giovedì 30 dicembre 2010

Con la Fiom per difendere le libertà e i diritti di tutti

D’Alema ha fatto la sua scelta: con Marchionne e contro la Fiom. Con qualche se e qualche ma, come è nello stile slalomistico della casta Pd, ma la sostanza non cambia. Si tratta di un vero e proprio cambiamento di fronte, che rischia di “fare epoca” certificando la definitiva morte del Pd, perché l’inciucio con Marchionne nel quale D’Alema trascina il partito (Bersani seguirà?) ha un sapore strategico, molto più grave perfino dei tanti inciuci “tattici” (comunque devastanti) con Berlusconi.

Anche il diktat di Marchionne, servilmente e prontamente firmato da Uil e Fim, certamente farà epoca, come hanno prontamente e servilmente gorgheggiato gli aedi di regime. Si tratta di capire di quale “epoca” si tratti. A giudicare senza pregiudizi, si tratta in campo sociale dell’analogo rappresentato dalle leggi berlusconiane di bavaglio ai giornalisti e camicia di forza ai magistrati, fin qui fermate dalla sollevazione popolare della società civile. Quei disegni di legge, che il governo non ha rinunciato a far approvare, segnano un salto di qualità verso approdi specificamente fascisti dell’attuale regime. Un equivalente funzionale e soft (soft?) di fascismo risulta anche il diktat di Marchionne. Se qualcuno ritiene il rilievo eccessivo, si accomodi a considerare le seguenti e modeste verità di fatto.

La Sicilia e il linguaggio dei dolci

Sicuramente, non vi sarà sfuggita la strana notizia di un fatto accaduto, nei giorni scorsi, all’uscita di un magazzino di Catania, dove un bonario “Babbo Natale” prima offre a un uomo una caramella e poi l’arresta.
Strana, ma non troppo poiché il donatore altro non era che un carabiniere travestito.
Un espediente intelligente che, oltre a rendere giustizia ai militari dell’Arma di certe ingenerose ironie, ha assicurato alla legge un estorsore che aveva appena ritirato la mesata del “pizzo” ossia 260 euro che il titolare del negozio pagava al clan di pertinenza fin dai tempi della lira.
Allora erano 500 mila lire ora sono 260 euro, una somma quasi equivalente al valore ufficiale attribuito all’euro (1.936 lire).
Se non si trattasse di un’estorsione, si potrebbe parlare di un cambio, tutto sommato, onesto. A differenza delle associazioni dei commercianti che, in combutta col governo dell’epoca, hanno attribuito all’euro il valore arbitrario di 1.000 lire, scombussolando i bilanci delle famiglie italiane.

Sicilia e Mediterraneo all’interno dei nuovi scenari della globalizzazione

On. Spataro, ho l’impressione che lei provi imbarazzo nel constatare che, da uomo appartato, ha una grande libertà di parola e di scrittura. Non mi spiegherei altrimenti la sua cortese resistenza a non farsi intervistare.

In verità, durante la mia lunga esperienza politica ho sempre cercato di pensare e di agire da uomo libero; anche da dirigente e deputato nazionale del Pci, partito regolato al suo interno dal “centralismo democratico”.
Il fatto è che mi danno fastidio l’attuale processo di omologazione, verso il basso, del ceto politico, l’asservimento della politica e di certa informazione agli interessi dei grandi gruppi finanziari e economici.
Questa corsa affannata di uomini e donne che per un posto di consigliere o deputato o di assessore sono disposti a rinunciare alla loro libertà e dignità.
La politica, i partiti mi appaiono costruzioni artificiose, ingannevoli, mirate a conseguire obiettivi di affermazione personale. Perciò, cerco di starne alla larga. Anche se, collaborando con “La Repubblica” e con altri giornali e riviste, mi sforzo di continuare a dare un contributo al cambiamento, sempre dalla parte dei lavoratori, dei giovani e della legalità.
Cose che non si possono fare più all’interno dei partiti, anche di sinistra, dove il confronto delle idee è praticamente vicino allo zero.

lunedì 27 dicembre 2010

Gli insulti dell'idiota assunto da Alemanno all'Atac

"La Parentopoli di Alemanno, divenuta ormai una vera e propria 'fascistopoli', ogni giorno che passa è sempre più odiosa e vergognosa". Paolo Masini, (Pd) denuncia così l'ultimo scandalo che coinvolge gli assunti "neri" della gestione Alemanno. Secondo quanto raccontato dal Messaggero, durante i suoi turni di lavoro all'Atac, Francesco Bianco - già processato per rapina, omicidio e tentato omicidio insieme ai fratelli Fioravanti, con cui partecipò nel '78 al raid in cui rimase ucciso il militante rosso Roberto Scialabba e alla guida dell'auto durante l'assalto all'armeria Centofanti che costò la vita a Franco Anselmi - avrebbe voluto sparare 'colpi di mortaio' o 'pece bollente' ai ragazzi che manifestavano il 22 dicembre contro la riforma Gelmini. E dai colpi di mortaio, Bianco passava al dileggio: "Annate a lavorà e se non ce riuscite fateve raccomandà". E sugli ebrei, la sua bacheca ha molti commenti: una Jessica alle 15,23 fa notare: «Me sembrano pacifici... lasciali passa’». E un'altra alle 15,29: «giusto pacifici... praticamente giudei», dove sembra chiaro il riferimento al presidente della Comunità ebraica Riccardo Pacifici.

giovedì 23 dicembre 2010

La Gelmini e i 5 milioni di euro ''a sostegno del progetto pluriennale 'Talmud" per la traduzione integrale del testo sacro ebraico in lingua italiana

Tra i tagli alla scuola e all'università, il ministro dell'Istruzione trova 5 milioni per finanziare, tramite il Cnr, la traduzione in italiano del testo sacro ebraico.

