sabato 24 aprile 2010

Nichi Vendola: “APRIAMO GLI STATI GENERALI DELL’ALTERNATIVA”


«Ma cos’altro deve succedere perche’ tutti i protagonisti dell’alternativa tornino a discutere in un luogo plurale e aperto?» Osservando la devastazione di Pd e Pdl, Nichi Vendola suona la sveglia al centrosinistra: «Dobbiamo convocare al piu’ presto gli stati generali dell’alternativa. Aperti a movimenti e associazioni perche’ ormai e’ chiaro che i partiti da soli non ce la fanno».

Pensi che la rottura nel Pdl acceleri la fine della legislatura?

Fare previsioni e’ difficile. Di certo la frattura nel Pdl e’ profonda e non ricomponibile. E’ evidente che esistono due destre. C’e’ una destra «americana», liberista ma non liberale in cui Berlusconi e’ il garante del carisma populista e la Lega del radicamento territoriale. Una destra garantista con i «garantiti» e giustizialista con i «giustiziati». E c’e’ invece un’altra destra che propone un partito conservatore di tipo europeo. E’ perfino piu’ liberista dell’altra: Fini critica da destra il municipalismo della Lega, le pensioni e la privatizzazione dei servizi locali, pero’ e’liberale nel senso che almeno rispetta l’habeas corpus, vuole l’inclusione, aspira ai diritti civili e alla laicita’ della politica. Tra queste due destre si e’ aperta una partita brutale e di lungo periodo.

E il centrosinistra?

Se pensa di schierarsi esclusivamente secondo il dibattito del Pdl fa un suicidio preventivo. Le nostre identita’ non possono dipendere dal posizionamento sulla scacchiera del Pdl. Faccio una critica sommessa: ho capito lo scontro che c’e’ in quello che fino a ieri era definito il «partito di plastica», ma se dovessi dire invece qual e’stata la contesa nel Pd io non lo saprei dire.

Questi due partiti, Pd e Pdl, sono nati due anni fa con ambizioni enormi: la vocazione maggioritaria di Veltroni e il sogno di Berlusconi di rappresentare il 51% degli italiani. Progetti falliti?

Questo bipolarismo e’il prodotto del velleitarismo del Palazzo. Una camicia di forza che ha provato a imbrigliare la transizione senza indirizzarla verso una democrazia più matura. L’Italia vive da troppo tempo in uno stato di crisi permanente e di paralisi. E il deficit di «alternativita’» del centrosinistra manda in corto circuito tutto il sistema. La rimozione della sconfitta elettorale operata dal Pd e’clamorosa. Tanto clamorosa che sembra perfino che il Pd abbia introiettato la sconfitta come un destino. Ne e’un esempio la formazione delle nuove giunte regionali.

Cioe’?

Sembra che il Pd non abbia piu’ il problema di «fare politica» ma sia solo un ceto politico che si arrocca. Ma come, abbiamo discusso per un anno sulla latitudine destra-sinistra delle alleanze e oggi non se ne parla piu’?

La liquefazione dei partiti prelude al «big bang» suggestivo evocato da Bertinotti oppure e’solo normale dialettica?

Non so se prelude a niente. So che l’inadeguatezza di tutto il centrosinistra e’segnalata da due fatti clamorosi: una sconfitta cocente e la rimozione della sconfitta. Insomma, il cantiere non c’e’ proprio. Quei problemi «fondativi», di linguaggio e di vocabolario su un’idea di mondo che ho provato a segnalare da una postazione che mi e’preziosa e cara come Sinistra Ecologia Liberta’ sono rimasti una traccia. Anche giusta. Ma senza conseguenze significative. Ma perche’ il Pd raccoglie le firme per l’acqua pubblica e non aderisce al referendum? Perche’ sceglie di stare nella dimensione ideologica e un po’ comica per cui l’acqua e’ pubblica e la brocca e’ privata? Ti cadono le braccia. Come sulla laicita’. O si viene chiamati a una crociata contro la Chiesa oppure si fa finta di niente. La politica viene cancellata e diventa solo un posizionamento puramente simbolico. Che non ha mai conseguenze. Ma lo vogliamo capire che ci sono idee, temi e analisi su cui si deve o-s-a-r-e?

Che effetto ti fa essere l’unica persona di sinistra evocata alla direzione del Pdl? E non come il «comunista» Vendola ma il «governatore» Vendola.

E’ molto gratificante. Tremonti non si misura mai sulle cose reali. Il suo disco incantato e’stato respinto dai pugliesi. Proprio il manifesto ha scritto che in tutta Italia il centrosinistra perde 15 punti rispetto alle europee mentre in Puglia ne guadagna 10. La mia vittoria ha trascinato il centrosinistra.

Chissa’, magari era un riconoscimento tra due candidati premier alle prossime elezioni?

