domenica 28 giugno 2009

Honduras, sequestrato il Presidente Zelaya


Circa un’ora fa un commando di militari incappucciati ha sequestrato il presidente della Repubblica dell’Honduras Manuel Zelaya.

Nel paese è in corso il referendum per decidere se in novembre si eleggerà una nuova costituente.

Anche la televisione Canal 8 è stata presa d’assalto dai militari e in questo momento non trasmette e il ministro degli esteri Patricia Rodas denuncia che sarebbero in azione francotiratori nelle strade della capitale Tegucigalpa.

Il perché il referendum di oggi abbia provocato addirittura un golpe è presto detto: sarà una pietra miliare nella storia del paese. In Honduras infatti ben il 30% del territorio nazionale è stato alienato a imprese straniere, soprattutto dei settori minerari e idrici. Le multinazionali quasi non pagano tasse in un paese dove tre quarti della popolazione vive in povertà. Così l’opposizione, al solo odore di una nuova Costituzione che affermi che per esempio l’acqua è un bene comune e che imponga per lo meno un sistema fiscale che permetta processi redistributivi, è disposta a spezzare il simulacro di democrazia rappresentativa che evidentemente considera utile solo quando sono i poteri di sempre a comandare.

di Gennaro Carotenuto

Link: http://www.gennarocarotenuto.it/8789-ultimora-sequestrato-il-presidente-zelaya-il-golpe-accelera-in-honduras/

La civiltà dei consumi negli occhi di Pier Paolo Pasolini


La sera del 7 febbraio 1974 la Rai Tv trasmise un nuovo, breve documentario della serie "Io e...", intitolato "Pasolini e ... la forma della città", a cura di Paolo Brunatto.
Nelle ultime immagini, mentre si chiudeva il documentario e dopo aver camminato nervosamente tra le dune di Sabaudia, all'improvviso Pasolini si fermò, esponendo alla telecamera il pallore di un volto sofferto e scavato, e denunciando con assoluta sincerità e asciutta drammaticità, decisamente inabituali per i telespettatori di allora (e di oggi) l'appiattimento culturale, la devastazione estetica e l'imbarbarimento civile a cui ci avrebbe inevitabilmente portato la società dei consumi concepita dalla repubblica post-fascista e in generale da tutti i "regimi democratici" contemporanei.
di Tutariello - da YouTube

Giuristi italiani, tutti contro la legge che introduce il reato di immigrazione clandestina


Sono i più importanti esperti di legge a scendere in campo, e a muso duro, contro il disegno di legge in discussione al Senato che, se passasse, introdurrebbe nel nostro Paese il reato di immigrazione clandestina.

Angelo Caputo, Domenico Ciruzzi, Oreste Dominioni, Massimo Donini, Luciano Eusebi, Giovanni Fiandaca, Luigi Ferrajoli, Gabrio Forti, Roberto Lamacchia, Sandro Margara, Guido Neppi Modona, Paolo Morozzo della Rocca, Valerio Onida, Elena Paciotti, Giovanni Palombarini, Livio Pepino, Carlo Renoldi, Stefano Rodotà, Arturo Salerni, Armando Spataro, Lorenzo Trucco, Gustavo Zagrebelsky intervengono con inusitata durezza su una legge ancora non approvata sostenendo che "Il disegno di legge n. 733-B attualmente all'esame del Senato - sostengono i giuristi firmatari - prevede varie innovazioni che suscitano rilievi critici".

I giuristi se la prendono in particolare contro la "norma che punisce a titolo di reato l'ingresso e il soggiorno illegale dello straniero nel territorio dello Stato", norma che, secondo gli esperti del diritto, "oltre ad esasperare la preoccupante tendenza all'uso simbolico della sanzione penale, criminalizza mere condizioni personali e presenta molteplici profili di illegittimità costituzionale".

"La norma - scrivono ancora - è priva di fondamento giustificativo, poiché la sua sfera applicativa è destinata a sovrapporsi integralmente a quella dell'espulsione quale misura amministrativa, il che mette in luce l'assoluta irragionevolezza della nuova figura di reato; inoltre, il ruolo di extrema ratio che deve rivestire la sanzione penale impone che essa sia utilizzata, nel rispetto del principio di proporzionalità, solo in mancanza di altri strumenti idonei al raggiungimento dello scopo".

Un altro aspetto quasi sbeffeggiato dai giuristi firmatari è quello che prevede nella condizione stessa dell'essere migrante irregolare una presunta pericolosità sociale. "La corte costituzionale (sent. 78 del 2007) ha infatti già escluso che la condizione di mera irregolarità dello straniero sia sintomatica di una pericolosità sociale dello stesso, sicchè la criminalizzazione di tale condizione stabilita dal disegno di legge si rivela anche su questo terreno priva di fondamento giustificativo".

Rendere una "condizione individuale", quella di migrante motivo di incriminazione, per i giuristi, "assume un connotato discriminatorio ratione subiecti contrastante non solo con il principio di eguaglianza, ma con la fondamentale garanzia costituzionale in materia penale, in base alla quale si può essere puniti solo per fatti materiali".

Ovviamente, "l'introduzione del reato in esame produrrebbe una crescita abnorme di ineffettività del sistema penale, gravato di centinaia di migliaia di ulteriori processi privi di reale utilità sociale e condannato per ciò alla paralisi".
E a chi dice che ad occuparsi di questo reato non saranno i tribunali ma i giudici di pace, i giuristi rispondono che anche questa è una osservazione superficiale, perché "da un lato la paralisi non è meno grave se investe il settore di giurisdizione del giudice di pace, dall'altro per le ricadute sul sistema complessivo delle impugnazioni, già in grave sofferenza".

Il gruppo dei firmatari ricorda le parole con le quali la corte costituzionale dichiarò l'illegittimità del reato di "mendicità": «Gli squilibri e le forti tensioni che caratterizzano le società più avanzate producono condizioni di estrema emarginazione, sì che (...) non si può non cogliere con preoccupata inquietudine l'affiorare di tendenze, o anche soltanto tentazioni, volte a "nascondere" la miseria e a considerare le persone in condizioni di povertà come pericolose e colpevoli». E lo fannmo per affermare che questioni come quella dell'immigrazione vanno afrfrontate "con strumenti adeguati allo loro straordinaria complessità e rispettosi delle garanzie fondamentali riconosciute dalla Costituzione a tutte le persone"

di Maso Notarianni

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