mercoledì 21 ottobre 2009

La Selex sistemi integrati ( Finmeccanica) e l'accordo politico-commerciale con la Libia


Qualche giorno fa, una delle società controllate da Finmeccanica, la Selex sistemi integrati, ha concluso un accordo politico-commerciale con la Libia. Un accordo, che come al solito è passato in sordina nella variegata e controllata informazione italiana. Il contratto prevede una protezione con sensori elettronici, dei confini sahariani del paese nordafricano. Si tratta di un “appalto” che riduce e non di poco, le responsabilità del Belpaese, in materia di immigrazione e non solo. Infatti, grazie a questo vantaggioso contratto, il ruolo di Finmeccanica, società che ha come azionista di riferimento il ministero dell'economia, si rafforzerà in un settore emergente, come quello della homeland security, la sicurezza interna. Si tratta di un mercato in forte crescita ed espansione: 45 miliardi di dollari nel 2006, che secondo gli analisti del settore, aumenterà superando i 100 miliardi nel 2016. Una scelta quella di Finmeccanica, favorita anche dalle politiche di riarmo e securitiy, volute dall’attuale esecutivo. Mentre per quanto riguarda la specificità dell’appalto, va detto: l'Italia da incarico alla Libia, di effettuare “il lavoro sporco” evitando cosi in prima persona di esporsi alle decine di accuse che gli sono piovute addosso negli ultimi tempi, riguardanti i respingimenti in mare di cittadini provenienti da terre lontane. Accuse è bene sottolineare, rivolte al governo italiano, per mancato rispetto del diritto internazionale. E per tornare al contratto firmato dalla Finmeccanica, tramite Selex Sistemi Integrati, con la Libia, è bene sottolineare che questo, ha un valore di 300 milioni di euro. Si tratta di realizzare un grande sistema di protezione e sicurezza dei confini libici, in particolare quelli che guardano verso Niger, Ciad e Sudan, zona quest’ultima, da dove partirebbe il maggior numero di migranti diretti in Europa, secondo l’ Intelligence italiana. Parte essenziale del contratto, riguarda l’addestramento da parte di Selex, degli operatori e dei tecnici, che assicureranno anche le opere civili, indispensabili alla costruzione dell’impianto sensoriale. Una collaborazione, quella con la Libia, che darà modo a Finmeccanica di primeggiare nel settore delle armi e della homeland security, in un area di forte interesse strategico. Non è un caso , quindi che l’intervento nella trattativa tra le parti,dell’Intelligence italiana, sia stato risolutivo, come raccontano fonti ufficiose vicine all’esecutivo libico. Anche le dichiarazioni del presidente della società, Per Francesco Guarguaglini, fanno capire bene l’importanza di questo accordo: “In Libia ci sono varie prospettive e questa commessa costituisce un'importante referenza anche per altri paesi” Si parte quindi, con la decisa repressione dei migranti diretti in Europa, e si finisce per ottenere appalti nel ambito del settore militare. Pietra miliare è stato, va la pena ricordarlo, l’ormai “famoso” Trattato di amicizia italo-libico, firmato non molto tempo fa, dal colonnello Gheddafi e dal Premier Silvio Berlusconi.

di Giampaolo Poniciappi

Link: Contropiano

Forze armate Usa: due miliardi di dollari al giorno per finanziare le proprie missioni di guerra a livello planetario


Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America avrà a disposizione quasi due miliardi di dollari al giorno per finanziare le proprie missioni di guerra a livello planetario ed acquisire nuovi sistemi d’arma dal complesso militare industriale nazionale. Il Congresso, a stragrande maggioranza, ha approvato il National Defense Authorization Bill che assegna alle forze armate un budget da 680,2 miliardi di dollari per il prossimo anno. Il piano finanziario diventerà operativo subito dopo la firma del presidente Barack Obama, ma alcuni emendamenti approvati potrebbero creare qualche frizione all’interno dell’Amministrazione USA.

Una parte consistente degli investimenti sarà destinata allo sviluppo del nuovo cacciabombardiere F-22 “Raptor”, destinato ai reparti di volo dell’US Air Force
. Si tratta senza dubbio del cacciabombardiere più costoso mai prodotto al mondo. Il suo prezzo si aggira intorno ai 361 milioni di dollari per unità e proprio per questo Washington ha dovuto abbandonare i vecchi programmi che puntavano all’acquisizione di 750 caccia, ridimensionando le commesse ai “soli” 187 approvati con il piano finanziario 2010. Ciononostante i nuovi aerei comporteranno una spesa finale superiore ai 63 miliardi di dollari.

Prodotti da Lochkeed Martin e Boeing, gli F-22 vengono classificati dal Dipartimento della Difesa come velivoli tattici per la supremazia aerea (Advanced Tactical Fighter - ATF) e l’attacco al suolo, le cui “prestazioni non sono comparabili a nessun aereo attualmente operativo o in fase di progettazione”. Dotati di caratteristiche
stealth che li rendono invisibili ai radar nemici, i bombardieri potranno volare ad una velocità massima compresa tra l’1,82 e i 2 Mach. Funzioneranno pure come “mini aerei radar AWACS”, grazie ai sofisticati sistemi di bordo che consentono l’identificazione e la designazione dei possibili bersagli. Tra essi, in particolare, i sistemi di ricezione AN/ALR-94 capaci di localizzare i segnali radar nemici sino a 250 miglia di distanza ed il radar “Northrop Grumman AN/APG-77” che può seguire bersagli multipli a lunga distanza e con ogni condizione atmosferica.

