lunedì 6 aprile 2009

Come mai c'è stato questo disastro in Abruzzo? Una denuncia della RdB Vigili del Fuoco


Dalla RdB Vigili del Fuoco abbiamo avuto la conferma che da molti giorni studiosi e esperti avevano annunciato possibili sismi nel centro Italia, anche i vigili del fuoco sono stati in queste settimane interessati da richieste e telefonate ai centralini di notizie in merito alle attività sismiche sul territorio. "Tutti hanno fatto orecchie da mercante, nessuno si è preoccupato di attivare procedure di preallerta sulle zone segnalate da possibili sciami sismici. Alcuni studiosi che avevano avanzato la possibilità di terremoti sono stati addirittura denunciati per procurato allarme, ora dopo il disastro e la morte di tanta povera gente tutti si interrogano sulle possibili attività che potevano essere messe in campo" denuncia un comunicato delle RdB dei Vigili del Fuoco. Certamente non si sarebbe fermato il sisma ma indubbiamente tutte quelle attività di prevenzione e procedure di preallarme potevano essere utilizzate nella zona. Più o meno quello che sta succedendo in queste ore con contingenti da tutte le parti d’Italia dei vigili del fuoco che stanno partendo con tutte le difficoltà del caso – autostrade intasate o impercorribili, ritardi di organizzazione di colonne mobili, organici che devono essere reperiti dalle proprie abitazioni perché in questi anni il problema principale dei governi è stato quello della sicurezza in generale dimenticandosi del soccorso alla popolazione della prevenzione sul territorio e soprattutto che viviamo in una penisola soggetta ai terremoti. Ora si ricomincia nuovamente con la sceneggiata dei volontari sul posto per rappresentare l’efficienza dello Stato in attesa che il personale del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco ormai ridotto a mera presenza nei posti di lavoro (sotto organico perenne) si organizzi da tutta Italia e parta per le zone terremotate. Finita la prima emergenza tutto tornerà peggio di prima fino alle prossime morti. Senza un sistema di protezione civile – che si preoccupi concretamente delle emergenze del paese – con dentro la macchina organizzativa dei Vigili del Fuoco il Paese dovrà ancora piangere dei propri concittadini.

Moldova, i comunisti raggiungono la maggioranza assoluta



Il partito comunista del presidente Vladimir Voronini (Pcrm) ha vinto nelle elezioni legislative di ieri con quasi il 50 percento dei voti.La formazione comunista si è assicurata la maggioranza assoluta con il 49,92% dei suffragi. Vladimir Voronin, al potere dal 2001, non potrà ottenere un terzo mandato ma dopo il successo elettorale conta di mantenere un ruolo influente sulla scena politica del Paese.
Tre partiti di opposizione hanno superato il 6 percento della soglia per entrare in parlamento: il partito Liberale ha ottenuto il 12,9%, il partito Liberal Democratico il 12,24% e Nostra Moldavia il 9,87%. Tutti i tre sono a favore di legami più stretti con l'Unione Europea e le politiche di libero mercato. Voronin, l'ultimo leader comunista che rimane in Europa, ha supervisionato la stabilità e la crescita di una delle regioni più povere dell'Europa. Ma non è stato in grado di risolvere il conflitto con la Transnistria, una zona popolata da russofoni che si staccò del territorio nel 1990.

Fonte: Peacereporter

Così posso prevedere i terremoti


Gioacchino Giuliani, il tecnico denunciato per procurato allarme dopo aver previsto che un terremoto di grande entità avrebbe potuto colpire la zona di L'Aquila, era stato intervistato il 24 marzo anche dal blog DonneDemocratiche.it . Nell'intervista, dopo aver raccontato com'è nato il suo apparecchio, aveva corretto la sua prima previsione, dicendo: "Mi sento di poter tranquillizzare i miei concittadini". 
In un'altra intervista, rilasciata ad una tv locale, ora visibile su You Tube e sul sito di Repubblica.it, era stato più determinato e aveva detto che una rete di "precursori" potrebbe garantire una capacità predittiva di grande rilevanza umana e sociale. 

Sulle sue dichiarazioni, che in queste ore fanno il giro dei mezzi di informazione, si sta scatenando una polemica, se è vero che l'Istituto di Geofisica e Vulcanologia ribadisce oggi in un comunicato ufficiale: "Si sottolinea la circostanza secondo la quale, allo stato attuale delle conoscenze, non è possibile realizzare una previsione deterministica dei terremoti (previsione della localizzazione, dell'istante e della forza dell'evento). Ciò è vero anche in presenza di fenomeni quali sequenze o sciami sismici che nella maggior parte dei casi si verificano senza portare al verificarsi di un forte evento. Una scossa quale quella che si è manifestata oggi viene normalmente seguita da numerose repliche, alcune delle quali probabilmente assai sensibili." 

Nell'intervista a DonneDemocratiche, Giuliani specifica che il suo "precursore sismico" arriva ad anticipare il verificarsi di un terremoto fino a 6-24 ore prima. 