Nel pomeriggio del 14 dicembre, il giorno della fiducia a Berlusconi, mentre Roma bruciava e gli studenti assediavano i palazzi della politica, la commissione Cultura del Senato approvava a maggioranza lo 'schema di decreto ministeriale recante ripartizione del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca, per l'anno 2010'.

Tra gli stanziamenti previsti da questo decreto a firma del ministro Mariastella Gelmini - che all'inizio di gennaio verrà sottoposto al parere della commissione Cultura della Camera - figurano ben 5 milioni di euro ''a sostegno del progetto pluriennale'Talmud', che vede il Cnr collaborare con l'Unione delle comunità ebraiche italiane - Collegio rabbinico italiano (Ucei-Cri) per la traduzione integrale in lingua italiana, con commento e testo originale a fronte, del Talmud, opera fondamentale e testo esclusivo della cultura ebraica''.

Gaza, nonostante il silenzio della stampa, gli attacchi israeliani continuano nella Striscia




E' sorprendente constatare quanti giornalisti internazionali, anche fra i più quotati, una volta giunti a Gaza riportino come l'assedio si sia attenuato osservando i negozi strapieni di cianfrusaglia e il declino del mercato nero dei tunnel negli ultimi mesi.

Senza necessariamente entrare nella Striscia basterebbe documentarsi con i rapporti delle maggiori organizzazioni per i diritti umani per comprendere la situazione reale. Recentemente, 21 fra le maggiori Ong che operano a Gaza, fra le quali Amnesty International, Oxfam, Save the Children, Christian Aid and Medical Aid for Palestinians hanno denunciato come un milione e mezzo di abitanti della Striscia, (più della metà sono bambini) continuano a essere strangolati da un assedio illegale sotto ogni punto di vista.

lunedì 20 dicembre 2010

Honduras, paese in balia dell'esercito golpista

Il governo, erede dei golpisti, ha dispiegato soldati e paramilitari contro contadini inermi colpevoli di protestare contro la militarizzazione delle loro vite e la minaccia di continui sfollamenti in nome del profitto.

"Il regime di fatto, agli ordini del magnate che possiede più di 250mila ettari di terra, Miguel Facusse, sta per mettere in atto unosfollamento violento di umili contadini econtadine che accompagnati dalle loro famiglie hanno iniziato un lungo sit-in di protesta lungo la strada che porta da Tocoa a Trujilla, nel dipartimento di Colon, sull'altura della loro comunità, la Guadalupe Carney". Questo era quanto ci raccontava martedì 14 dicembre una esponente del Consiglio civico delle organizzazioni popolari e indigene d'Honduras (Copinh), organizzazione attiva da anni in strenua difesa dei diritti umani in un paese che nel giugno 2009 ha subito un colpo di stato e da allora è sotto un governo legato a doppio filo ai golpisti. Un grido di aiuto che non ha però sortito nessun effetto preventivo.

domenica 19 dicembre 2010

Dopo la bocciatura del Tar RIPARTE L’INIZIATIVA CONTRO IL RIGASSIFICATORE

La sentenza del Tar del Lazio che annulla la procedura d’approvazione del progetto del rigassificatore di Porto Empedocle sta provocando una serie di reazioni a catena.
La turbolenza non investe solo la provincia di Agrigento ma, direttamente, anche il governo della Regione dentro il quale è esplosa una pesante polemica fra due assessori che il presidente Lombardo, invece di spiegarne le ragioni all’opinione pubblica, vorrebbe sedare con intimazioni autoritarie.
Una lite clamorosa, non dovuta a nervosismo o a mala creanza, ma al disagio che crea la decisione del Tar che potrebbe scombussolare accordi dichiarati e intese sottaciute, di vario livello e natura, e provocare serie preoccupazioni anche in importanti ambienti finanziari e imprenditoriali, non solo siciliani.
Le cose, dunque, si complicano anche perché, un mese prima della sentenza del Tar, la revoca dei permessi era stata chiesta ai vari ministri competenti dall’on. Fabio Granata, vicepresidente dell’Antimafia nazionale ed esponente del Fli che sostiene la giunta Lombardo, “per possibili infiltrazioni mafiose nel business del rigassificatore empedoclino”.

mercoledì 15 dicembre 2010

Contro i ladri di futuro ribellarsi è giusto!!!

Mentre dentro le aule istituzionali si realizzava il teatrino della politica, nelle strade di Roma ed anche in altre città, migliaia e migliaia di ragazzi hanno rivelato pubblicamente l'esistenza di una nuova generazione politica che intende pesare come variabile indipendente sullo scenario generale del paese.
Migliaia di giovani e giovanissimi hanno portato in piazza la percezione diffusa di chi vede il loro futuro rubato dagli eurocrati di Bruxelles, dai ricchi finanzieri europei e dalla loro longa manu bipartizan in Italia, ma hanno anche dimostrato una determinazione importante nel cercare di far pesare sulla bilancia le esigenze sociali dentro la crisi piuttosto che i ridicoli balletti parlamentari di maggioranza e opposizione. Chi parla di black block per spiegare la durezza degli scontri nella capitale mente sapendo di mentire o si rifugia in una versione opportunista di fronte alla realtà.

domenica 12 dicembre 2010

La destra razzista argentina alle dipendenze del governatore di Buenos Aires Mauricio Macri