La versatilità nelle operazioni di attacco e di distruzione dei “Raptor” è assicurata dall’ampio ventaglio dei sistemi che lo armano: le munizioni aria-terra teleguidate
JDAM (Joint Direct Attack Munition) come le bombe LMTAS/Boeing GBU-32 e le Small Diameter Bomb (SDB) con guida GPS; il cannone rotante M61A2 Vulcan da 20 mm con 480 colpi scaricabili in soli 5 secondi di fuoco; i missili a medio e corto raggio “MBDA Meteor”, AIM-120D AMRAAM e Raytheon AIM-9X. L’F-22 è dunque un velivolo di incomparabile valore strategico per le odierne e future operazioni di “guerra globale”, al punto che nel settembre 2006, con voto unanime, il Congresso ha vietato la possibilità di esportarne la tecnologia anche ai più fedeli paesi alleati USA.

Per il 2010 si prevede inoltre una spesa di 512 milioni di dollari per consentire all’US Navy di acquistare altri 9 caccia F/A-18E/F “Super Hornet” e 22 nuovi velivoli per la guerra elettronica EA-18G “Growler”. Sempre a favore della Marina militare è stato pienamente finanziato il programma di trasformazione e potenziamento delle portaerei e di altre importanti unità da combattimento; inoltre è stata approvata la prima tranche di spesa per 19 miliardi di dollari per l’acquisto entro il 2014 di 8 sottomarini a propulsione nucleare della classe “Virginia”, che si aggiungeranno agli 8 già operativi. Dotati ognuno di 4 lanciatori di siluri Mk-48 e di 12 missili da crociera a lancio verticale BGM- 109 “Tomahawk (di cui esistono versioni convenzionali e nucleari), i sottomarini della classe “Virginia” sono prodotti da General Electric Dynamic Boat e Northrop Grumman.

Grosse acquisizioni anche per le forze terrestri. Il Congresso USA ha infatti autorizzato la spesa di 6,7 miliardi di dollari per lo sviluppo e la produzione del nuovo veicolo blindato anti-mine “M-ATV”, prodotto dal consorzio Northrop Grumman - Oshkosh Defense Corporation. I primi prototipi dell’“M-ATV” sono stati testati l’estate scorsa dagli uomini della 173^ Brigata Aviotrasportata dell’US Army di Vicenza, in occasione di un’esercitazione tenutasi nelle colline di Hohenfels (Germania). Complessivamente il Pentagono prevede l’acquisizione di 4.296 blindati, 2.244 già commissionati nel giugno 2009 e che dovrebbero essere in buona parte realizzati entro il marzo 2010 per operare nei teatri di guerra di Iraq, Afghanistan e Pakistan. Il budget della Difesa per il 2010 assicura inoltre altre importanti acquisizioni da parte dell’US Army, in particolare elicotteri da guerra AH-64 “Apache, UH-60 “Blackhawk”, UH-72 “Lakota”, OH-58 “Kiowa Warrior” e CH-47 “Chinook”.

560 milioni di dollari sono invece previsti per nuovi programmi di sviluppo del cacciabombardiere multiruolo F-35 “Lightning II”, finalizzati in particolare alla realizzazione di un nuovo motore del velivolo. Si tratta, in quest’ultimo caso, di una spesa di 420 milioni non prevista originariamente dal Pentagono e la cui approvazione è all’origine del conflitto tra il Congresso e il Segretario della Difesa, Robert Gates. “Non esiste assolutamente la necessità di modificare il motore esistente”, ha dichiarato Gates, che ha pure minacciato di chiedere al Presidente Obama di porre il veto all’emendamento approvato.

Prodotto dal consorzio statunitense Lockeed Martin – Northrop Grumman e dalla britannica BAE Systems, l’F-35 è dotato di capacità
stealth e viene utilizzato per il supporto aereo ravvicinato e il bombardamento tattico. I sistemi di morte ospitati a bordo comprendono un cannone GAU-22/A da 25 mm, munizioni a grappolo WCMS, bombe GBU-39 e missili aria-aria ed aria-terra AIM-120 AMRAAM, AIM-132 ASRAAM, “Brimstone” e MBDA “Meteor”. A differenza però del cacciabombardiere F-22, l’F-35 è destinato in buona parte all’esportazione ai paesi partner. Nove di essi (Australia, Canada, Danimarca, Gran Bretagna, Israele, Italia, Paesi Bassi, Norvegia e Turchia) hanno già dato la loro disponibilità a concorrere al finanziamento delle prime fasi di sviluppo del nuovo caccia, per cui è prevista una spesa di 4,37 miliardi di dollari. L’Italia, in particolare, è pronta a fare la sua parte, impegnandosi con un contributo di un miliardo di dollari, per consentire ad Alenia (gruppo Finmeccanica) di concorrere all’assemblaggio di una parte delle componenti di volo. Il governo italiano punta inoltre a dotare l’Aeronautica e la Marina Militare di 131 velivoli F-35, buona parte nella versione a decollo corto e atterraggio verticale.

Il
National Defense Authorization Bill autorizza pure lo stanziamento di 7,5 miliardi di dollari per “l’addestramento e l’equipaggiamento dell’esercito e della polizia nazionale afgana” e 700 milioni di dollari a favore di militari e poliziotti del Pakistan per rafforzare i presidi e i pattugliamenti delle frontiere con l’Afghanistan. Il Congresso ha infine autorizzato il trasferimento di attrezzature e mezzi USA presenti attualmente in Iraq alle forze di sicurezza nazionali e a quelle dell’Afghanistan.

di Antonio Mazzeo

Link: sottolebandieredelmarxismo

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