sabato 5 settembre 2009

"I bambini sono di sinistra"



Scuola, il Sud tagliato dei supplenti


IL TAGLIO degli insegnanti colpisce quasi esclusivamente il Sud. Ecco perché le proteste più veementi inscenate in questi giorni dai precari della scuola arrivano dalle regioni meridionali. Palermo, con uno sciopero della fame portato avanti da ben 5 persone (due insegnanti, due assistenti tecnici e un bidello) giunto al dodicesimo giorno, è stata una delle prime piazze a ribellarsi. A Benevento sette precarie si sono asserragliate sul tetto del provveditorato agli studi (oggi Ufficio scolastico provinciale) e a Caserta marito e moglie hanno minacciato, tenendo col fiato sospeso passanti e Vigili del fuoco per alcune ore, di buttarsi da una finestra del provveditorato. Poi, proteste sparse in tutta Italia, da Nord a Sud. Con docenti e Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) di volta in volta in mutande, in catene o alle prese con detersivo e spugna da lavavetri. Per tutti la stessa tragedia: la fine del lavoro.

Come al solito, sono i numeri a spiegarci molto. Questa volta direttamente elaborati dal governo e tenuti segreti fino a qualche ora fa. Secondo la relazione illustrativa che accompagna alcuni emendamenti al decreto anticrisi dello scorso 7 luglio i "supplenti senza incarico" nel 2009/2010 per effetto dei tagli agli organici saranno 19.724. Non tutti l'anno scorso avevano una cattedra completa, alcuni erano riusciti a racimolare soltanto un spezzone di cattedra che manteneva viva la speranza perché produceva reddito e preziosi punti per la graduatoria ad esaurimento.

E se si sommano i singoli numeri relativi alle regioni si scopre perché la protesta è scoppiata proprio al Sud. Più di 14 mila supplenze sulle 19 mila e 724 che scompariranno quest'anno (il 71 per cento) sono localizzate nelle otto regioni meridionali: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Pura casualità o calcolo? Una cosa è certa, della notizia saranno contenti gli esponenti della Lega che in questi mesi hanno sparato a zero sugli insegnanti meridionali, arrivando a dettare diktat allo stesso ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini. Il resto d'Italia perde pochi posti e la sofferenza è quindi contenuta. Le sei regioni padane dovranno rinunciare a 3.926 supplenze (il 20 per cento del totale). Un numero di posti inferiori a quello della sola Campania, che ne perde oltre 4 mila.

di SALVO INTRAVAIA

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