Migliaia di senzatetto occupano il Parco Indoamericano a Buenos Aires e la Polizia Metropolitana, controllata dal governatore di destra della città, spara e ne assassina tre. Di fronte al governo prima di Néstor Kirchner e poi di Cristina Fernández, che dal 2003 hanno proclamato che non si reprimerà la protesta sociale con la forza, la destra al governo nella capitale, usa i suoi uomini per rinverdire l’uso della violenza e rinnova l’argomento razzista: tutta colpa dei migranti.
L’occupazione per la richiesta di case popolari è cominciata martedì scorso. Immediatamente la polizia metropolitana, alle dipendenze del governatore Mauricio Macri, ha aperto il fuoco. Bernardo Salgueiro, un ragazzo paraguayano di 22 anni, e Rosemary Churupuña di 28 anni, boliviana, secondo alcune fonti, sono stati praticamente “fucilati” dalla polizia. Da lì non solo l’occupazione non è cessata, ma centinaia di altre persone sono giunte a dar man forte a chi chiede un alloggio. I presunti responsabili degli omicidi, membri della polizia metropolitana controllata dal governo di destra della città, sono stati immediatamente sospesi dal governo federale e la magistratura ha ordinato la perquisizione della sede della stessa polizia metropolitana.

Berlino: fuoco contro l’integrazione

BERLINO. Giovedì scorso è stata lanciata una bomba incendiaria rudimentale contro il Centro culturale islamico iraniano di Berlino e Brandeburgo, nel quartiere berlinese di Tempelhof. L’attentato non ha prodotto vittime né feriti, ma la tensione rimane alta, perché negli ultimi sei mesi Berlino è stata testimone di sei azioni criminose nei confronti di luoghi di culto islamici; azioni che, secondo gli inquirenti, potrebbero essere collegate fra loro, e quindi organizzate. Non mancano le reazioni dal mondo politico, dove già qualcuno associa gli attentati al dibattito sull’integrazione e sull’immigrazione, tema che sta assorbendo l’attenzione dei tedeschi già da qualche tempo.
La bottiglia contenente il liquido infiammabile è stata lanciata nelle prime ore della mattinata di giovedì. Testimoni, per il momento, non ce ne sono: il luogo di culto islamico si trova alle spalle dell’ex- aeroporto di Tempelhof, in una zona residenziale ormai lontana dal non-stop turistico delle zone centrali della metropoli berlinese. La facciata ha preso subito fuoco, ma l’incendio non ha ferito nessuno: all’interno dell’edificio erano presenti due fedeli che hanno avvisato tempestivamente le forze dell’ordine. La polizia ha spiegato che l’incendio si è spento da sé, lasciandosi dietro soltanto una facciata annerita. Un atto criminoso di bassa entità, in sostanza.

venerdì 10 dicembre 2010

Roma, gli ex fascisti sistemati dal sindaco Alemanno

Boia chi molla, gridava a fine anni Ottanta il giovane Gianni Alemanno, al tempo capo del Fronte della Gioventù e fedelissimo di Pino Rauti, leader dell'ala movimentista dell'Msi e futuro suocero.

Vent'anni dopo, nessuno può accusarlo di incoerenza: Gianni, diventato sindaco di Roma, non ha mollato nessuno. Non ha tradito, non ha lasciato per strada i vecchi camerati, nemmeno quelli finiti in galera per banda armata e atti terroristici, neppure i personaggi più discussi della galassia d'estrema destra protagonista degli anni di piombo. Anzi.

Nell'anno di grazia 2010 Roma è sempre più nera, con fascisti ed ex fascisti che spuntano dappertutto. Nei posti cardine dell'amministrazione comunale e nell'entourage ristretto del nuovo Dux, nell'assemblea capitolina e nelle società controllate dal Comune, passando per enti regionali e ministeri.

mercoledì 8 dicembre 2010

Trent'anni senza John

Sono passati trent'anni dall'8 dicembre 1980, Mark Chapman gli si parò davanti nei pressi della sua casa di New York e, prima di sparare, gli disse: "Ehi mister Lennon, sto per entrare nella storia". Trent'anni dopo John Lennon, in tutto il mondo, resta non solo l'icona della rivoluzione musicale e culturale rappresentata dai Beatles, ma anche, con le sue clamorose iniziative di protesta, il simbolo di una presa di posizione pacifista, contro ogni guerra.

martedì 7 dicembre 2010

USA, a Natale senza sussidio

Dopo il "no" del Congresso, 2 milioni di disoccupati rimarranno senza sussidio statale già da prima di Natale.

"È difficile da credere". Alla vigilia della votazione al Congresso degli Stati Uniti sull'estensione dei benefici assicurativi federali per i disoccupati statunitensi, il New York Times pubblicava un editoriale in cui si sosteneva quanto fosse arduo accettare un blocco dei sussidi per coloro che non hanno altro mezzo di sostentamento che l'aiuto pubblico.

domenica 5 dicembre 2010

Lo sfruttamento Fiat in Polonia

Riteniamo utile far conoscere alcuni importanti elementi informativi che i compagni del sindacato “Agosto 80” della Fiat di Tychy in Polonia ci hanno inviato per l’incontro del 5 dicembre 2010. La prima parte è relativa ai salari, agli orari e alle condizioni di lavoro; la seconda racconta la storia del sindacato stesso. I compagni della Fiat di Tychy saranno a Torino il prossimo 5 dicembre.
Salari, orari, condizioni di lavoro
1.    1.      Salari
·        stipendio medio4.679,30 zloty (± 1.185,91 €) secondo l'Ufficio Centrale delle Statistiche, inclusi gli straordinari, per i primi nove mesi del 2010.
·        lo stipendio più basso è di 9,41 zl all'ora (2,385 €/h) + 15% di premio, ai quali bisogna aggiungere 500 zl al mese (€ 126,70) in qualità di superminimo e il supplemento mensile per la produzione diretta che varia dai 69,20 zl ai 91,28 zl(da 17,53 € a 23,13 €) secondo la categoria.

