lunedì 15 giugno 2009

LA NUOVA BASE USA “anti-coca”


Il Pentagono ha già individuato la base aerea che sostituirà l’installazione di Manta (Ecuador) nella gestione delle operazioni militari statunitensi contro i produttori di coca delle regioni andine ed amazzoniche e le organizzazioni guerrigliere colombiane. Secondo il quotidiano di Bogotà El Tiempo, si tratta dell’aeroporto “Germán Olano” di Palanquero, Puerto Salgar, dipartimento di Cundinamarca, 120 miglia a nord della capitale.

Dopo la decisione del presidente ecuadoriano Rafael Correa di non rinnovare il contratto all’uso di Manta che scadrà il prossimo mese di novembre, il Dipartimento della Difesa USA era impegnato nella spasmodica ricerca in America Latina di un’installazione alternativa ove trasferire soldati, aerei e attrezzature. Alla fine essa è stata individuata in casa del più fedele partner regionale dell’amministrazione statunitense, il governo di Alvaro Uribe.

La rivelazione del quotidiano sul futuro a stelle e strisce della base che ospita attualmente il Comando di Guerra “Cacom 1” della FAC (Forza aerea colombiana), trova conferma nella richiesta presentata al Congresso per l’assegnazione con il bilancio 2010 di 46 milioni di dollari da destinare alla realizzazione a Palanquero di una “infrastruttura operativa avanzata” nell’ambito dell’International Narcotics Control and Law Enforcement (INCLE). L’utilizzo della base da parte delle forze armate USA in funzione anti-narcos ed anti-guerriglia, starebbe per essere autorizzato formalmente da Bogotà.

La richiesta finanziaria a favore di Palanquero è stata inclusa nel capitolo relativo al “Posizionamento di Difesa Globale”, dove l’amministrazione Obama spiega le ragioni strategiche alla base dei dislocamenti all’estero di uomini, basi e mezzi statunitensi. Secondo il documento in possesso di El Tiempo, “il Dipartimento della Difesa sta riallineando la sua presenza militare globale, trasformando le sue forze all’estero, le basi e la relazione con le nazioni ospitanti in vista di un posizionamento flessibile e coerente con la nostra strategia. Ciò è il risultato di un grande investimento in nuove costruzione militari per il 2010” .

In un successivo passaggio, Washington fa esplicito riferimento agli “accordi di accesso” in via di negoziazione nell’emisfero occidentale. “L’obiettivo del Dipartimento è realizzare una serie di accordi di accesso per operazioni di contingenza, logistica e addestramento in Centro e Sud America e per questo si stanno discutendo le modifiche necessarie a rafforzare il nostro accesso a vari paesi della regione. Il budget per il 2010 include 46 milioni di dollari per un’infrastruttura per la cooperazione alla sicurezza nella base di Palanquero, Colombia", conclude il documento. Secondo alcuni esperti militari contattati a Washington, nell’infrastruttura militare colombiana si punterebbe principalmente al potenziamento delle piste di volo e alla realizzazione di hangar ed edifici da destinare agli aerei ed al personale USA. La scelta di Palanquero sarebbe stata fatta dopo un’attenta valutazione delle caratteristiche delle maggiori infrastrutture esistenti nel continente. La base colombiana è risultata quella con le migliori condizioni logistiche. Al suo interno esiste infatti una vera e propria cittadella militare in grado di ospitare sino a 2.000 uomini, dotata di strutture commerciali e ricreative (ristoranti, supermercati, un cinema) e perfino di un ampio presidio ospedaliero. Relativamente alle operazioni aeree, nella base esistono già due ampi hangar con capacità ognuno per 50-60 cacciabombardieri. Gli hangar - secondo Washington - “sono i migliori dell’America Latina in termini di design, sicurezza e norme ambientali”.

La pista di volo è lunga 3.500 metri , quasi 600 metri in più di quella di Manta, e può essere utilizzata simultaneamente da tre aerei. Data la sua ubicazione nel cuore della Colombia, Palanquero consente ai caccia di raggiungere in una quindicina di minuti sia la penisola de La Guajira al nord, che le impervie aree amazzoniche alla frontiera con l’Ecuador. Sorge inoltre sulle sponde del Rio Magdalena e può assicurare il supporto logistico agli idrovolanti militari. L’installazione è utilizzata dagli aerei-spia AC-47, veri e propri “velivoli fantasma”, in grado di eseguire le attività d’intelligence ad altitudini elevate senza poter essere individuati dai potenziali “nemici”. Uno di essi è misteriosamente precipitato proprio nei pressi della base di Puerto Salgar lo scorso 18 febbraio, causando la morte di cinque uomini d’equipaggio.

Palanquero è pure dotata di una serie di radar altamente sofisticati, installati a fine anni ’90 dagli Stati Uniti d’America e che, secondo fonti giornalistiche, avrebbero condotto le operazioni di bombardamento dell’accampamento delle FARC in Ecuador, culminate con l’assassinio del comandante Raúl Reyes, principale negoziatore dell’organizzazione guerrigliera.

