martedì 8 settembre 2009

I «contratti di disponibilità» per i «precari della conoscenza»...e per le famiglie


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I «contratti di disponibilità» sono l’ultima formula magica del governo per mettere una toppa al caos che sta vivendo la scuola, con ripercussioni drammatiche non solo sui «precari della conoscenza», ma anche sulle famiglie. Verrà messo a punto nel consiglio dei ministri di mercoledì prossimo, ma i contenuti del provvedimento dedicato ai precari li anticipa la ministra Mariastella Gelmini. «Abbiamo proposto una norma di legge che verrà inserita in un decreto legge ad hoc o nel cosiddetto decreto Ronchi sui supplenti annuali. Attraverso una convenzione che coinvolge welfare, istruzione e Inps – sostiene la Gelmini – a questi lavoratori verrà garantita un’indennità di disoccupazione e una via preferenziale per l’accesso alle supplenze brevi». Ancora da chiarire quanti saranno i precari coinvolti: si parla di cifre che oscillano tra 12 e i 16 mila fra gli insegnanti e circa 7.000 unità fra il personale ausiliario, tecnico e amministrativo [Ata]: i numeri si conosceranno forse a metà settembre, dopo che il ministero avrà approntato una banca dati incrociata con l’Inps.
Soddisfatto lo Snals, che valuta il provvedimento come un’estensione degli ammortizzatori sociali ai precari della scuola. Positivo è il giudizio del segretario generale della Uil scuola, Massimo Di Menna, anche per il coinvolgimento delle Regioni. Una strada peraltro già intrapresa, viste le convenzioni già sottoscritte con le due Regioni autonome Sicilia e Sardegna e la disponibilità di molte altre, dal nord al sud, che porta dritta alla regionalizzazione dell’istruzione.
Fuori dal coro, invece, ci sono non solo i sindacati di base e i comitati dei precari, ma soprattutto la Cgil, che nega che i «contratti di disponibilità» contenuti nel decreto legge annunciato ieri dalla Gelmini possano essere considerati ammortizzatori sociali. «Nessuna estensione degli ammortizzatori sociali, nessuna risorsa in più per i precari, conferma dei tagli previsti anche per i prossimi anni, nessuna certezza sulle stabilizzazioni del personale docente e quello tecnico amministrativo Ata. Nessun cambiamento quindi nella politica scolastica di questo Governo – dice senza mezzi termini Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc [Federazione lavoratori della conoscenza] Cgil – Questo è quanto è emerso durante la riunione con i funzionari del ministero. Il ministro Gelmini spaccia il contratto di disponibilità come la panacea per la drammatica situazione dei precari licenziati dopo i tagli previsti da Tremonti. Il provvedimento fantasma, condiviso politicamente dal consiglio dei ministri, ma non esaminato nel merito né approvato, in realtà non attribuisce nessuna risorsa in più per il personale precario: si limita a garantire l’utilizzo intermittente dell’indennità di disoccupazione, che sarebbe comunque stata erogata a questo personale e prevede una priorità sulle supplenze temporanee assegnate dalle scuole, annullando di fatto l’utilizzo delle attuali graduatorie d’istituto».
Tutto questo, dice la Flc Cgil, mentre le scuole registrano sofferenze finanziarie che hanno reso difficile, lo scorso anno, il pagamento degli stipendi dei precari. E mentre continuano in tutto il paese le mobilitazioni del personale della scuola, docente e non, e le proteste delle famiglie. A farsi sentire è addirittura il Moige, movimento italiano genitori, che chiede la garanzia della sicurezza degli alunni all’interno delle aule scolastiche, «in riferimento ai gravi rischi di sovraffollamento che sembrano palesarsi a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico». La sicurezza dei ragazzi non può essere messa ancor più in discussione da aule troppo numerose: «I nostri ragazzi hanno il diritto di poter seguire le lezioni in un ambiente agevole, salubre e soprattutto sicuro. Troppo spesso le scuole rappresentano purtroppo già dei luoghi che necessitano di essere messi in sicurezza; non vogliamo aggiungere a tale situazione un ulteriore potenziale fattore di pericolo. Chiediamo che le istituzioni garantiscano ai nostri figli un’istruzione sicura: non ci possono essere deroghe quando si parla della loro incolumità – dicono i genitori del Moige – Sicuramente gli alunni di classi eccessivamente numerose godranno di una minore attenzione verso le necessità e le peculiarità del singolo».

di Anna Pacilli

Link: http://www.carta.org/campagne/beni+comuni/conoscenza/18206

La crisi tra Svezia e Israele


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C’è una storia che, se confermata, supererebbe le fantasie dei più macabri sceneggiatori di Hollywood. Secondo il popolare quotidiano svedese Aftonbladet, soldati dell'esercito israeliano avrebbero sequestrato, ucciso e smembrato giovani palestinesi per rivenderne gli organi, a partire dal 1992. La storia è basata su testimonianze di parenti delle vittime e corredata da un reportage fotografico che sembra tratto dalla Terra dei Morti Viventi. Una guerra diplomatica sta infuriando tra Israele e il governo svedese, che è presidente di turno della UE: Netanyahu chiede al premier svedese una ferma condanna, quest'ultimo si rifiuta, citando la libertà di stampa sancita dalla Costituzione svedese, mentre in Israele è scattato il boicottaggio dell'IKEA. Si potrebbe archiviare la storia tra le “accuse del sangue” della propaganda antisemita, non fosse che, un mese fa, quattro potenti rabbini ultra-ortodossi di Brooklyn sono stati arrestati proprio per contrabbando di organi...