mercoledì 1 dicembre 2010

"Questo Paese, o meglio buona parte di esso, non se lo meritava un Monicelli"

Le grandi domande esistenziali non mi interessano. Chi siamo e dove andiamo sono cose su cui non mi sono mai soffermato. Quelle bischerate là servono solo ad alimentare l'angoscia. MarioMonicelli 






Sono cresciuto con una televisione dove era buona norma, ogni volta che ci lasciava un grandissimo protagonista della storia del cinema, dedicare la prima serata successiva alla scomparsa trasmettendo una sua opera cinematografica.

martedì 30 novembre 2010

Era, E' e Sarà Monicelli

Si è tolto la vita a 95  anni preferendo non convivere con le conseguenze del tumore alla prostata che lo faceva soffrire, lo intristiva e lo umiliava. E' stato grande con il suo cinema come lo furono con la poesia ed il romanzo Leopardi e Manzoni. Rappresentava  una bellissima Italia con il suo Don Chisciotte: Brancaleone e con gli eroi della Grande Guerra e di tutto il suo cinema, Nel film i compagni ci ha insegnato il socialismo come apostolato. . Era persona integerrima che aveva orrore della involuzione nella volgarità della destra dell'Italia berlusconiana. Era stato maestro di cultura civile fino agli ultimi giorni della sua vita condividendo la protesta dei giovani e del mondo della cultura. Da oggi saremo tutti molto più poveri e soli,.

domenica 28 novembre 2010

Brunetta a L'Aquila, quanta bassezza e mediocrità, oltre alla statura, intendiamoci

E’ successo a L’Aquila, nota località colpita, 19 mesi fa,  da un gravissimo terremoto, e poi sfruttata dal governo come vetrina mediatica per vantare opere miracolose fatte di sperperi inaccettabili a beneficio di alcuni prescelti.
Zuppa di legumi, selezioni di salumi e formaggi locali, crespelle di verdure, ravioli al sugo tradizionale, prosciutto affumicato con ananas, bocconcini di vitello al sugo e dolce di mascarpone agli agrumi. Il tutto servito da, tre camerieri qualificati, uno chef della federazione italiana cuochi, e il maitre che segue regolarmente i più importanti eventi dell’ azienda, compreso il G8 aquilano. Questo era il menù del catering del ministro, completamente gratuito, un omaggio (e che omaggio!) al convegno.
Brunetta, non solo si è presentato con un largo ritardo di 30 minuti mettendo in difficoltà tutta l’organizzazione del ristorante, ma si è anche lamentato fomalmente.

venerdì 26 novembre 2010

Lo scudo siciliano


Dal laboratorio politico siciliano è uscito un nuovo prototipo: lo scudo morale.
E così, dopo gli scudi “umano”, “spaziale”, “fiscale”, ecco arrivare questo nuovo prodotto destinato al mercato della (anti)politica, anche a rischio di screditare le istituzioni d’appartenenza di coloro che, anche in buona fede, si prestano al gioco.
L’ha inventato il presidente della Regione, on. Raffaele Lombardo, per difendersi dagli attacchi dei suoi tanti avversari e per meglio affrontare la tempestosa navigazione del suo quarto governo e la grave vicenda giudiziaria che lo sovrasta.
Lo scudo morale del governatore è questa giunta di “tecnici” prestati (d)alla politica, fra i quali spiccano alcuni apprezzati servitori dello Stato e precisamente due magistrati e un ex prefetto.
Senza nulla togliere agli altri assessori, non c’è dubbio che queste tre presenze costituiscono il nucleo duro dello “scudo” siciliano.
Sono, infatti, questi tre assessori, con le loro qualifiche ed esperienze professionali e retaggi familiari, a mettere -come si suole dire- il governatore in una botte di ferro.
Anche se, a ben guardarlo, lo scudo siciliano, per quanto smagliante di luce alchemica, non appare così irresistibile.

martedì 23 novembre 2010

Berlusconi, il mistificatore dei mistificatori telefona a Ballarò e si infuria per il suo fallimento assoluto

Attacco furioso per telefono di Silvio Berlusconi a Giovanni Floris, il conduttore di Ballarò di Raitre. Il programma parla dell'emergenza rifiuti a Napoli e il premier chiama in diretta. «Lei la deve smettere di interrompere quando si tenta di dare una informazione corretta rispetto a un misfatto - ha detto il Cavaliere, in collegamento telefonico con la trasmissione in onda su Rai Tre e alzando la voce - Lei crede che la Rai sia sua mentre è pagata da tutti i contribuenti. Siete dei mistificatori. Di televisione ne so più di lei». Il conduttore gli ricordava l'accordo fatto per trasmettere la telefonata, ossia che avrebbe risposto alle domande. 

La politica delle balle..."non ecologiche"

Invece di dare risposte sensate, la consorteria che controlla il Pdl campano - e non solo campano - si sta scannando per accaparrarsi i milioni che Berlusconi ha promesso, con un decreto che il presidente Napolitano dovrebbe promulgare senza averlo ancora nemmeno visto. E comunque dobbiamo sapere che la soluzione non verrà certo da lì.