La tecnica è basata sullo studio del "comportamento" dell'elemento chimico chiamato Radon. Ecco il racconto di Giuliani: "Nel 2001 stavamo osservando il misuratore di particelle cosmiche presso l'Istituto quando, in corrispondenza del terremoto in Turchia, rilevammo una quantità straordinaria, rispetto al solito, di radon. Così ho impiegato quasi 2 anni per realizzare da solo uno strumento in grado di rilevare il radon, iniziai ad osservarlo ed a studiarlo, e con l'aiuto di un sismografo mi resi conto che la concentrazione di radon aumentava in corrispondenza di un evento sismico. Nel 2002, ad esempio, in corrispondenza del terremoto di S. Giuliano, registrammo valori 100 volte maggiori alla norma, ma disponendo di 1 solo precursore sismico eravamo in grado di emanare un allarme per un evento sismico che distava più di 50 km da L'Aquila, senza poter fornire altre informazioni circa la collocazione o la direzione dell'evento stesso. Oggi con 5 precursori saremmo in grado di essere molto più precisi, triangolando i dati ed i segnali di concentrazione del radon" Dopo aver fornito elementi utili sulle caratteristiche del Radon, Giuliani dice che il suo apparecchio non si trova nel campo della teoria, me ne esistono già cinque esemplari:" "I 5 Precursori sismici si trovano a Coppito, nel Laboratorio del Gran Sasso (ospite dell'INFN), presso la scuola De Amicis, a Fagnano e a Pineto; sono tutti a più di 3 metri sotto terra e in corrispondenza di un evento sismico rilevano nello stesso momento, lo stesso segnale creando un grafico perfettamente sovrapponibile." 

Poi Giuliani entra nel merito degli allarmi che si sono verificati in Abruzzo e della sua previsione: "I dati ottenuti in questi 9 anni di studi, ci hanno consentito di rilevare un rischio sismico maggiore nel periodo invernale che va da novembre ad aprile. Senza voler banalizzare, ma per semplificare i concetti, posso aggiungere anche che l'attività sismica è strettamente correlata alle fasi lunari. In particolare quest'anno, il sistema Terra-Luna, si è venuto a trovare al Perielio (punto più vicino al Sole, in inverno) con la Luna nello stesso periodo alla minima distanza dalla Terra, e con il Pianeta Venere allineato, in fase di Venere piena anch'essa vicina. L'attrazione gravitazionale delle masse sulla Terra hanno intensificato l'effetto marea sul nostro pianeta, rendendo gli eventi sismici più rilevanti, rispetto agli altri sciami, cui siamo stati interessati negli anni precedenti. Mi sento di poter tranquillizzare i miei concittadini, in quanto lo sciame sismico andrà scemando con la fine di marzo." 

Ma evidentemente il metodo non è ancora accettato uniformemente. Giuliani descrive così l'atteggiamento della comunità scientifica: "Mi osserva con interesse ... una parte mi da fiducia, come dimostra anche il Direttore dell'INFN che mi ha messo a disposizione un locale per ospitare uno dei 5 Precursori sismici; una parte è un po' più cauta e scettica." 

Fonte: la Repubblica

Al Cavalieri i leader ultranazionalisti delle destre europee


In un hotel del centro a due passi dal Duomo, Forza Nuova (Fn) - il movimento nazionalista e fascista guidato dall'eurodeputato Roberto Fiore - ha invitato i leader  dell'ultradestra francese, inglese e cipriota a un convegno per discutere della crisi economica mondiale e dei suoi risvolti in Europa. L'argomento, in realtà, è stato trattato solo in punta di lingua. Senza perdere troppo tempo si è arrivati subito al dunque: fermare l'avanzata dell'Islam nell'Europa cristiano-romano-ellenica; chiudere le porte dell'Unione Europea alla Turchia "che con i suoi ritmi di crescita demografica presto ci inghiottirà tutti"; fermare i rom, gli asiatici e gli africani.Milano, ore 13. Il clima intorno all'Hotel dei Cavalieri è surreale. Le forze dell'ordine hanno transennato la zona: via Albricci, via Mazzini, Corso Italia sono mantenute in chiusura ermetica da un centinaio di carabinieri. Dalle 13 non si passa e anche la stazione della metro gialla Missori è chiusa. Il silenzio nella città di Milano è qualcosa di veramente raro. Gli unici suoni presenti nella piazza sono i break multi-tono  delle ricetrasmittenti  e il volo circolare di un elicottero. Chi si aspettava un'irruzione di manifestanti della sinistra, o anche un solo tentativo di farsi sentire (così come facevano presagire i comunicati lanciati a tamburo battente su blog e stampa), ha capito subito che la domenica sarebbe passata liscia e pigra, senza scosse.

