mercoledì 1 aprile 2009

Nuove forme di lotta di classe?


François-Henri Pinault, presidente del gruppo Ppr e collezionsta d’arte alla testa di Palazzo Grassi a Venezia, è stato bloccato ieri pomeriggio per un’ora in un taxi in rue de Javel a Parigi (XV arrondissement), da un centinaio di dipendenti della Fnac e di Conforama, che protestano per un piano di ristrutturazione delle due società che prevede il licenziamento di 1200 persone: “Pinault, restituiscici i nostri posti di lavoro!”, hanno scandito i dipendenti, che hanno circondato il taxi, dove Pinault era salito dopo un consiglio di amministrazione. La polizia è intervenuta. Gli operai della fabbrica Caterpillar di Grenoble ieri mattina alle 10,30 hanno sequestrato cinque dirigenti, tra cui il direttore Nicolas Polutnick, con lo scopo di ottenere migliori condizioni di licenziamento. La Caterpillar, che ha due fabbriche nella regione di Grenoble, ha previsto di licenziare 733 persone sulle 2500 che impiega in Francia (il programa di ristrutturazione della multinazionale che produce macchinari per i cantieri è di 24mila licenziamenti nel mondo, in seguito a un crollo delle ordinazioni del 55%). “Non li lasceremo andare” ha affermato nel pomeriggio Benoît Nicolas, della Cgt. “Abbiamo proposto di passare a 32 ore, ma la direzione non ne ha voluto sapere - ha aggiunto il sindacalista – abbiamo delle proposte per limitare l’impatto dei licenziamenti”, mentre da settembre gli operai di Grenoble sono in cassa integrazione 3 settimane su 4. Gli operai chiedono delle indennità di licenziamento pari a 3 mesi di salario per anno di anzianità e un minimo di 30mila euro, mentre la Caterpillar non intende oltrepassare 0,6 mesi di salario per anno e 10mila euro come minimo. Nel tardo pomeriggio, un dirigente è stato liberato, e dei poliziotti appostati fuori della fabbrica erano pronti all’intervento. Nicolas Polutnick, che ha potuto incontrare dei politici locali, resta sulle sue posizioni: “bisogna assolutamente che facciamo attenzione agli interessi dell’impresa – ha ribadito – per non dover essere obbligati a gestire non solo la perdita di 733 posti di lavoro, ma la totalità”. 
E’ la quarta volta in poche settimanbe che dei dirigenti vengono sequestrati in Francia dagli operai spinti alla disperazione dai piani di licenziamento. Era successo a metà marzo alla Sony di Pontonx-sur-l’Adour, nelle Landes, poi alla 3M di Pithiviers il 26 marzo. Ma al di là di questi episodi, la radicalizzazione dei conflitti sociali sta diventando moneta corrente in un paesaggio di desolazione sociale. Ieri, i rappresentanti del consiglio di fabbrica della Continental di Clairoix, in Piccardia, che è destinata alla chiusura il prossimo anno – 1120 persone resteranno senza lavoro - hanno lasciato la riunione con i dirigenti dopo dieci minuti: era stata organizzata a centinaia di chilometri dal sito della fabbrica, in un albergo a due stelle vicino all’aeroporto di Nizza, per evitare le manifestazioni. Una sentenza ieri ha sospeso la chiusura, chiedendo chiarimenti alla direzione tedesca. Nicolas Sarkozy è stato fortemente contestato nella visita a Châtellerault (Vienne), dove ha parlato delle “misure prese per far fronte alla crisi”: ma il presidente non si è accorto di nulla, perché un migliaio di agenti di polizia avevano bloccato la città, per contenere e mantenere a distanza la manifestazione di protesta, a cui hanno partecipato anche numerosi studenti, in una regione molto colpita dalla crisi. Ci sono stati nove fermi. A Gandrange, in Mosella – altra regione disastrata dalla crisi industriale - dove un anno fa Sarkozy aveva promesso un intervento per evitare la chiusura dell’acciaieria (aveva persino promesso di venire in vacanza con Carla), gli operai della Arcelor-Mittal hanno manifestato tristemente: la fabbrica ha chiuso ieri definitivaemnte, dopo aver licenziato i 575 operai.
L’esasperazione cresce, alimentata dalle notizie giornaliere su bonus, paracadute d’oro e stock option che finiscono nelle tasche dei manager: ieri, la polemica ha riguardato la “pensione” di Daniel Bouton, ex presidente della banca Société Générale (quella dello scandalo del trader Kerviel), che avrebebe un comodo emolumento di un milione di euro l’anno per gli anni della vecchiaia. Il governo ha anche varato un decreto per limitare i bonus, ma la moderazione riguarda solo le sei banche che hanno ricevuto aiuti dallo stato e le due case automoibilistiche (Peugeot e Renault) e ha come limite temporale la fine del 2010. Ieri, è scoppiato uno scandalo di evasione fiscale per Adidas, Michelin e Edf, con soldi in Lichtenstein. L’esasperazione cresce perché i cittadini hanno la sensazione che “la crisi non sia condivisa da tutti”, spiega a Le Monde Jean-Michel Denis, del centro studi sul lavoro. I lavoratori sentono che “non hanno nulla da perdere e nulla da guadagnare” analizza un sindacalista per spiegare le reazioni estreme dei sequestri dei dirigenti. “Il sequestro è una partica detestabile testimone dell’esaperazione dei lavoratori e segnale dell’assenza di dialogo sociale” secondo Patrick Devedjian, l’inesistente ministro del Rilancio.
di Anna Maria Merlo


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