A sette mesi dalla visita della delegazione del parlamento europeo, che aveva constatato il disastro provocato da 14 anni di gestione commissariale dei rifiuti campani e dai due di gestione Bertolaso, è ora la volta di una delegazione della Commissione europea, il cui responso è molto più gravido di conseguenze; perché non potrà che confermare il blocco dei finanziamenti Ue determinato da una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia. Il capodelegazione ha già dichiarato che rispetto a due anni fa niente è cambiato (il che non è esatto, perché la situazione si è ulteriormente aggravata) e presto la Commissione europea dovrà prendere atto di quello che si è finora rifiutata di ammettere: e cioè che le numerose denunce dei molti comitati che si sono rivolte a lei e al parlamento europeo sono pienamente fondate; e che le smentite del governo e di Bertolaso, secondo cui tutto era in via di riordino e l'emergenza era stata superata, erano sonore balle.

sabato 20 novembre 2010

Come la mafia è entrata nella finanza (L'Unità, 3 Novembre 1979)

Prendendo spunto dalla violenta, e in gran parte immotivata, polemica scatenata contro Roberto Saviano e il programma di Rai-tre "Vieni via con me" sulla presenza della ndrangheta, e in genere delle mafie, a Milano e in Lombardia, sono andato a rispolverare un mio vecchio articolo  pubblicato su " L'Unità" del 3 novembre 1979 (31 anni fa!) che denuncia l'intreccio mafia-finanza milanese. 
L'articolo è stato inserito nel libro (del 1982) "Per la Sicilia- rendiconto parlamentare agli elettori" che si avvale della presentazione dell'on. Giorgio Napolitano.
   Rilevo anche che oggi le rimostranze contro Saviano provengono dalla Lega nord e dai giornali di Berlusconi, allora, verso di me, sono venute dai circoli dirigenti milanesi del mio partito, il PCI, i quali ritennero infondate, esagerate quelle considerazioni.
   Ovviamente, i dirigenti del Pci milanese non reagirono con l'intento di nascondere la triste realtà che si stava sviluppando, ma per difendere una certa immagine di Milano, capitale morale, capitale operaia e della cultura 'antifascista che allora il PCI, in gran parte, rappresentava. Forse, sottovalutarono certe tentazioni dell' l'altra Milano", quella degli affari facili e non sempre leciti.    
In realtà, ben presto, si sarebbero dovuti accorgere che le cose scritte in quell'articolo erano solo la punta di un iceberg. 



C'è un punto che, seppure già avvertito di più, non viene ancora fuori con la necessaria chiarezza e che potrebbe riassumersi in una domanda ricorrente: quali mutazioni sono avvenute, e in quale direzione, in questi ultimi anni, dentro la mafia?

Artigiani della democrazia

Antonio Di Pietro ha paventato recentemente il pericolo che il mese di  discussione per l’approvazione del patto di stabilità finanziaria sia troppo lungo per non indurre in tentazione qualche parlamentare e fargli cambiare idea circa la fiducia a Berlusconi, posticipata al voto sul Bilancio.
Certo sarebbe immorale e non lecito “tentare di costringere, convincere, magari pagando, senatori e deputati, a dare il voto ad un governo che non ha più la fiducia del parlamento, ma che tenta di comprarla come fosse una merce qualsiasi”.
Di Pietro parla di mercato delle vacche, io parlerei, metafora per metafora, soprattutto in tempi di vacche magre, piuttosto di mercato di porcelli, per maggiore attinenza con la legge elettorale in vigore.
Non che non si possa cambiare idea. Tra l’altro è un segno di intelligenza. A tutti, anche e soprattutto ai parlamentari, è concesso il diritto di scegliere con libertà; la disonestà, il mero tornaconto personale, che inducesse a comportamenti spudorati, altrimenti, farebbe torto al paragone bestiario, facendolo diventare offensivo per gli stessi animali, vacche o maiali che siano. Cosa che potrebbe accadere anche con altri sistemi elettorali diversi dal porcellum, confortati da migliori leggi di selezione della classe politica. Ma sicuramente con incidenza statistica inferiore.

giovedì 18 novembre 2010

Il PD e la caccia al cinghiale

Il PD attraversa una gravissima crisi di identità, che giustifica le contraddizioni della sua classe dirigente.
Cavalcare le elezioni primarie, come ha fatto anche nel giornale di Partito, definirle “sentinelle della democrazia” e poi farsi venire il mal di pancia per i risultati di Milano, fino alle dimissioni dei suoi vertici cittadini, la dice lunga sulla linearità di scelte, che si rivelano evidentemente solo propagandistiche.
La partecipazione evocata con le primarie invece restituisce ai cittadini elettori quanti di energia propositiva e li rende giustamente complanari, almeno sotto il profilo delle proposte, alle organizzazioni partitiche. E’ quello che serve in Italia: la partecipazione della gente, senza la quale i partiti, tutti, sono casse di risonanza di se stessi o meglio delle loro oligarchie.

sabato 13 novembre 2010

Per chi suona la campana?

Sono rintocchi lugubri, terebranti , che incutono tristezza, rabbia e paura per gli uni; suoni di incertezza, ma anche di speranza e non ancora di festa, per gli altri.
La seconda Repubblica ha tirato le cuoia, sepolta, come la prima, da molteplici scandali; ma, diversamente dalla prima Repubblica, se ne va purtroppo senza alcun merito e comunque non per i numerosi episodi torbidi di tipo economico – finanziario, coinvolgenti personaggi di primo piano della compagine governativa; e nemmeno muore per le abitudini sessuali del nostro primo ministro e dei suoi presunti amori venali. Che le fanno da cornice, molto adatta peraltro.
Allora in molti si rimboccarono le maniche, e la classe dirigente – perché esisteva una classe dirigente, politica e non - ricostruì l’Italia, fondandola sui valori della Costituzione. Il Fiume Po scorreva relativamente tranquillo dalla sorgente alla foce, senza che i rituali pagani celebrati da capipopolo improvvisati ne ridicolizzassero i suoi giorni e questo avvenne per molto tempo. Don Camillo e Peppone si fronteggiavano, ma servivano il popolo l’uno e l’altro, a modo loro.

