lunedì 27 luglio 2009

Forse i brutti e cattivi ribelli del Mend non avevano tutti i torti


A sera, la per quisizione iniziata in mattina ta è ancora in corso negli uffi ci del gruppo Eni a San Dona to, e la selezione di carte e di e-mail nell’Area commerciale e nell’Audit interno dell’ex Snamprogetti (oggi incorpo rata in Saipem) è il primo at to visibile della nuova inchie sta, per l’ipotesi di reato di corruzione internazionale, aperta dalla Procura di Mila no sull’operato della società del «cane a sei zampe». In ballo c’è la quota italia na di tangenti multinazionali pagate sugli appalti del gas in Nigeria: la parte di pertinenza Snamprogetti dei 182 milioni di dollari che il consorzio in ternazionale Tskj (partecipa to dall’americana Kbr, dalla giapponese Igc, dalla france se Technip e appunto dall’ita liana Snamprogetti) pagò tra il 1994 e il 2004 a politici e bu rocrati della Nigeria in cam bio degli appalti da 6 miliardi di euro per i sei colossali im pianti di estrazione e stoccag gio del gas liquefatto del giaci­mento di Bonny Island, zona da anni al centro del conflitto tra le forze governative e i guerriglieri che si battono contro lo sfruttamento del delta del Niger.

Reo confesso
Nata in Francia, cresciuta in Gran Bretagna e lievitata negli Stati Uniti, l’inchiesta milanese si nutre delle am missioni di Albert Jackson Stanley, il top manager che dall’indagine in Texas è usci to concordando 7 anni di pe na dopo essere stato al timo ne della multinazionale ame ricana Kbr, controllata dalla Halliburton che all’epoca ave va al vertice Dick Cheney, poi assurto alla vicepresidenza Usa nell’era Bush.

«31 Luglio 2004»
Ma le diversità degli ordi namenti giudiziari fanno sì che l’indagine milanese abbia ora tempo proceduralmente ancora utile per scandagliare soltanto l’ultima fase dell’affa re: e cioè la sottoquota di tan genti pagate dal quadricon sorzio multinazionale in rela zione al contratto del 31 lu glio 2004 per il sesto impian to (denominato «treno 6»).

Prescrizione
Due le persone indagate, manager della ex Snampro getti (attuale Saipem), ma so lo per il periodo 2002- 2004. La data estiva della perquisi zione — affidata quasi in ex tremis dai pm Fabio De Pa­squale e Sergio Spadaro alla Guardia di Finanza, alla Poli zia e agli esperti informatici della sezione della Procura— segnala invece che l’acquisi zione di documenti operata dai magistrati serve anche a valutare se iscrivere nel regi stro degli indagati la persona giuridica della società del gruppo Eni: evento infatti an cora possibile soltanto per 13 giorni, prima che si consumi interamente il termine di 5 anni oltre il quale si prescrive la responsabilità amministra tiva delle società per reati commessi dai dipendenti nel l’interesse aziendale (legge 231 del 2001). I manager indagati dell’al lora Snamprogetti sarebbero stati quelli più vicini al comi tato direttivo del consorzio Tskj, la sede decisionale dove secondo Stanley si concorda va di usare il paravento di «contratti di consulenza» co me «canali di corruzione» dei vertici nigeriani attraverso una doppia intermediazione dei soldi: prima dal consorzio a un trio di società costituite dal consorzio di imprese nel paradiso fiscale portoghese di Madeira; e poi da esse ad altre due aziende che smista vano i pagamenti ai politici nigeriani su conti svizzeri e monegaschi, ovvero la Tri-star di un avvocato d’affa ri inglese a Gibilterra (Jeffrey Tesler, arrestato in Gran Bre tagna) e una azienda giappo nese di pubbliche relazioni. Nel febbraio scorso, la Kbr-Halliburton ha concorda to con il Dipartimento di Giu stizia di Houston (Texas) una multa di 579 milioni di dolla ri da pagare allo Stato e alla Sec (l’equivalente americano della Consob), ammettendo che il suo ex amministratore delegato Albert «Jack» Stan ley aveva pagato tangenti in Nigeria. Stanley ha pure am messo, e accettato 7 anni. Cabina di regia Che le tangenti siano state pagate, dunque, appare fuori discussione. Quel che però la ex Snamprogetti del gruppo Eni nega è di aver mai sapu to, e tantomeno condiviso, che il consorzio internaziona le al quale partecipava le aves se pagate. Sul punto, però, Stanley negli Stati Uniti ha af fermato che la cabina di regia («steering committee») del comitato direttivo del consor zio Tskj «prendeva le più im portanti decisioni per conto della joint venture, inclusa la scelta se ingaggiare consulen ti che assistessero il consor zio per ottenere i contratti, chi pagare come consulenti, e quanto pagarli. Profitti, introi ti e spese, incluso il costo de gli agenti, furono divisi equa mente tra i quattro partners» del consorzio Tskj. Generali d’oro Ma a chi andò questo fiume di soldi? Dalle carte di inchie sta emerge il ministro nigeria no del Petrolio dal 1995 al 1998, Dan Etete, condannato a marzo dalla Corte d’Appello di Parigi a una multa di 8 milioni di euro per aver incassato 15 milioni di dollari in tangenti che aveva utilizzato per acqui stare alcuni immobili in Fran cia, compreso un castello. Ma molto di più, secondo quanto si legge nelle carte dell’indagi ne americana, sarebbe stato pagato al generale Sani Aba cha, morto nel 1998 dopo aver governato con il pugno di ferro la Nigeria dal 1993: a lui sarebbero andati, tramite l’avvocato di Gibilterra, dai 40 ai 45 milioni di dollari. Il presi dente nigeriano fino al 2007, Olusegun Obasanjo, avrebbe inoltre ricevuto nel 2002 circa 23 milioni; mentre il generale Abdulsalami Abubakar, presi dente per un solo anno, di mi lioni ne avrebbe comunque in cassati 2,2 sul suo conto sviz zero.

