sabato 17 ottobre 2009

SudAmerica: "HASTA" il trionfo della sinistra bolivariana



Le opzioni “bolivariane”, secondo i sondaggi, trionferanno nelle prossime elezioni - Bolivia e Uruguay si preparano ad affrontare rispettivamente in Dicembre e in Ottobre, elezioni presidenziali e legislative di notevole importanza. In Bolivia c’è in gioco il progetto di cambiamento di Evo Morales, caratterizzato dall’approvazione di una nuova Costituzione, la quale ha permesso allo stesso di governare in favore dei più poveri, che costituiscono la maggioranza nel paese.


In Uruguay si prevede un cambio di rotta giacché, nonostante il favorito nei sondaggi, José Mujica, sia il candidato del Frente Amplio, attualmente al governo, egli rappresenta la fazione rivoluzionaria, costituita dal Partito Comunista e dai Tupamaros, della coalizione di sinistra. Mujica ha già parlato di un processo costituente che consenta di intraprendere profondi cambiamenti, una scommessa per l’integrazione latinoamericana.

Tanto Morales come Mujica sono in testa ai sondaggi pubblicati poco prima delle elezioni nei loro rispettivi paesi. Il leader indigeno può fare affidamento su un 54% di intenzione di voto, superando di alcune decine di punti il risultato ottenuto nel 2005, quando venne eletto per la prima volta. Secondo lo stesso sondaggio elaborato da “Ipsos Apoyo Opinione e Mercato”, Morales vincerà in 6 dei 9 stati componenti la Bolivia e negli altri 3 riuscirà a migliorare i risultati ottenuti negli anni passati.

Sempre secondo le stime, Morales otterrà i punteggi migliori a La Paz (73%), Potosì (69%) e Cochabamba (60%), mentre i risultati peggiori a Santa Cruz (25%) e Beni (21%). L'altro principale candidato, il già espulso dalla carica mediante voto popolare Manfred Reyes Villa, ex-governatore di Cochabamba, non supera il 20% delle intenzioni di voto a livello nazionale.

Secondo lo stesso sondaggio, Manfred Villa non supererebbe neanche il 45% dei voti in quelle località che rappresentano capi saldi dell’opposizione come Santa Cruz o Pando, e in generale in tutto lo stato non sarà in grado di superare il 20%.

Per quanto riguarda la conformazione di Parlamento e Senato boliviani, si stima che il MAS possa ottenere la maggioranza in entrambe le camere, ottenendo così il riconoscimento popolare definitivo che gli permetterà di sviluppare il proprio programma di governo, dato che in seguito alle precedenti elezioni l’opposizione, riuscendo a conseguire il controllo del Senato, è stata capace di rallentare costantemente e talvolta stroncare le iniziative del Governo Morales.

Non molto differente appare la situazione in Uruguay, dove José Mujica può contare, secondo i sondaggi, su un 45% di intenzione di voto, in testa al candidato Luis Alberto Lacalle, del conservatore Partido Nacional.

Mujica sembra ottenere maggior consensi di tutti i restanti partiti uruguayani congiunti e il Frente Amplio può adagiarsi sulle prospettive favorevoli di ottenere la maggioranza parlamentare, sebbene di coalizione.

La maggior parte dei sondaggi osserva una crescita di Mujica e del suo Frente Amplio e un declino delle opposte fazioni di destra.

di
Gonzalo Sanchez per Adital

Traduzione di Marica Ganelli

Comparso su: A SUD

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