Attaccare la scuola dovrebbe diventare come attaccare Israele: una rogna che nessun politico si vuole accollare

Ogni autunno, piove e c'è lo Sciopero degli Insegnanti.
I genitori vedono un piccolo cartello sul portone.
Aguzzando la vista, leggono qualcosa come, «non sarà garantito il regolare svolgimento...». Sotto, una raccolta impronunciabile di lettere, che si presume siano le sigle di sindacati. Motivazioni comprensibili, nulla.
«Lo fanno apposta a scioperare di venerdì!», bofonchia un genitore, particolarmente arrabbiato perché, dove lavora lui, non può più scioperare. E quindi prova un rancore tutto particolare per chi ha ancora quel diritto. Un altro grugnisce, «c'hanno pure il posto sicuro, bisognerebbe licenziarli in tronco questi lavativi!»

venerdì 12 novembre 2010

In Turchia se parli del Pkk finisci in galera

In Turchia, chi scrive e parla di Partito dei lavoratori del Kurdistan e di “questione kurda” rischia tuttora di essere multato o di finire in galera.

A lanciare l’allarme, nei giorni scorsi, erano stati sia l’Unione europea e che l’ong Reporters sans frontieres, che in due distinti interventi avevano posto l’attenzione sulle gravi limitazioni che subisce la libertà di stampa ad Ankara.

Ma una nuova controprova si è avuta nella giornata di ieri. Prima con la notizia della multa comminata alla rete televisiva Cnn Turk (responsabile di aver trasmesso delle dichiarazioni di un deputato kurdo ritenute “celebrative” del Pkk) e poi con la riapertura del processo di due croniste del quotidiano Taraf (accusate di “propaganda a favore di un’organizzazione terroristica”).

giovedì 11 novembre 2010

Marocco: riesplode violentissima la battaglia del popolo Saharawi

Le sabbie del Sahara si impregnano di sangue. Dopo vent'anni anni di cessate il fuoco riesplode violentissima la battaglia del popolo Saharawi. Da tre settimane 20mila saharawi hanno lasciato Layoun, la loro antica roccaforte, per accamparsi a 15 chilometri, nella zona di Agdaym Izik. Un modo per ribellarsi alle condizioni di vita dei circa 200 mila profughi che stanno a Tindouf, in Algeria. Ieri notte, però, la protesta è finita nel sangue. Secondo i racconti di alcuni testimoni, centinaia di poliziotti e coloni marocchini avrebbero fatto irruzione nel campo distruggendo tremila tende. Il risultato è una carneficina: 11 morti e oltre 700 i feriti. «Ora è in corso una caccia al saharawi casa per casa» dichiara il leader del Fronte Polisario Mohamed Abdelaziz che ha lanciato un appello all'Onu: «Chiediamo con urgenza l'invio di una missione dell'Onu a Laayoune», la capitale della regione, «per garantire la sicurezza e i diritti dei cittadini sahrawi davanti alla brutalità e violenza delle forze di occupazione marocchine».

martedì 9 novembre 2010

Morto Massera, il torturatore, il sequestratore, il carnefice, il membro della P2 finalmente se ne va..."all'inferno"






La giunta militare dopo il golpe in Argentina del '76


Aveva 85 anni ed era uno dei membri del regime militare che guidò il Paese fino all'83. Guidava la famigerata scuola della marina nella quale vennero torturate e fatte scomparire migliaia di persone. Incriminato anche per il sequestro dei figli dei desaparecidos.



BUENOS AIRES - È morto a Buenos Aires l'ex ammiraglio della marina Emilio Eduardo Massera, uno dei membri della giunta militare che rovesciò Isabelita Peron e guidò l'ultima dittatura in Argentina, dal 1976 al 1983, insieme a Jorge Rafael Videla, Leopoldo Galtieri e Orlando Ramón Agosti. Lo ha reso noto l'agenzia Telam, precisando che Massera, che aveva 85 anni, è morto a causa di un ictus presso l'Hospital Naval della capitale. Già nel 2003 era stato colpito da un'emorragia cerebrale che non gli aveva permesso di essere presente in tribunale dove doveva rispondere all'accusa di crimini contro l'umanità.

lunedì 8 novembre 2010

LA SERVITU’ VOLONTARIA

Berlusconi e la Sicilia: un rapporto molto speciale
Il caso e le circostanze hanno voluto che i festini di Berlusconi avessero un risvolto siciliano.
Non quello che il premier vorrebbe spiegare con la sua strampalata teoria secondo cui sarebbe tutta colpa di una perfida vendetta della mafia che gli invierebbe prostitute a ripetizione per comprometterlo.
Una misera frottola dentro un mare di guai, un’aggravante per lui giacché non si capisce come mai- pur nutrendo siffatto sospetto- le ha accolte, a braccia aperte, nelle sue dimore, nelle sue alcove.
Semmai, la connessione siciliana può essere colta nel fatto, meramente casuale, che Ruby, la scandalosa minorenne marocchina, venga da Letojanni, e soprattutto dai contenuti dei verbali della procura palermitana contenenti le dichiarazioni dell'escort, Nadia, che sostiene di avere avuto “incontri” non proprio protocollari col capo del governo della settima potenza industriale del Pianeta.
Vicende squallide, da maneggiare con cura poiché stanno sviando l’attenzione dalle vere difficoltà di Berlusconi provocate dalla crisi politica e del suo sistema di potere.

domenica 7 novembre 2010

"Mi fido di Vendola e dei suoi perché parlano e pensano con le subordinate restituendo così al linguaggio politico la possibilità dell’analisi del periodo..."