Ore 14. Alla spicciolata arrivano i primi ‘camerati'. A gruppi di tre, quattro sparsi nella hall si scambiano vigorose strette d'avambraccio ma timidi saluti romani, per non incappare forse nella censura della security di Fn, che preferisce tenere certi segni di appartenenza fuori dalle sortite pubbliche. Nell'attesa si beve una sanbuca "con un solo cubetto di ghiaccio" e qualche birra. Poco dopo arrivano i relatori della conferenza: il padrone di casa Roberto Fiore, Simon Darby del British National Party, Bruno Gollnish del Front National, e Stratos Karanikolaou del movimento cipriota Proti Grammì (Linea di Fronte). C'è fibrillazione: i ragazzi della sicurezza e quelli dell'organizzazione si muovono per garantire un caloroso benvenuto ai loro ospiti. Contemporaneamente, fuori, si aprono le porte dei quattro bus dell'Atm incaricati di portare i ragazzi di Fn dalla sede di piazza Aspromonte all'hotel in piazza Missori.Ore 15. La sala Carmagnola, al secondo piano dell'albergo, non riesce a contenere i circa 500 militanti di Fn. In molti si accontentano di schiacciarsi contro il muro o di rimanere appena fuori, nel foyer. In platea ci sono due presenze particolari: padre Tam, prete da sempre vicino al movimento dell'ultradestra, scelto da Fn come candidato sindaco a Bologna e Natale Gattuso, classe 1928, venerato dai giovani camerati: Natale a 15 anni si è arruolato nelle Brigate Nere e suo padre era anche il suo capitano. Sul cappello porta lo stemma della Repubblica di Salò; al collo, la foto di quando era un giovane repubblichino in divisa, e quella del Duce, di Benito Mussolini. "Il fascismo non morirà mai, è un valore troppo importante", dice più volte ai ragazzi che, con ammirazione, gli stringono la mano. 

A prendere la parola per primo è Paolo Caratossidis, il coordinatore nazionale di Fn. Le sue parole fanno riferimento alla polemica che ha preceduto l'incontro del 5 aprile: "Noi di certo non siamo gli adoratori della Costituzione, ma la rispettiamo. In base alla Costituzione noi abbiamo il diritto di riunirci e proprio chi si erge a difensore della Carta voleva impedircelo. La città  è stata militarizzata, ma non si capisce per difendere chi da chi". Le centinaia di migliaia di euro spese per pagare gli straordinari alle forze dell'ordine potevano servire, secondo Caratossidis, "a riportare un po' di pulizia e dignità nelle strade di Milano".

Gli anticorpi d'Europa. "Cari compatrioti europei", esordisce Gianni Correggiari, vice segretario di Fn, "il nostro nemico si chiama ‘liberal capitalismo'. Questo mostro, svuotando le democrazie dei suoi contenuti, svuotando l'Europa del concetto di Dio, di tradizione, cultura e patria ci ha imposto la droga, l'aborto e l'eutanasia. I liberal capitalisti vogliono sostituire le decine di migliaia di bambini abortiti con decine di milioni di immigrati. L'Europa è una patria malata, cari compatrioti, ma noi saremo i suoi anticorpi".

La ricetta di Fiore. Gli interventi di Gollnish, Karanikolaou e Darby sono accomunati dalla stessa cifra: allontanare la minaccia dell'immigrazione, dell'Islam, della Turchia. Difendere strenuamente l'identità dell'Europa costruita sulle fondamenta di Roma e di Atene, resistere alla "dittatura del mondialismo" e far trionfare il nazionalismo. 
Poi il boato, il microfono è nelle mani di Roberto Fiore che orgogliosamente raccoglie gli applausi per aver portato a Milano "un pezzo di Europa, di Europa buona". Perché è stato scelto per questo 'evento storico' la Domenica delle Palme? "Perché certamente duemila anni fa noi saremo stati lì tra quelli che salutavano il Salvatore e non certo tra quelli che 5 giorni dopo lo hanno crocifisso". Dopo due millenni, secondo Fiore, quella dicotomia culturale rimane attuale. La ricetta del segretario di Fn ha pochi ingredienti: blocco delle immigrazioni e ‘umano rimpatrio', sospensione del Trattato di Shengen - "che sennò entrano pure i rom di Romania" -, espulsione dei criminali e interruzione delle relazioni diplomatiche con la Libia, rea di non aver rispettato gli accordi con il governo italiano di fermare i flussi migratori. E poi il tocco finale che ha fatto venir giù la sala: "Tutti devono sapere che quando toccano le nostre donne, scoppia la ribellione popolare". Il congedo. Poco dopo le 17 tutto è finito. Fuori, i quattro autobus sono già pronti con le porte aperte che aspettano di riportare i 400 di Forza Nuova là da dove erano partiti, in piazza Aspromonte. E fuori nulla è cambiato se non che l'asfalto è bagnato per un velocissimo scroscio di pioggia. Solo un ‘contestatore' si è fatto vivo: si tratta di Emanuele Fiano, deputato Pd e figlio di un deportato di Auschwitz che ha avuto il tempo di esprimere li suo disappunto ai microfoni della stampa. 

Chi temeva (o auspicava) il ritorno agli Anni Settanta, può tirare un sospiro di sollievo (o mettersi con l'animo in pace): oggi non era giornata. 
Nicola Sessa

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