ragazza Rom, arrestata a maggio a Ponticelli vicino a Napoli, con l'accusa di voler rapire un bambino?
All'epoca Rosa Russo Iervolino, sindaco della città di Napoli (nonché membro del Comitato Nazionale del Partito Democratico), ebbe da dire:
«Non so niente di preciso, può darsi che dica delle inesattezze, mi sembra una cosa terribile, rispetto alla quale qualcosa deve esserci sotto: mi sembra tanto un rapimento su commissione. Io che ho bisogno di un figlio - ragiona il sindaco - incarico una ragazzina rom di sedici anni di rapirmelo. Ma come si vuole che faccia una rom tanto giovane a mantenere una bambina? La ragazzina va punita, non c´è dubbio. Ma va accertato chi l´ha mandata».

Tutti conosciamo gente in grado di dire qualcosa di più intelligente.

Queste parole farebbero quindi pensare che la signora Rosa Russo Iervolino sia insieme cretina e ignorante.

E allora come mai lei è sindaco, mentre noi, ad esempio, siamo insegnanti precari o informatici a rischio di licenziamento?

Rosa Russo Iervolino è sindaco, e noi siamo dei poveri sfigati, perché il suo è stato in realtà un discorso assolutamente geniale.

Studiatevi gli elementi di ciò che dice,così imparate a fare politica anche voi.

Bisogna avere una via di fuga pronta ("non so niente di preciso"), in modo da smentire tutto se occorre; allo stesso tempo, bisogna dire esattamente ciò che dice la gente, che a sua volta è ciò che dice la televisione. O meglio ancora, è quel sottile distillato di immagini scioccanti, titoli a effetto e ordine nella scaletta che penetra nel cranio di persone che in realtà non seguono nemmeno attentamente il telegiornale.

Ora, se vi capita di fare politica a destra, la cosa finisce qui. Potete dire, "Non so niente di preciso, ma sbattiamoli fuori dal paese e mettiamoli tutti in galera!".

Sì, lo so, espulsione e carcere sono due cose inconciliabili, ma la logica è l'ultima cosa che conta nella politica ai tempi della 
sensologia.

Però se siete di sinistra, come la Rosa Russo Iervolino, dovete pensare che rappresentate uno Stato Serio. La levatrice calvinista del capitalismo, con una pennellata di sentimentalismo cattolico e una spruzzata di burocrazia sovietica.

Notate l'eleganza con cui la Rosa Russo Iervolino riesce a dire che quasi quasi le fa pena la ragazzina arrestata, senza dimenticare però che è colpevole, perché la gente ha deciso che è colpevole.

Per far quadrare il cerchio, ci vuole il complotto. La Zingara Rapitrice ha alle spalle Il Mandante Inaccessibile. Guardate che è un colpo da maestro: coniugare la paranoia di destra ("fuori gli zingari ladri!") con quella di sinistra ("chi la paga?").

Rosa Russo Iervolino è sindaco perché riesce a fare tutto questo davanti a un giornalista, senza esercitarsi e senza nemmeno pensarci, come certi ballerini di break-dance.

Ah, dimenticavo. La ragazzina che il sindaco di Napoli accusa di fare rapimenti dietro commissione ("va punita, non c'è dubbio") era 
ovviamente innocente.

Lo dimostra, con un grande lavoro di documentazione, lo studio di un giornalista del Corriere della Sera, Marco Imarisio, dal titolo 
I giorni della vergogna. Cronaca di una emergenza infinita

Compratelo perché è giusto, compratelo perché l'onestà e il coraggio vanno premiati, compratelo perché Marco Imarisio è uno di quei rarissimi giornalisti che non si fermano all'attimo mediatico  (devo mettere un nuovo tag, giornalisti onesti?). E compratelo perché l'ha pubblicato solo una sconosciutissima casa editrice, 
L'Ancora del Mediterraneo.

Che la rom di Ponticelli fosse innocente, l'avevo capito pure io che abito a centinaia di chilometri di distanza. Evidentemente, avevo il vantaggio di non essere né sindaco né poliziotto. E nemmeno cronista di Repubblica.

Infatti, il 13 maggio del 2008, l'edizione locale di Repubblica (che non è Libero) 
scriveva con drammatica certezza:

"Il colpo «su commissione» ordinato da una banda o da un unico mandante, il gesto di una singola persona, un tentativo di furto in appartamento finito male. Avrà molte cose da spiegare, questa mattina, la minorenne rom...

In questa fase però la polizia non ha dubbi sul fatto che la ragazza abbia realmente cercato di portare via la bambina." 
di Miguel Martinez - da kelebek.splinder.com

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