Di Vendola mi piacciono l’intelligenza e le parole. Pure i suoi capelli brizzolati. Mi piace perché ha capito, con Deleuze e Guattari che non ci manca la comunicazione, ne abbiamo anche troppa, ci manca la creatività. Ci manca la resistenza al presente. Mi piace, di Vendola e dei suoi, la fiducia nella lingua italiana, nella sua possibilità di dire le cose con un gergo che non sia né calcistico, né da talk show, né d’appendice e che, al contempo, tenga insieme il gioco, la fossa alle grida, i bisogni, gli affetti. Appartengo a una generazione che ha dovuto ingoiare l’intuizione dalemiana per la quale la politica è una questione da tecnici e che ha quindi visto le sezioni ex Pci scolorire per essere rimpiazzate dalle sezioni di partiti di centrosinistra, di “ma anche”, o da quelle della destra, più o meno sociale, più o meno nera.

sabato 6 novembre 2010

“Antropologia del cavaliere”

Un interessante commento di Rodotà da La Repubblica del 5 novembre 2010
Implacabili, si sono via via accumulati nel tempo (si approssima il ventennio) i materiali che ora ci presentano a tutto tondo la figura di chi ha dato il tono a questa fase: Silvio Berlusconi. Con una sorta di irresistibile perentorietà sono sempre più manifesti i tratti di una personalità in qualche modo emblematica di come oggi ci si possa affacciare sulla scena pubblica, conquistarla, segnarne i caratteri. Nasce da qui una nuova antropologia, che non è soltanto la somma e l´esibizione di antichi vizi italiani.
Ma è anche l´effetto di un loro impastarsi con la post-modernità del sistema mediatico, con la cancellazione della distinzione tra sfera pubblica e sfera privata, con la personalizzazione estrema della politica.

Sospesi in cielo

Sono 5 e sono arrampicati e sospesi in cielo, su una gru, ormai da sabato scorso. Il vento gli ha strappato il debole riparo di una tenda e le coperte. Ma vanno avanti, anche se, insieme alla pioggia, la stanchezza s’infila nelle loro ossa. Siamo a Brescia, terra di fatica per tanti e di ricchezze insultanti per qualcuno. Poche le telecamere e i giornalisti mobilitati, non tutti gli immigrati sono uguali. La notizia che tira e che fa vendere i giornali é quella del bunga bunga di casa Arcore e di una giovanissima immigrata che si esibisce in danze pubiche per vivere e che può contare sulla carità ormonale del nostro premier. Non va così per i nostri immigrati in rivolta, esclusi dalla sanatoria.
Aruf, uno di loro, lavora in Italia dal 2006. Anche dieci ore al giorno per 500 Euro. Briciole. Non ha trovato nessun samaritano lungo il suo percorso di schiavitù, ma un datore di lavoro che è scappato e che nullificato così la sua domanda, legittima, di sanatoria. Così per tutti gli altri, per i quali i permessi di soggiorno rischiano di non arrivare mai, per la colpa di esser stati truffati dal cantiere o dalla ditta che li faceva lavorare.

venerdì 5 novembre 2010

...e intanto, i benpensanti a pancia piena erano tutti convinti che i lavoratori dovevano cedere per il bene della Patria...

Marchionne si è incontrato con il neoministro dell'industria ed a quanto pare ne ha ricavato quello che voleva. Uscendo ha avuto la grande generosità di dire che la Fiat non lascerà l'Italia ed ha negato di averlo minacciato  prima . Ha detto che il mercato non deve essere drogato (sic!) dagli incentivi per la rottamazione. Segno evidentissimo che ha ottenuto i soldi in altro modo anche se non sappiamo ancora quale. Ha confermato la scelta dello stabilimento a Pomigliano d'Arco che darà lavoro a cinquemila persone. Naturalmente, per sfuggire ai pochi obblighi di legge che ancora restano in piedi dopo il collegato lavoro, la fabbrica di Pomigliano sarà una Newco, una Fiat che giuridicamente ha un altro vestito per non pagare dazio ed azzerare quanto non le conviene.
 Dopo l'incontro con il Ministro, Marchionne si è riunito con Bonanni ed Angeletti ed hanno confabulato da "complici" come vuole Sacconi su come meglio affrontare il dissenso Fiom visto che i licenziamenti e le tante indimidazioni messe in atto da qualche tempo a questa parte non hanno sortito l'effetto di terrorizzarne i dirigenti operai ed indurli
a più miti consigli.

mercoledì 3 novembre 2010

Vi ricordate Rachel Corrie?

Rete controg8
per la globalizzazione dei diritti
Mercoledì 3 novembre dalle 18 alle 19 sui gradini del palazzo ducale di genova, 440°
 ora in silenzio per la pace.


Nel marzo del 2003 l’attivista US-americana Rachel Corrie –nel tentativo di proteggere una casa palestinese dalla demolizione- fu investita e uccisa da una ruspa dell’esercito israeliano.

lunedì 1 novembre 2010

Silvio e l'impunità per manifesta incapacità di intendere e volere

Bossi: Berlusconi doveva essere furbo e far telefonare a un altro  -  (Il Messaggero del 1 novembre.)

Una grande lezione di dignità quella che Bossi impartisce...!!!

Non censura l'abuso di autorità del cavaliere, ma il metodo.... Bene la telefonata per evitare che la minorenne rimanesse nelle mani della polizia, con il rischio che svelasse tutto ciò che il cavaliere vuole mantenere segreto in nome della privacy; tutto bene l'inventata parentela con Mubarak che impone all'Italia una figuraccia internazionale....

Tutto bene madama la marchesa....

