
Il governo ha deciso di condannare all’illegalità e a possibili sanzioni penali - nonché all'espulsione - almeno 600mila colf e badanti che lavorano in Italia. E’ quanto potrebbe accadere nei prossimi giorni, una volta che il Senato avrà approvato definitivamente il disegno di legge sulla sicurezza che, tra l’altro, introduce il reato di clandestinità. Proprio per scongiurare questa possibilità, nei giorni scorsi il Pd aveva presentato nelle commissioni Giustizia e Affari costituzionali, dove il provvedimento è in discussione, un emendamento in cui si chiedeva una sanatoria per le migliaia di colf, baby sitter e badanti che oggi lavorano nelle famiglie italiane. Se approvato, l'emendamento non avrebbe solo permesso di regolarizzare la posizione di persone oggi costrette a vivere nell'illegalità pur avendo un lavoro onesto e importante, ma anche alle famiglie di regolarizzare una posizione che, sempre grazie al ddl, potrebbe ritorcersi contro di loro. Su tutto, ha però prevalso la volontà della maggioranza di non apportare al ddl nessuna modifica, evitando così un ulteriore passaggio alla camera e lo slittamento dell'approvazione definitiva. «Oggi si poteva compiere un primo passo verso la legalità – ha commentato la senatrice Emanuela Baio, presentatrice dell’emendamento bocciato – ma nonostante l'evidenza dei dati e l’importanza anche economica che la regolarizzazione delle badanti avrebbe comportato, la maggioranza ha mostrato di preferire il lavoro nero».
di Carlo Lania