«Collaborazione»
Fonti difensive del gruppo Eni non hanno commentato ie ri i presupposti della perquisi zione, mentre fonti dell’azien da ribadiscono la doppia posi zione che il «cane a sei zam pe » aveva rappresentato due anni fa quando negli Stati Uni ti era stato chiamato indiretta mente in causa dall’esito del­l’inchiesta americana sulle tan genti. Primo: società dell’Eni non hanno mai pagato tangen ti per gli appalti in Nigeria. Se condo: «fin dal giugno 2004» il gruppo Eni ha offerto agli in quirenti americani e alla Sec «collaborazione volontaria», anche «con la consegna di do cumenti interni» sull’appalto.

di Luigi Ferrarella

Link: http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_18/tangenti_eni_gas_nigeriano_ferrarella_guastella_73e7b624-7367-11de-8b94-00144f02aabc.shtml

Sant'Ambrogio e Silvio, similitudini e differenze



A ottobre mio padre e mia madre torneranno sulle scene con un nuovo spettacolo sulla vita di Sant’Ambrogio.
E credo che ancora una volta ci sara' chi si scaglierà contro Dario Fo e Franca Rame come sempre colpevoli di lesa maestà.
So di farvi cosa gradita anticipandovi l’essenza della storia anche perche' essa e' di estrema attualità.

Ambrogio (Treviri, incerto 334/339 - Milano, 397), prima di divenire Santo era un alto funzionario dell’impero, un uomo potente… E proprio in virtu' della sua carica imperiale si trova a fare da moderatore nello scontro pubblico tra il candidato cattolico e quello ariano allo scranno di vescovo della citta'. Durante il dibattito, cercando di riassumere quali fossero le caratteristiche ideali del vescovo che bisognava scegliere, Ambrogio arriva a infervorare talmente il pubblico che alla fine gli gridano: “Fallo te il vescovo che sei cosi' bravo e simpatico!”
Lui non ne ha nessuna voglia e cerca di defilarsi: “Non sono neanche un prete…”
“Non ci importa niente!” grida la folla esaltata alla vista di un uomo che non si butta a pesce sopra una carica di altissimo rango.
Insomma lo incastrano per acclamazione.
Ma Ambrogio proprio non ne vuol sapere e per sfuggire al favore del popolo organizza una grande festa a casa sua, grazie alla collaborazione di alcuni amici fidati invita un gruppo di giovanissime e avvenenti prostitute e tutti insieme fan di tutto, con urla gemiti ululati e schiamazzi, per dar l’idea che si stia svolgendo un’orgia scatenata. E vanno cosi' avanti finche' arriva la polizia comunale e li porta via tutti, donne seminude comprese. Una volta riconosciuto e liberato dalle guardie Ambrogio si presenta all’assemblea della citta' di Milano e dice: “Perdonatemi, e' chiaro che non sono degno di ricoprire una carica religiosa, sono un peccatore, ho invitato le piu' grandi peccatrici della citta' a casa mia, ho compiuto con esse tutti gli atti piu' impuri che si possano immaginare, ho disonorato l’autorita' che rappresento, rinuncio quindi a essere investito della carica vescovile! Perdonatemi.”
A questo punto la folla grida: “Finalmente un uomo che ammette le sue colpe!”
“Finalmente un alto papavero che non scarica le sue responsabilita' sui suoi sottoposti!”
“Finalmente un uomo che ha il coraggio di ammettere i suoi peccati!” E’ te che vogliamo vescovo!”
Cosi' Ambrogio resta fregato e non puo' piu' tirarsi indietro e accetta di diventare la guida spirituale della citta'.
Ambrogio diventera' poi santo.
Vi lascio alle molte riflessioni possibili sulla differenza tra questo grande Ambrogio e altri personaggi contemporanei…
Visti i tempi che corrono e la decadenza della chiesa moderna forse anche Berlusconi avrebbe potuto diventare santo. Ma si e' fregato per non aver avuto il coraggio di recitare un mea culpa adeguato alla misura dei suoi peccati.
E questa e' una buona notizia.
Rischiare di vederlo anche santo sarebbe stato troppo per le mie fosche pupille.
Anche lui finira' nel dimenticatoio di quella schiera infinita di potenti che colti con le mani nel sacco hanno detto: “Io non sapevo che erano prostitute le 19 ucraine vestite da Babbo Natale che mi si spalmavano addosso. Le ha portate un amico. E poi essere un consumatore ultimo non e' reato. Io non ho mai pagato una donna…”
Vorrei chiosare sopra una sottigliezza: che tipo di ego pressurizzato ha un uomo ultrasettantenne calvo-trapiantato, basso di statura e con la faccia asfaltata dal cerone, che e' convinto di essere talmente sessualmente attrattivo da trovare normale che centinaia di ragazze con la pelle d’angelo facciano a gomitate per trastullarlo senza essere pagate per farlo?

