lunedì 19 ottobre 2009

Colombia, la sfacciataggine di un Governo mafioso


Il programma del Ministero dell'Agricoltura e dello Sviluppo Rurale, l'Agro Ingreso Seguro(AIS), che nelle dichiarazioni del governo dovrebbe rappresentare il

programma per i sussidi ai contadini col pomposo obiettivo di "ridurre la diseguaglianza nel settore agricolo" e favorire il ritorno dei contadini poveri alle terre coltivabili usurpate dal paramilitarismo di Stato, ha assegnato un sussidio pari a 194 milioni di pesos (77.600 $) ed un credito preferenziale (senza obbligo di garanzia) pari a 500 milioni di pesos (200.000 $) a Ismael Augusto Pantoja Carrillo, alias 'El Negro', narcotrafficante estradato negli Stati Uniti attualmente detenuto in un carcere del New Jersey.

Questo mafioso avrebbe ricevuto il credito nel gennaio del 2008, all'interno della piattaforma per le micro, piccole e medie imprese rurali.

Oltre allo scandalo connesso all'assegnazione di fondi pubblici ad un mafioso, salta agli occhi in generale il carattere classista della politica economica del narco-presidente Álvaro Uribe Vélez, che permea tutte le istituzioni del paese e si concretizza, fra l'altro, nei considerevoli regali fatti ad un gruppo di famiglie di politici e latifondisti, soprattutto in alcuni dipartimenti della costa Atlantica; la stessa oligarchia che, guarda caso, ha sostenuto la campagna elettorale di Uribe ed i gruppi paramilitari del paese, amici del presidente.

In proposito, il fraudolento programma Agro Ingreso Seguro é servito in particolar modo a elargire soldi che sono finiti sui conti bancari di parenti stretti di quei parlamentari colombiani che, maggiormente, si erano spesi in fase di promozione/approvazione del referendum rielezionista al Congresso della Repubblica.

Il suo immediato responsabile, il ministro dell'agricoltura Felipe Arias (detto "Uribito", poiché sembra un giovane clone di Uribe), non solo non ha avuto la decenza di dimettersi e di rinunciare alla prospettiva di candidarsi alle elezioni presidenziali nel 2010 (qualora Uribe non si potesse ripresentare), ma ha anche avuto la sfacciataggine di affermare che "per diminuire la disuguaglianza era necessario dare più soldi ai ricchi" (sic!)

Questi politici mafiosi non possono e non devono continuare ad opprimere il popolo colombiano nella più totale impunità, forti del silenzio complice della cosiddetta "comunità internazionale".


Fonte: NUOVACOLOMBIA

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