venerdì 18 settembre 2009

La RAI e "il Grande Lecchino"


"Mi assumo per intero la responsabilità di aver anticipato in prima serata la puntata di "Porta a porta" e del rinvio di "Ballarò"". Il direttore generale Rai Mauro Masi si fa carico del flop di ascolti che ha affondato il salotto di Vespa, ospite Silvio Berlusconi, e dunque della rivoluzione dei palinsesti che in settimana ha scatenato una tempesta politica.

L'"amministratore" di Viale Mazzini parla dinanzi al consiglio di amministrazione Rai riunito per quattro ore sui nodi che arroventano il clima in azienda e fuori da giorni. Tenta soprattutto di allontanare accuse e sospetti sul presidente del Consiglio e su Bruno Vespa per la gestione dell'intera vicenda. Il presidente della Rai, Paolo Garimberti, introducendo i lavori, aveva ribadito tutte le sue perplessità sul premier ospite unico del salotto di Raiuno, sulla trasmissione anticipata alle 21, sul rinvio forzato di "Ballarò", sugli affondi senza contraddittorio del presidente del Consiglio contro stampa, Raitre e opposizioni.

"Sbagliati i modi, sbagliati i tempi" secondo il numero uno dell'azienda. Ancora ieri sera, a "Ballarò", Pier Ferdinando Casini parlava di "straordinario apparato propagandistico del governo" e dell'"eccesso di zelo del dg, che ha modificato il palinsesto per favorire il premier senza prevedere che la gente poi si stufa dei monologhi: ma vi immaginate la Merkel che si impone in prima serata?" I cinque consiglieri di centrodestra, nella riunione di ieri, hanno fatto quadrato attorno al direttore Masi, i loro colleghi di opposizione hanno contestato ancora la scelta punita dagli ascolti (Porta a porta al 13% di share, contro il 22 della fiction Mediaset).

Altro nodo rovente, quello delle trasmissioni prese di mira dal premier Berlusconi. "Annozero" in testa. Il format di Michele Santoro prenderà il via regolarmente giovedì 24 settembre, ha assicurato Mauro Masi, unica incognita il contratto di Marco Travaglio, "per motivi legali, perché in passato la mancanza di contraddittorio agli interventi del giornalista ha creato problemi, più volte l'Agcom ha diffidato "Annozero", per non dire dei rischi economici di quegli interventi". Da qui la proposta del dg di rimettere al cda la scelta sul contratto più "caldo" della squadra di Santoro (gli altri confermati). Ma quella decisione spetta al direttore, hanno ribattuto tutti i consiglieri, pidiellini compresi. La firma allora arriverà entro lunedì, ha garantito Masi, lasciando intendere che il contratto di Travaglio però sarà condizionato da clausole legali. Sbloccato dopo qualche titubanza, invece, il contratto per le 128 puntate di "Parla con me" di Serena Dandini, in onda dal 29 settembre al 28 maggio.

Resta aperta la partita delle nomine dei direttori di RaiTre e Tg3. Insistente il pressing del Pdl perché tutto si sblocchi nel cda di giovedì prossimo, dopo l'audizione di Masi in Vigilanza. Il nome che il centrodestra sponsorizza per la Rete guidata finora da Paolo Ruffini è quello di Giovanni Minoli. I consiglieri di centrosinistra fanno quadrato attorno alla "riserva indiana", l'unica, dell'opposizione in Rai. Molto più probabile, stando a quanto filtra dal cda, che a sbloccarsi la settimana prossima siano altre nomine, da Rainews alle vicedirezioni dei tg.

di CARMELO LOPAPA

DISARMIAMOLI!!!


Il manifesto nazionale per il ritiro delle truppe in Afghanistan, sul quale abbiamo raccolto un significativo numero di adesioni, vuole essere uno strumento utile a tutte le realta' che, sui vari territori, continuano la lotta contro le guerre di aggressione e la militarizzazione della societa'.

Tutte le realta' sociali, sindacali, politiche, le singole soggettivita'che vogliano utilizzarlo per promuovere iniziative, banchetti o per la semplice affissione in luoghi di lavoro, scuole, universita', strade e piazze possono richiederlo chiamando Roberto al 3381028120.

Il costo e' di 1 euro a manifesto piu' le spese di spedizione. Le spedizioni si effettueranno per minimo 10 manifesti.
Le guerre e le occupazioni coloniali continuano, dobbiamo continuare nella lotta contro di esse.

La Rete nazionale Disarmiamoli!

Fonte: www.disarmiamoli.org

Comparso su http://www.contropiano.org/

Link: http://www.contropiano.org/Documenti/2009/Settembre09/15-09-09ManifestoAfghanistan.htm

CLICCA SUL MANIFESTO PER VISIONARLO E SCARICARLO in formato .PDF

Il TAR sconfessa Sacconi e l'ipocrisia


ROMA - A nessuno, che sia cosciente o incosciente, possono essere imposte alimentazione e idratazione forzata e anche in caso di stato vegetativo un cittadino può esprimere ex post la propria volontà di interrompere terapie giudicate inutili, comprese proprio alimentazione e idratazione. Il Tar del Lazio - accogliendo un ricorso del Movimento difesa dei Cittadini all'ordinanza Sacconi emanata lo scorso anno, nei giorni del caso Eluana - boccia di fatto la legge sul testamento biologico già approvata alla Camera e al vaglio del Senato, nella quale si afferma che alimentazione e idratazione artificiali sono atti imprescindibili che il malato in stato vegetativo non può rifiutare tramite una dichiarazione anticipata di trattamento. (Vedi anche Eluana: ecco il testo della vergogna)


La sentenza. "I pazienti in stato vegetativo permanente - si legge nella sentenza - che non sono in grado di esprimere la propria volontà sulle cure loro praticate o da praticare e non devono in ogni caso essere discriminati rispetto agli altri pazienti in grado di esprimere il proprio consenso, possono, nel caso in cui loro volontà sia stata ricostruita, evitare la pratica di determinate cure mediche nei loro confronti".

E ancora: il paziente "vanta una pretesa costituzionalmente qualificata di essere curato nei termini in cui egli stesso desideri, spettando solo a lui decidere a quale terapia sottoporsi". Il Tar, nella sentenza n. 8560/09, ha evidenziato che si tratta di questioni che coinvolgono il "diritto di rango costituzionale quale è quello della libertà personale che l'art. 13 (della Costituzione, ndr) qualifica come inviolabile".

Il Tribunale amministrativo ha poi ricordato che è entrata in vigore la convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità che impone che venga loro garantito il consenso informato. Infine, ha sottolineato come il rilievo costituzionale dei diritti coinvolti escluda che gli stessi possano essere compressi dall'esercizio del potere dell'autorità pubblica.

La conseguenza è l'esclusione della giurisdizione del giudice amministrativo spettando, in caso di violazione dei principi richiamati dal Tar, al giudice ordinario garantire il pieno rispetto dei diritti della dignità e della libertà della persona.

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