PS
Nota storica: Sant’Ambrogio poi fu un vescovo veramente rivoluzionario. Una delle sue battaglie piu' violente e pericolose fu quella in difesa delle monache di clausura.
Fa ridere dirlo oggi ma le monache furono un fenomeno piu' rivoluzionario di Lotta Continua.
A quei tempi, siamo nel 300 dopo Cristo, la donna era una cosa di proprieta' del padre prima e del marito poi, e il matrimonio era una questione economica importantissima. Serviva per stringere alleanze, suggellare patti commerciali, fusioni politiche e incassare denaro contante.
Bambine venivano sposate a vecchi rugosi, bassi, calvi e con l’alito mefitico. E non avevano nessuna possibilita' di sottrarsi a un destino infame di botte e gravidanze a catena.
A meno che non scegliessero di fuggire e adattarsi a vivere in mezzo ai paria pochi anni di fame e sofferenze (i poveri morivan giovani oltretutto, le donne in particolare…).
Siamo ancora sotto l’Impero Romano e le donne contano quanto gli animali.
Quando alcune giovinette fuggono di casa e con l’appoggio di alcuni settori della chiesa creano delle comunita' monacali scoppia il finimondo. Gruppi di signorotti spalleggiati dai loro sgherri vanno a sfondare le porte dei monasteri e si portano a casa le figlie con la forza. Gran parte del clero si unisce a loro sostenendo che la donna e' indegna e incapace di dedicare la propria vita al Signore fuggendo cosi' dalla patria potesta'.
Esse compiono un peccato mortale non rispettando il padre e la madre e ribellandosi al loro potere!
Sant’Ambrogio interviene in difesa delle monache, arrivando a schierare i suoi uomini, armati, in difesa dei conventi e intraprendendo uno scontro a tutti i livelli per garantire la sopravvivenza di questa esperienza religiosa e sociale incredibile per quei tempi: comunita' composte solo da donne che si organizzavano in modo autonomo per gestire la propria vita.
E fu grazie a questa battaglia che alla fine i monasteri si imposero in Italia e in Europa.
Qualcuno dira' che la clausura non e' una grande alternativa al matrimonio coatto.
Credo che se provasse a passare una notte con un commerciante di pesce del Giambellino di 73 anni, basso, pelato e reazionario, e col diritto di usare la frusta, forse cambierebbe idea. Rapidamente.
La clausura e' meglio.
Molto meglio!

di Jacopo Fo - jacopofo.com

Link: http://www.jacopofo.com/storia-sant-ambrogio-religione-sesso-prostituzione.

Comparso su http://www.megachipdue.info/

Link: http://www.megachipdue.info/tematiche/democrazia-nella-comunicazione/285-quando-santambrogio-organizzava-le-orge-per-non-fare-il-vescovo.html

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