lunedì 2 novembre 2009

A Fondi Marrazzo si era opposto agli interessi della camorra. La camorra conosce i gusti di Marrazzo e lo filma e lo ricatta...


L’ omertà, lo squallore e la dimostrazione che gli uomini delle istituzione hanno in mente tutto fuorché i bisogni della gente. (Gila)

Poiché l’informazione è serva del potere, l’informazione dice quel che il potere vuole sia detto. Tace sul resto. Il popolo la segue come il cane segue la coda della volpe e va dove il potere lo manda.

Oggi la tv è tutta un chiacchiericcio osceno su Marrazzo e le trans. Non una parola sullo scontro tra Marrazzo e il Comune di Fondi colluso con la camorra.

A Fondi Marrazzo si era opposto agli interessi della camorra. La camorra conosce i gusti di Marrazzo e lo filma e lo ricatta. Il Governo aveva rinunciato a commissariare il comune di Fondi, ponendosi nei fatti dalla parte della camorra, per un ordine “che viene dall’alto”. B, facendo gli interessi suoi e quelli di qualcun’altro, telefona a Marrazzo avvisandolo del filmato. E’ una intimidazione che dice: “Sei nelle nostre mani, farai quello che vogliamo”.

Marrazzo aveva posto ai vertici del mercato ortofrutticolo di Fondi un tecnico dalle note capacità, per bloccare le infiltrazioni della camorra. E aveva espresso parere negativo su una nomina in cui sono coinvolte due società, IMOF e MOF, che gestiscono il mercato immobiliare con personaggi legati alla ’ndrangheta e alla camorra. E’ tutto nelle accuse formulate dal prefetto Frattasi e dai magistrati competenti quando hanno chiesto il commissariamento del Comune di Fondi. Perfino uno come Storace arriva a dire che "sarebbe interessante capire quali atti (relativi al governo della Regione) siano stati compiuti tra la fine di giugno e ottobre per capire chi facesse pressione su chi”.

Chi è ricattato dalla criminalità non si limita a pagare in denari, paga anche in altri modi.

Marrazzo aveva detto: “Le istituzioni devono immediatamente dare un segnale inequivocabile sul Comune di Fondi. Anche questa bomba testimonia l’esistenza di un clima di violenza e illegalità che mette sotto assedio la città e i cittadini. In questa situazione lo scioglimento è un atto indifferibile. Il Comune di Fondi va sciolto senza più dubbi perché non possiamo consentire che la cittadinanza resti prigioniera di questa emergenza legalità e sicurezza.”

Ma B non vuole.

La richiesta di scioglimento del Comune di Fondi per pesanti condizionamenti mafiosi sull’attività amministrativa risale al febbraio 2009. Sebbene richiesta per 2 volte anche dal Ministro dell’Interno Maroni, il Governo l’ha respinta con giustificazioni paradossali, rifiutando il commissariamento. Alla fine Sindaco e maggioranza hanno scelto di dimettersi da soli.

All’interno del Governo c’erano forti resistenze al commissariamento. Il Comune di Fondi è governato dal 2006 da una maggioranza in cui prevale FI per il 46%.

Dopo le dimissioni dell’amministrazione, accusata di infiltrazione mafiosa, il Governo sceglie ancora non sciogliere il Comune, ma si limita a nominare un commissario fino alle elezioni amministrative di marzo. In questo modo, sindaco e consiglieri dimissionari potranno ricandidarsi. Gli stessi consiglieri che da mesi sono accusati di presunte collusioni con la mafia, potranno ripresentarsi alle prossime elezioni, per scelta di Maroni. Di Pietro chiede le dimissioni di Maroni.

Minniti: “Al di là delle chiacchiere di Maroni, non sciogliere il comune di Fondi costituisce una Caporetto dello Stato di diritto e della lotta contro la mafia".

Altrettanto duro è l’affondo unitario di tutto il gruppo Pd della commissione Antimafia: ’’La mafia ha sconfitto lo Stato ancora una volta. Il governo ha ceduto alle pressioni dei partiti locali del cdx dunque esponendo il prefetto e tutte le forze dell’ordine ai poteri mafiosi”. Dovendo scegliere tra camorra e Stato, B ha scelto la camorra. Su questa strada ci stava Marrazzo e Marrazzo è stato fatto fuori. Il fascismo ammazzava gli avversari politici. Oggi alla morte si sceglie la gogna.

La richiesta di scioglimento di Fondi giaceva sul tavolo di Maroni da oltre un anno. Centinaia di pagine elaborate dalla una commissione a cui hanno fatto parte esponenti delle forze dell’ordine e della Prefettura di Messina. Il Governo non ha mai risposto.

Pedica (IdV): “E’ una vergogna assoluta che il Consiglio dei ministri abbia bocciato la tesi di Maroni e su pressione di alcuni ministri abbia deciso di tenere il commissariamento e far tornare al voto gli stessi consiglieri che si sono dimessi. Il Comune non è stato sciolto. Maroni è stato sconfitto e se è coerente dovrebbe dimettersi». Napolitano non dovrebbe firmare questa porcata ma firmera’ perche’ ha svenduto il suo potere ed è ostaggio di una forza bruta a cui non tenta nemmeno di opporsi. Questo è lo stato dell’Italia attuale.

di Viviana Vivarelli - Masada 1024. Calvario

Tratto da masadaweb.org

Comparso su Bellaciao.org


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