La foto del giovane Bilal risale al 1992, mostra un cadavere sfigurato, con un'enorme cicatrice dal mento all'inguine. Il ragazzo diciannovenne, che per anni aveva lanciato pietre contro i carri armati israeliani a Nablus, venne ucciso in un'operazione dell'IDF e il suo corpo sparì per alcuni giorni. Quando l'esercito lo rese alla famiglia, al momento della sepoltura il sacco si aprì, mostrando l'orribile cicatrice. Secondo l'IDF il corpo aveva subito un'autopsia a Tel Aviv, secondo i genitori il ragazzo è stato ucciso a sangue freddo e i suoi organi prelevati. Il giornale svedese riporta anche altre testimonianze di parenti di palestinesi rapiti durante i raid dell'IDF, uccisi e poi ritornati con la caratteristica cicatrice “zip” dalla testa allo stomaco. Nell'articolo viene inoltre riportato uno studio, secondo il quale la metà dei reni trapiantati in Israele dal 2000 ad oggi sono stati acquistati illegalmente in Turchia, Europa dell'Est e Sudamerica. Secondo il giornale, il Ministero della Sanità israeliano è al corrente del fenomeno ma non è mai intervenuto (il Ministero non ha smentito la notizia, riproposta in Israele da Ha'aretz).

L'ambasciatore svedese a Tel Aviv si è affrettato a condannare l'articolo, ma il governo svedese ha censurato l'ambasciatore, ribadendo che in Svezia la libertà di stampa è uno dei pilastri della Costituzione e il governo non deve intromettersi. Il governo israeliano ha denunciato la storia come un caso emblematico del peggiore anti-semitismo. Il ministro degli esteri, Lieberman, ha rievocato a questo proposito il fatto che, proprio come durante la Seconda Guerra Mondiale, la Svezia ancora una volta non fa nulla per salvare gli ebrei. Il premier Netanyahu ha rincarato la dose, esigendo “non delle scuse, ma una condanna formale da parte della Svezia.” Il capo dell'Ufficio Stampa del governo israeliano ha infine revocato il pass all'autore svedese dell'articolo e, con macabro umorismo, gli ha chiesto un esame del sangue per accertare se è un potenziale donatore di organi. La reazione del quotidiano Aftonbladet a queste critiche è stata immediata e decisa: l'editore conferma la storia e ne pubblica una seconda puntata, anche in risposta alle accuse di anti-semitismo dei quotidiani rivali.

Questa vicenda ai confini della realtà ha già avuto un risvolto imprevedibile: un migliaio di israeliani hanno dato il via al boicottaggio dell'IKEA di Netanya, nei pressi di Tel Aviv, partendo da una petizione online e promettendo azioni sul campo. Nel frattempo, l'ambasciata svedese a Tel Aviv è presidiata da decine di persone che chiedono scuse formali da parte della Svezia. Mentre la stampa israeliana, su Yedioth Ahronot, comincia a chiedersi perché il ministro degli esteri Lieberman abbia dato così grande risalto all'articolo invece di ignorarlo, mentre Ha'aretz chiede a Netanyahu di licenziare Lieberman per i danni che sta arrecando al paese.

La veridicità della storia, che se avallata da altre fonti potrebbe portare all'accusa di crimini contro l'umanità, resta tutta da dimostrare. Anche se casi isolati di traffico di organi sono plausibili in un contesto di occupazione militare o di guerra, sembra inverosimile l'ipotesi che l'IDF abbia coperto attivamente il crimine lungo un periodo di diciassette anni. Ma parlando di traffico di organi, non può non balzare alla mente la recente ondata di arresti a New York e in New Jersey.

Cinque rabbini ultra-ortodossi e tre sindaci dell'area newyorchese capeggiavano un cartello criminale dedito, tra le altre attività, al traffico di organi e la contraffazione di borse griffate. Ispirandosi liberamente al celebre sketch sul "trapianto di organi vivi" dei Monty Python, i rabbini convincevano gente bisognosa, ma in buona salute, a cedere un rene in cambio di diecimila dollari, per poi rivenderlo al prezzo di centosessantamila. Resta da chiarire a cosa servissero le borse Gucci taroccate: pare venissero usate al posto di quelle originali, per non rovinarle durante le operazioni di trasporto degli organi. La maggior parte del denaro in contanti utilizzato per le attività criminose era di provenienza israeliana. Anche se per il momento non ci sono legami tra le due storie parallele di traffico di organi, molto resta ancora da scoprire...

di Luca Mazzucato

Ex ospedale Regina Elena, nessuno sgombero, nessuna repressione fermeranno la nostra lotta...fino alla vittoria!


Video realizzato dai Blocchi Precari Metropolitani

Dopo lo sgombero dell'ex ospedale Regina Elena, i movimenti per il diritto all'abitare e i centri sociali occupano il tetto dei Musei Capitolini in piazza del Campidoglio e allestiscono una tendopoli a piazza Madonna di Loreto... contro il clima di violenza e paura in cui Alemanno vuole gettare Roma.

Nessuno sgombero, nessuna repressione fermeranno la nostra lotta...fino alla vittoria!

Siamo tutti sullo stesso tetto!

Fonte: http://asia.rdbcub.it/

Comparso su http://www.contropiano.org/

Link: http://www.contropiano.org/Documenti/2009/Settembre09/07-09-09VideoSenzaTetto.htm

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