martedì 7 luglio 2009

Honduras:cos’è il Battaglione 316?


In Honduras, il sindacalista Porfirio Ponce ha denunciato la ricomparsa dello squadrone della morte Battaglione 316, Ponce ha dichiarato che membri di questo commando hanno aggredito alcuni dirigenti popolari, ha aggiunto che in una di queste azioni è stata distrutta l’abitazione di Marcos Antonio Murillo, dirigente sindacale dell’Università. Ma cos’è il Battaglione 316?

Il Battaglione 316 è stato creato dall’esercito negli anni ’80 con il compito di uccidere e far sparire i dirigenti popolari. I suoi membri venivano addestrati dalla Cia; erano gli anni in cui John Negroponte era capo della sede diplomatica Usa in Honduras, gli anni in cui gli aiuti militari degli Usa passarono da 4 a 77 milioni di dollari all’anno. Negroponte è stato capo della sede diplomatica Usa in Honduras dal 1981 al 1985. Proprio al tempo della dittatura del generale Gustavo Alvarez Martinez, quando l’amministrazione Reagan finanziava i contras, che combattevano la giunta sandinista in Nicaragua e che godevano dell’appoggio dell’esercito honduregno.

In Honduras centinaia di oppositori sparivano nel nulla e il famigerato Battaglione 316 rapiva, torturava e uccideva studenti, sindacalisti e giornalisti, intanto Negroponte compilava rapporti sui diritti umani che davano del Paese un’idilliaca immagine. Negroponte ha sempre negato di essere stato a conoscenza di qualsiasi violazione dei diritti umani da parte dei militari di Tegucigalpa. Ma contro di lui ci sono numerose testimonianze tra cui quella dell’ambasciatore che gli lasciò l’incarico, Jack Binns. Nominato dal presidente Carter nel 1980, Binns riferì più volte degli abusi dei militari della dittatura. L’amministrazione Reagan lo sostituì con Negroponte, che l’ambasciatore uscente sostiene di aver messo al corrente della situazione. Nel 1994 Negroponte fu accusato di violazioni dei diritti umani da una commissione del governo honduregno, la quale ammise che 184 civili risultavano ancora desaparecidos.

Secondo un’inchiesta del Baltimore Sun del 1995, il Battaglione 316 “torturava con scosse elettriche ai genitali e soffocava le persone sottoposte ad interrogatori. Spesso i prigionieri venivano denudati e, quando non servivano più, uccisi e sepolti in tombe nascoste”. Nessuno ha mai stabilito con certezza il numero delle vittime degli abusi. Per anni, cadaveri irriconoscibili sono stati ritrovati nelle campagne e lungo i fiumi, nel 2001, intorno alla base militare di El Aguacate –dove la Cia addestrava i contras e che, secondo diverse testimonianze, funzionava anche come centro di detenzione e di tortura– furono scoperti i resti di 185 persone.

Un ruolo fondamentale nella nascita e nella gestione del Battaglione 316 l’ha avuta la SOA, la Scuola delle Americhe o, come giustamente è stata ribattezzata, la Scuola degli Assassini.

Ha insegnato a decine di migliaia di soldati latinoamericani le tecniche di repressione, di guerra d’assalto e psicologica, di spionaggio militare e le tattiche per gli interrogatori. Centinaia di migliaia di latinoamericani sono stati torturati, stuprati, assassinati, “fatti sparire”, massacrati e obbligati a fuggire ad opera dei “diplomati” della SOA. Stabilita inizialmente a Panama nel 1946, fu cacciata dal paese nel 1984. L’ex presidente panamense, Jorge Illueca, affermò che la Scuola delle Americhe era “la più potente base per la destabilizzazione nell’America Latina”. Da Panama è stata collocata negli Stati Uniti, a Fort Benning in Georgia. Nel 2001 ha cambiato nome ed è diventata “Istituto dell’Emisfero Occidentale per la Cooperazione nella Sicurezza”, ma è rimasta una scuola di addestramento al combattimento per soldati latinoamericani.

“ (...) l’ordine era di prendere tutti quanti: genitori, nonni, bambini, mogli, tutti. Era molto raro che qualcuno sopravvivesse dopo essere stato preso dal mio battaglione. Inizialmente i bambini venivano abbandonati nel parco o nella piazza del mercato. Ma poi il generale Alvarez Martinez disse – Questi semi potrebbero produrre frutti – Così fummo costretti ad eliminare anche i bambini.” – è la dichiarazione di un “diplomato” SOA che fu membro del battaglione 316. Il generale Alvarez Martinez era stato addestrato alla SOA, come molti degli alti ufficiali che organizzarono gli squadroni della morte del battaglione 316.
di Grazia Orsati, da Radio Città Aperta

Ddl 733-B - Il pacchetto sicurezza. I principali punti

(Leggi anche

Il pacchetto dell'insicurezza...fisica e mentale)

Ecco alcune tra le principali disposizioni introdotte

- Matrimoni e cittadinanza italiana
L’acquisto della cittadinanza italiana per matrimonio potrà avvenire, dopo due anni di residenza nel territorio dello Stato (dopo il matrimonio) o dopo tre anni nel caso in cui il coniuge si trovi all’estero. Tempi dimezzati in presenza di figli. Le precedenti disposizioni prevedevano un termine di sei mesi.

Sarà poi necessario il pagamento di una tassa di 200 euro.
Ulteriore stretta sui matrimoni con una modifica al Codice Civile che prevede l’introduzione dell’obbligo di esibire il permesso di soggiorno. Niente più matrimoni quindi neppure tra "irregolare" ed "irregolare", che non comporterebbe nessun tipo di "regolarizzazione";

- Ingresso e soggiorno irregolare
Si introduce il reato di ingresso e soggiorno irregolare ma senza che questo comporti l’immediata incarcerazione. E’ prevista un’ammenda da 5.000 a 10.000 euro. Inoltre è prevista la possibilità di rimpatrio senza il rilascio del nulla osta da parte dell’autorità competente;

- Iscrizione anagrafica
Le istanze di iscrizione o di variazione della residenza anagrafica, potranno dar luogo alla verifica, da parte degli uffici comunali competenti, delle condizioni igienico-sanitarie dell’immobile, ma solo ai sensi della normativa sanitaria vigente. Si tratta di una lieve attenuazione della norma originariamente contenuta nel testo che prevedeva l’automaticità della richiesta di un certificato di idoneità igienico-sanitaria secondo criteri stabiliti dallo stesso Comune.
In ogni caso moltissime abitazioni, anche tra quelle reperibili dietro lauto compenso nel mercato privato, non potranno rispondere a questo criterio.
Ecco uno dei provvedimenti che andranno ad intaccare i diritti dei cittadini migranti, dei comunitari e degli stessi cittadini italiani, con conseguenza a catena sulla possibilità di accesso agli asili nido, alle prestazioni di sostegno al reddito, etc et etc;

- Ricongiungimenti
Per quanto riguarda i ricongiungimenti familiari si aggiunge al certificato di idoneità alloggiativa quello igienico-sanitario (in precedenza era richiesto alternativamente il certificato rilasciato dal Comune o dall’ASL locale) entrambi rilasciati dai competenti uffici comunali. Si prevede quindi ipoteticamente l’emanazione di appositi regolamenti per lìindividuazione dei criteri con conseguente arbitarietà delle amministrazioni nella decisione;

- Visto d’ingresso per ricongiungimento familiare
Non sarà più possibile richiedere il visto di’ingresso se il nulla osta non verrà rilasciato dopo 180 giorni dal perfezionamento della pratica.
Svanisce così anche l’unica possibilità di garanzia del diritto all’unità familiare prevista per far fronte alle lentezze burocratiche;

- Esibizione del permesso di soggiorno
Si introduce la necessità di esibire il permesso di soggorno per tutti gli atti di stato civile. Ciò significa che anche il semplice ma sacrosanto diritto di riconoscere un figlio, per chi è privo di passaporto, verrà sottoposto al filtro della richiesta del permesso di soggiorno. Una deroga, oltre a quella già prevista per l’assistenza sanitaria, sarà concessa per l’iscrizione dei minori a scuola.

- 180 giorni di detenzione nei Cie
Si reintroduce dopo la bocciattura del Senato e quella della Camera nell’ambito della discussione sul decreto legge n. 11, il prolungamento dei tempi di detenzione nei Cie fino ad un massimo di 180 giorni;

- Divieto di espulsione e respingimento
Cade il diveto di espulsione per i conviventi con parenti italiani di terzo e quarto grado;

- Rimesse di denaro
I cosiddetti servizi di money transfer avranno l’obbligo di richiedere il permesso di soggiorno e di conservarne copia per dieci anni. Inoltre dovranno comunicare l’avvenuta erogazione del servizio all’autorità competente nel caso riguardi un soggetto sprovvisto di permesso;

- Permesso Ce di lungo periodo
L’ottenimento della carta di soggiorno potrà avvenire solo dopo il superamento di un test di lingua italiana;

- Reati ostativi all’ingresso
Dovranno essere prese in considerazione anche le condanne non definitive;

- Un contributo da 80 a 200 euro
Per tutte le pratiche relative al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno si dovrà versare questo contributo economico;

- Esibizione dei documenti
Arresto fino ad un anno e multe fino a 2.000 euro;

- Registro per senza fissa dimora
Se da un lato viene cancellata per i senza fissa dimora (ma non solo) la possibilità di iscrizione anagrafica, viene istituito presso il Ministero dell’Interno un registro per la schedatura dei cosiddetti clochard;

- Cancellazione anagrafica
E’ prevista dopo sei mesi dalla data di scadenza del permesso di soggiorno;

- Permesso di soggiorno a punti
E’ disposta l’istituzione di un accordo di integrazione articolato in crediti da sottoscrivere al momento della richiesta di rilascio del permesso di soggiorno. I criteri e le modalità verranno stabiliti da un apposito regolamento; [ leggi il commento dell’Avv. Marco Paggi ];

- Favoreggiamento ingresso irregolare
Vengono inasprite tutte le norme legate al favoreggiamento dell’ingresso irregolare, non vengono invece minimamente toccate le sanzioni per quanto concerne gli sfruttatori. Chi, nello sfruttamento di situazioni di soggiorno irregolare, trarrà un ingiusto profitto (chi impiega lavoratori irregolari sottopagati) non vedrà quindi aggravata la sua situazione.

di Nicola Grigion - Progetto Melting Pot Europa

Link: http://www.meltingpot.org/articolo14675.html

Il pacchetto dell'insicurezza...fisica e mentale


Entrerà in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. E’ il pacchetto sicurezza che, in questo anno di tempo che lo divide dalla sua presentazione, ha fatto tanto discutere.

Era il maggio 2008 quanto il nuovo Governo, appena insediato, presentava un pacchetto di provvedimenti, il pacchetto sicurezza appunto, composto da un decreto legge, in vigore fin da subito - contenente l’aggravante di reato se commesso da irregolari - tre decreti legislativi, rispettivamente su ricongiungimenti, asilo e cittadini comunitari, di cui il terzo ritirato dopo le pressioni europee, ed un disegno di legge, il 733, oggi votato definitivamente al Senato.

L’iter del provvedimento non è stato certo senza intoppi e battute d’arresto.
Durante la prima votazione al Senato la bocciatura di ronde e prolungamento della detenzione nei Cie fino a 18 mesi. Poi, le polemiche seguite alla previsione della cancellazione del divieto di segnalazione (art 35 TU) da parte del personale medico sanitario per i cittadini stranieri non in possesso del permesso di soggiorno, mentre a catena, emergevano via via tutte le crudeltà neppure troppo nascoste tra le pieghe del testo in discussione.
Su tutte, il vero volano del provvedimento, l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno irregolare.
La sanzione prevista rimane pecuniaria e va da 5.000 a 10.000 euro, ma ciò che è più grave è proprio l’essenza stessa del punto in questione. Entrare irregolarmente in uno stato è espressione di una condizione individuale, soggettiva, quella di essere migranti e non rappresenta un atto lesivo di beni meritevoli di tutela penale, come sottolineato in un appello sottoscritto da moltissimi giuristi. Inoltre, l’introduzione del reato, combinata ad altre norme, rivela quanto sia spietato nel complesso il pacchetto sicurezza proprio imponendo in moltissimi casi la segnalazione, la denuncia della presenza irregolare nel territorio. Delazione diffusa e governo attraverso la minaccia.
E’ così per esempio per l’istruzione scolastica che, nonostante vi sia una deroga alla richiesta del permesso di soggiorno per iscrivere i figli a scuola, potrebbe comportare l’impossibilità, per uno studente divenuto maggiorenne, di portare a termine gli studi sostenendo gli esami finali e contemporaneamente obbligare il preside a denunciare lo studente privo di permesso.
Inoltre, la modifica all’articolo 6 del TU sull’immigrazione, che introduce la richiesta del permesso di soggiorno per ogni atto di stato civile, rende generalizzata la possibilità di denuncia oltre ad inibire alcuni tra gli atti che hanno più strettamente a che vedere con i diritti della persona e dei minori, come la registrazione delle nascite (per chi è privo di passaporto) o la registrazione dei decessi, ma anche l’emersione dal lavoro nero, proprio in quei settori in cui poggia per la quasi totalità sullo sfruttamento di manodopera "irregolare", sottoponendo al rischio di denuncia i testimoni se privi di permesso di soggiorno.

Se fino ad oggi le pratiche di pensiero più avanzate ed attente al teme delle migrazioni ci hanno aiutato a leggere il presente attraverso il paradigma dell’utilità del lavoro migrante, in termini di sfruttamento e subordinazione, oggi, dento la crisi globale, la nuova cifra della nostra epoca, il pacchetto sicurezza sembra consegnarci una angolo di visuale notevolmente più complesso. E’ il governo dell’esubero, fino in fondo il governo della vita, del lavoro e del non lavoro il nuovo baricentro della normativa sull’immigrazione.

Il passaggio alla Camera, anticipato da una nuova bocciature delle ronde e del prolungamento, questa volta fino a sei mesi, dei tempi di detenzione, che il Ministro Maroni aveva inserito in un decreto legge (quello denominato anti-stupri), è stato poi un terreno di misurazione dei rapporti di forza tutto interno alla maggiornaza. Allora, via la norma sui medici-spia, grazie alle pressioni del presidente della Camera Fini e di una lettera sottoscritta da oltre 100 parlamentari del Pdl, in cambio della reintroduzione ancora delle ronde e del prolungamento dei tempi di detenzione, poi, in cambio del voto di fiducia, la deroga prevista per l’iscrizione scolastica. Oggi ci troviamo davanti all’approvazione finale, in ogni caso, di un provvediemnto che ci riporta ad un medioevo dei diritti, una soluzione normativa che non solo attacca i diritti dei migranti, con uno stigma ufficiale impresso sui loro corpi, ma rende meno sicuri noi tutti.

La lotta alla "clandestinità" è il leito motiv dominante, retorica utile a legittimare tanta crudeltà. Ma la realtà è ben diversa. Non solo agli irregolari vengono inibiti una complessità di diritti che nulla hanno a che vedere con la sicurezza, ma la tassa di 200 euro per i rilasci ed i rinnovi dei permessi di soggiorno, le nuove difficoltà previste per ottenere la cittadinanza, le ulteriori restrizioni ai ricongiungimenti, l’introduzione di norme che se applicate provocherebbero una insostenibile emergenza sociale per quanto riguarda il tema della casa e dell’iscrizione anagrafica, con conseguenze drammatiche a catena su una serie infinita di diritti, insieme alla previsione di un test di lingua a cui è subordinato l’ottenimento del permesso di lungo periodo e all’introduzione del permesso di soggiorno a punti, testimoniano come siano anche e soprattutto i cittadini stranieri regolari ad essere colpiti dal pacchetto sicurezza. Per loro, oltre ad una preoccupante stretta sui diritti, anche la minaccia della crisi e della perdita del permesso di soggiorno. Un vortice assolutamente pericoloso. Per migranti e non.

Uno scenario, quello che si prefigura, che si inserisce in un quadro già pesantemente restrittivo e complesso. La legge sull’immigrazione già attualmente in vigore è in primo luogo spettacolo, produzione di immaginario, costruzione di senso, non per questo meno violenta di altre. Ma è anche e soprattutto un terreno di negoziazione, dove ciò che la legge dovrebbe garantire è sottoposto ad una continua contesa e deve essere permanentemente conquistato nel rapporto con l’amministrazione, con i vari servizi coinvolti, fa i conti con prassi disomogenne e restrittive che ogni giorno ricordano ai migranti la loro posizione subordibnata nella scala graduale della cittadinanza.

Allora forse, davanti a tanta barbarie, si è concluso il tempo di chi "accetta" l’immigrazione perchè utile al mercato del lavoro, è finito il terreno di discussione sulla ricchezza della società multietnica, si eclissa la possibilità di opporsi a questi dispositivi deliranti con approci solidaristici o attraverso le lenti dell’anti-razzismo così come fino ad oggi è stato inteso.
Oggi scopriamo che dietro a tanti lavoratori ci sono sogni, desideri e progetti di vita che, né la crisi, né il pacchetto sicurezza, sono in grado pienamente di piegare, scopriamo che la società multietnica è fino in fondo scontro, terreno di contesa, scenario in cui si esercitano, in maniera irruenta, rapporti di forza che coinvolgono noi tutti. E scopriremo, forse, insieme, migranti e non, che è ora di prender parte, di assumere l’attualità dello scontro in atto per dare corpo ad un nuovo modo di schierarsi in questo scenario di violenza che ci viene imposto.
Se sarà il medioevo dei diritti e della dignità, oppure una società diversa il nostro futuro, dipende solo ed esclusivamente da noi.

di Nicola Grigion - Progetto Melting Pot Europa

Link: http://www.meltingpot.org/articolo14674.html

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