Dilma Rousseff, primo capo dello Stato donna del Brasile

Primo capo dello Stato donna del Brasile: e' un risultato storico quello raggiunto da Dilma Rousseff, la 'candidata-erede' di Lula, che al ballottaggio e' diventata il nuovo presidente del paese battendo l'oppositore socialdemocratico Jose' Serra. I dati usciti dall'avveniristico sistema delle urne elettorali del Brasile, alle quali sono stati chiamati a votare 135 milioni di persone, dicono chiaramente che il colosso dell'America Latina ha scelto la continuita' della sinistra progressista rigorosa e senza scossoni incarnata da Lula.

''Sradicare la miseria dal Brasile e dare opportunita' a tutti'': e' l'impegno preso da Dilma Rousseff, che nel suo primo discorso quale presidente eletto del paese ha sottolineato l'importanza del fatto di essere il primo capo dello Stato donna della nazione sudamericana. La Rousseff ha avuto il 56% delle preferenze, pari a 55,5 milioni di voti, a fronte del 44% (43,5 milioni di voti) andato al suo rivale, il socialdemocratico Jose' Serra.

sabato 30 ottobre 2010

Yemen, è una gran confusione

Un antico adagio recita che il nemico del mio nemico è mio amico. Dopo svariati tentativi di venire a capo della situazione critica nel nord, dove impazzano ancora le bande di ribelli sciiti a cavallo del confine con l'Arabia Saudita, ecco che il presidente yemenita Abdallah Saleh tenta almeno di avere la meglio lungo il fronte meridionale.
Al sud, infatti, dopo anni di calma, è tornata a farsi sentire con veemenza la voce deisecessionisti. Lo Yemen, riunitosi nel 1990, è stato diviso per anni in due repubbliche: quella del Nord, su posizioni occidentali, e quella del Sud, d'ispirazione marxista e vicina all'Unione Sovietica. Finita la Guerra Fredda, le due parti si sono riunificate sotto il pugno di ferro di Saleh. Trent'anni di promesse, da parte del governo centrale di Sana'a, mai mantenute secondo le province del sud. Gravate di tasse ed escluse dal potere, sottoposte alla pressione di milioni di profughiin fuga dalla guerra del Corno d'Africa.

venerdì 29 ottobre 2010

Il precario finché è caldo continua a batterlo!

La sera del 19 ottobre, dopo appena due giorni di discussione, la Camera ha approvato senza ulteriori modifiche il famigerato “collegato lavoro”, aka ddl 1167, aka ddl 1441 (a seconda del ramo del Parlamento). Il disegno di legge conclude quindi definitivamente la sua lunga gestazione con la firma, stavolta obbligatoria, del Presidente della Repubblica, ed entrerà in vigore a stretto giro.
Curiosamente, nessun quotidiano in questi giorni dedica spazio alla questione, che pure è destinata ad avere molti più effetti per molti più italiani rispetto al Lodo Alfano che imperversa su TV e giornali. Quali effetti? Vediamoli.

Certificazione dei contratti e clausole arbitrali
È rafforzata la pratica, già prevista dalla “Legge Biagi” ma fino a oggi pressoché inutilizzata, della certificazione dei contratti. In pratica le parti possono chiedere che una commissione appositamente istituita accerti, anche preventivamente, che il contenuto del contratto di lavoro corrisponda alla reale natura del rapporto, con l’accordo del datore di lavoro e del lavoratore. Quanto il lavoratore sia davvero spontaneamente d’accordo e non invece costretto dalla necessità di ottenere o mantenere il lavoro, non c’è bisogno di spiegarlo. L’organizzazione di queste commissioni non a caso è affidata alla potente lobby dei consulenti del lavoro, che avrà “le funzioni di coordinamento e vigilanza per gli aspetti organizzativi”: le volpi che controllano l’organizzazione dei pollai.

giovedì 28 ottobre 2010

BORGES, VIAGGIO NELLA SICILIA DEL MITO



Jorge Luis Borges a Villa Palagonia, Bagheria,1984
(Foto di F. Scianna tratta da:www.digitalist-Borges.blogspot.com)



La "Rosa d’oro" palermitana 

(di ritorno da Buenos Aires)

"Ricordo che Borges era molto contento di andare in Sicilia. Per lui era una sorta di viaggio iniziatico alla scoperta di Palermo, la città da cui si origina il nome del suo barrio natale, e dell’Isola di Omero e dei filosofi greci a lui tanti familiari, fin da bambino."
Così Maria Kodama, vedova di Jorge Luis Borges, mi parla del loro viaggio aPalermo, in Sicilia, nel marzo del 1984dove il grande scrittore e poeta argentino fu insignito de "La rosa d’oro" un premio istituito dalla casa editrice palermitana"Novecento"
La signora Kodama è stata per lo scrittore compagna di vita e di lavoro, collaboratrice preziosa e intelligente; e anche la vista dei suoi occhi spenti.
Oggi, è la più fedele custode dei suoi ricordi; vive per Borges, per far conoscere la sua vasta opera, il suo pensiero. A questo scopo, oltre a dare interviste e a presenziare a premi e a simposi in giro per il mondo, ha creato, a Buenos Aires, il Museo e la Fundacion internacional J.L.Borges.
E visitando il Museo, dove è esposta in bella vista la Rosa d’oro palermitana, mi è venuta l’idea di domandarle un’intervista. 
Occupatissima fra conferenze e preparativi per il suo nuovo giro europeo saltò l’appuntamento. In cambio mi propose di fare l’intervista sul taxi che, l’indomani, l’avrebbe condotta all’aeroporto da cui doveva imbarcarsi per Francoforte dov’era attesa per la fiera del libro e - come abbiamo appreso dopo - per firmare un poderoso contratto con la Random House Mondadori che, dal 2011, potrà pubblicare in esclusiva tutte le opere dello scrittore in lingua spagnola.

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