Il presidente Alvaro Uribe e lo stato maggiore colombiano si ostinano a negare qualsivoglia intenzione di trasformare il paese nell’avamposto delle forze USA in America Latina, ma a conferma della decisione di trasferire a Palanquero le operazioni espletate dalla base di Manta, ci sono ulteriori importanti elementi. Nel novembre 2008, citando fonti diplomatiche e militari USA, il settimanale Cambio rivelava che la decisione di creare una grande base statunitense a Puerto Salgar risalirebbe al vertice del 22 aprile precedente tra l’ambasciatore USA in Colombia, William Brownfield, e il ministro della Difesa colombiano, Juan Manuel Santos. “In quell’occasione Brownfield annunciò che il Dipartimento di Stato aveva deciso di ricertificare Palanquero, a seguito dei progressi ottenuti dalle forze armate in tema di diritti umani”, scriveva Cambio. La “decertificazione” della base aerea era stata decretata nel gennaio 2003 a seguito delle risultanze dell’inchiesta sul coinvolgimento delle forze armate colombiane nel massacro di 18 contadini avvenuto cinque anni prima nel villaggio di Santo Domingo, dipartimento di Arauca. In quell’occasione, i cacciabombardieri della FAC, decollati da Palanquero, avevano sganciato missili aria-terra contro la popolazione civile e avevano poi tentato di occultare l’eccidio accusando la guerriglia di aver fatto esplodere un carro bomba. Con la “decertificazione” gli Stati Uniti avevano sospeso i finanziamenti per il potenziamento della base previsti dal cosiddetto “Plan Colombia”, il piano di aiuti militari “anti-coca” varato da Washington a fine anni ‘90.

di Antonio Mazzeo

Link: http://www.nuovacolombia.net/Joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=239:a-palanquero-colombia-la-nuova-base-usa-anti-coca-di-antonio-mazzeo-&catid=9:italiano&Itemid=5


Scandalo sulle nuove casacche della nazionale di calcio inglese:"Prodotte pagando le operaie 2 euro al giorno"


Indossate da miliardari, ma prodotte in una fabbrica dove le lavoratrici percepiscono un salario di 2 euro al giorno, lavorando in condizioni di totale sfruttamento. Scandalo sulle nuove casacche della nazionale di calcio inglese, svelato dal domenicale News of the World, che ha scoperto la fabbrica Pt Tuntex delle maglie, di marca Umbro, vendute al pubblico a 49 sterline l'una, a Tangerang (2 ore d'auto da Giakarta), circondata da filo spinato e da guardie armate.

All'interno - il giornale pubblica anche le foto - ci sono circa 2.000 ragazze che lavorano in condizioni durissime per 12 ore al giorno. Una racconta al domenicale: "Lavoriamo il massimo orario consentito perchè il salario base non è abbastanza per vivere e mantenere le nostre famiglie. Il lavoro è molto duro ma i posti buoni non si trovano facilmente".
Secondo il giornale, i supervisori, che controllano costantemente le ragazze, hanno l'ordine di licenziare chiunque stia chiacchierando o usi il cellulare, per paura che possa scattare immagini della fabbrica, dove non c'è neanche l'aria condizionata, nonostante il caldo torrido. Apparentemente, nessuna delle lavoratrici è a conoscenza del prezzo al quale vengono vendute le magliette per le quali chi lavora in quella fabbrica riceve meno che una miseria.

Le nuove casacche, ispirate (su input di Capello e Baldini) a quelle indossate dai campioni inglesi nel 1966, sono state presentate con grande enfasi dalla Federcalcio inglese e dalla Umbro, e sono state disegnate da Aitor Throup e dal sarto Charlie Allen di Savile Row, la strada-santuario della moda inglese.
Hesti, giovane madre di 24 anni, racconta: "C'è solo il tempo di mangiare la sera e dormire, prima che ti riportino con un furgone in fabbrica alle 8 di mattina".

La maggior parte delle lavoratrici vive in una baraccopoli con fogne a cielo aperto. E' la seconda volta che il News of the World svela le condizioni in cui si trovano le fabbriche che servono la Umbro: quattro anni fa, fu scoperta una fabbrica in Cina dove lavoratori sottopagati facevano le maglie per la Coppa del Mondo 2006. Un portavoce di Umbro ha dichiarato al domenicale: "Anche se la Umbro non gestisce la Pt Tuntex, siamo impegnati a lavorare con ditte appaltatrici che creano i nostri prodotti in ambienti di lavoro con buone condizioni. In media i lavoratori della Tuntex guadagnano il doppio del salario minimo stabilito dal governo indonesiano". La Football Association dal canto suo ha fatto sapere di noin avere "alcun ruolo nel processo di fabbricazione della divisa dell'Inghilterra".

Sempre a proposito di lavoratori sottopagati in Indonesia, ancora in Inghilterra venne fuori nel 1996, sulla stampa locale e poco prima dell'inizio degli Europei, che l'allora sponsor tecnico dell'Italia produceva le divise degli azzurri (quelle con la scritta sul fondoschiena) nel paese asiatico per salari irrisori dati a gente sottoposta in fabbrica ad orari molto pesanti.

Cerca nel Blog

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori