lunedì 20 luglio 2009

Mezzogiorno, non più cittadini ma sudditi fiscali


Nella prospettiva del federalismo fiscale si è riaperta la questione Nord-Sud. Quanti soldi deve dare lo Stato per bilanciare lo svantaggio del Mezzogiorno? Quale compensazione tra i bilanci delle Regioni? I capi del centro-destra del Sud sono in agitazione e minacciano un nuovo Partito per rivendicare tanti, tanti soldi.

Il Mezzogiorno non uscirà dalla sua profonda crisi che espelle le nuove generazioni e le costringe alla emigrazione anche se saranno raddoppiati gli interventi dello Stato. Tutto quello che giungerà sarà inghiottito da consorterie oligarchiche annidate nelle Regioni e negli Enti Locali che assorbono come amebe tutte le risorse. La Sicilia ha risorse enormi che vengono sequestrate dalle corti del Potere ma non sono mai sufficienti per la continua proliferazione della casta politica dei suoi consulenti e dei suoi beneficiati. La Sicilia come la Campania come la Calabria e tutte le altre regioni del Mezzogiorno hanno una dotazione finanziaria da capogiro. Entrate che vengono immediatamente spese. Non ci saranno montagne di denaro sufficienti ad attivare una situazione se non di sviluppo almeno di avvio ad una migliore qualità dei servizi collettivi e della vita individuale. Tutte le Regioni del Sud sono indebitate all'estero e la loro situazione è quasi al collasso.

Il problema del Sud è oramai quello della abolizione delle sue istituzioni regionali.Il Sud starebbe assai meglio se non avesse le spaventose idrovore di risorse nella casta politica e nel sistema amministrativo delle Regioni. Se tutto quello che sperperano le Regioni fosse distribuito ai cittadini del Mezzogiorno saremmo tutti ricchi.

Ma il sistema politico non vuole alcuna riforma e non farà mai una autoriforma. L'opposizione nel Sud è del tutto subalterna al centro destra. Anche i partiti comunisti se collaborano con altri come avviene in Campania Calabria o altrove fanno come fan tutti. Diventano tutti involucri, contenitori di professionisti della politica che gestiscono esattamente come tutti gli altri il Potere. Naturalmente esistono le eccezioni, non tutti si comportano così ma il fenomeno politico è questo.

Conclusione: non vedo alcuna prospettiva di cambiamento. Marciamo dritti verso nuovi disastri sociali e verso il degrado. Piccoli gruppi di opposizione come "un'altra storia"che hanno fatto il loro dovere e hanno ridato speranza alla gente vengono presto cooptati da una delle due maligne amebe che dominano la politica e probabilmente cesseranno le loro belle battaglie per l'acqua, l'igiene pubblica, il lavoro, la casa......

La fiscalità locale è già una somma pesantissima. Tenderà ad aumentare ed avremo persone che stentano a vivere costrette a pagare sempre più tasse per mantenere i nuovi nobili. Pagare di più per corrispondere stipendi del tutto illeciti corrisposti a tutta la nomenclatura politica a cominciare dal consigliere di quartiere.

Non più cittadini ma sudditi fiscali. E se non paghi ti mettono le ganasce al motorino o all'auto e ti vendono all'asta la casa come è accaduto a centinaia di migliaia di famiglie.

Siamo in un vicolo cieco dal quale soltanto una rottura profonda può aprire un varco. Ma come?

di Pietro Ancona

Fonte: pietroancona@tin.it

Link: http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/

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