giovedì 29 aprile 2010

“Laboratorio pugliese”: coraggiosa e senza compromessi continua la “rivoluzione gentile” di Nichi Vendola nel giorno della scomparsa di Antonio Gramsci

Sono passati 73 anni dalla morte dell’ideologo sardo Antonio Gramsci, uno dei padri fondatori della sinistra italiana; condannato dai fascisti a vent’anni di prigionia ed incarcerato fra il 1926 e il 1937, perché fiero oppositore del regime mussoliniano, Gramsci visse cinque anni di detenzione, dal 1928 al 1933, in una cella del carcere di Turi, in provincia di Bari, dove scrisse i “Quaderni del carcere” prima di spegnersi a Roma, all’età di 46 anni, a causa del deterioramento delle condizioni di salute dovute ai postumi della prolungata e durissima prigionia, alla quale venne sottoposto per non aver abiurato i propri ideali comunisti. Esattamente 73 anni dopo, nasce in Puglia,
quella che osservatori maligni hanno definito la giunta più comunista del mondo occidentale, ovvero l’esecutivo guidato da Nichi Vendola. Applicando il principio della parità di genere i componenti del nuovo governo regionale sono 7 uomini e 7 donne, un caso unico nel panorama politico nazionale. Con questa scelta forte, coraggiosa e senza compromessi continua la “rivoluzione gentile” di Vendola, iniziata con le primarie, le “fabbriche di Nichi” e culminata con l’elezione. E proprio al suo popolo, tramite una videolettera, il neo-governatore si rivolge: “Mi impegno a fare un rendiconto delle scelte fondamentali che faremo […] per ricostruire il significato di una coalizione che vuole riconnettere la vita alla politica e vuole fare della politica uno strumento capace di rispondere alle ansie, alle speranze e ai dolori della vita quotidiana”. Nichi, mantenendo la prima promessa elettorale, ha dato un segnale di grande coerenza tra il dire e il fare, una pratica di buona politica che travalica i confini regionali e si erge ad esempio per tutti. Durante la campagna elettorale disse: “Abbiamo gli occhi del mondo puntati, non gli occhi dell’Italia, vi garantisco, gli occhi del mondo intero puntati sulla Puglia”. Da oggi, oltre che con gli occhi, guardiamo al “laboratorio pugliese” con la mente e con il cuore.

di Italo Di Giacomo

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