Questa e’ un’estremizzazione e una stilizzazione. Io e Tremonti litighiamo su una cosa di cui non si occupa nessuno e cioe’ il gigantesco trasferimento di risorse dal Sud al Nord. L’egemonia leghista ormai e’ tanto diffusa che la vulgata secondo cui il Sud vive alle spalle del Nord non viene piu’ falsificata nella contesa politica. Neanche quando si basa su dati fasulli. Lo ha ricordato anche Fini: le multe delle quote latte sono state pagate con i soldi del Sud.

Forse Fini lo poteva dire prima. Per te stavolta e’ un problema doppio: sei l’unico governatore del Sud e di sinistra che dovra’ misurarsi con il federalismo.

Mi divertira’ molto vedere i presidenti di Campania e Calabria accorgersi – come ha fatto il presidente della Sicilia Lombardo – del sequestro quotidiano di risorse del Sud operato da questo governo. Si accorgeranno presto che tutti gli ammortizzatori sociali d’Italia e il terremoto in Abruzzo sono stati finanziati con i fondi per il Mezzogiorno.

Secondo Tremonti le «fabbriche di Nichi» sono i tuoi centri sociali…

Tremonti proprio non capisce. Forse perché la cifra dei partiti è la competizione. Nelle «fabbriche» invece si sperimenta la cooperazione e un nuovo civismo: li’ il tema e’ «che cosa facciamo insieme». Erano 150 dopo le elezioni, oggi sono 230. Sono un punto di contatto tra la Piazza e la Rete che merita un interesse approfondito, se non di Tremonti almeno della sinistra.

C’è però qualche ambiguità sul loro rapporto con Sel…

Per cortesia, le «fabbriche» sono autonome dai partiti e anche da Sel. Ma e’ una sciocchezza pensare che io voglia liberarmi di Sel per fare il «partito delle fabbriche». Le fabbriche sono una lievitazione di cose nuove. Sel e’ una formazione che vuole essere la coscienza critica del centrosinistra. Dobbiamo renderla piu’ solida e piu’ organizzata con il congresso di ottobre per rendere piu’ autorevole il nostro discorso sull’alternativa al berlusconismo.

La giunta in Puglia e’ una sfida su cui sarai subito giudicato.

Spero di presentarla martedi’. Il punto per me piu’ significativo e’ la parità di genere: 7 assessori uomini, 7 donne. In Puglia le elette sono solo 3. Di sicuro continueremo sulla strada del «riformismo radicale»: difesa dei diritti e dei beni comuni e lotta contro la poverta’ come strumento di riforma sociale.

E intanto dovrai governare con il consiglio regionale con piu’ imprenditori d’Italia. Come pensi di riuscirci?

La prima cosa che faremo sara’ una legge sul conflitto di interessi. E poi ho accolto la proposta dei radicali dell’anagrafe degli eletti, cioe’ l’elenco pubblico di redditi e proprieta’ di ciascun eletto e di ciascun nominato.

«Ma cos’altro deve succedere perche’ tutti i protagonisti dell’alternativa tornino a discutere in un luogo plurale e aperto?» Osservando la devastazione di Pd e Pdl, Nichi Vendola suona la sveglia al centrosinistra: «Dobbiamo convocare al piu’ presto gli stati generali dell’alternativa. Aperti a movimenti e associazioni perche’ ormai e’ chiaro che i partiti da soli non ce la fanno».

Pensi che la rottura nel Pdl acceleri la fine della legislatura?

Fare previsioni e’ difficile. Di certo la frattura nel Pdl e’ profonda e non ricomponibile. E’ evidente che esistono due destre. C’e’ una destra «americana», liberista ma non liberale in cui Berlusconi e’ il garante del carisma populista e la Lega del radicamento territoriale. Una destra garantista con i «garantiti» e giustizialista con i «giustiziati». E c’e’ invece un’altra destra che propone un partito conservatore di tipo europeo. E’ perfino piu’ liberista dell’altra: Fini critica da destra il municipalismo della Lega, le pensioni e la privatizzazione dei servizi locali, pero’ e’liberale nel senso che almeno rispetta l’habeas corpus, vuole l’inclusione, aspira ai diritti civili e alla laicita’ della politica. Tra queste due destre si e’ aperta una partita brutale e di lungo periodo.

E il centrosinistra?

Se pensa di schierarsi esclusivamente secondo il dibattito del Pdl fa un suicidio preventivo. Le nostre identita’ non possono dipendere dal posizionamento sulla scacchiera del Pdl. Faccio una critica sommessa: ho capito lo scontro che c’e’ in quello che fino a ieri era definito il «partito di plastica», ma se dovessi dire invece qual e’stata la contesa nel Pd io non lo saprei dire.

Questi due partiti, Pd e Pdl, sono nati due anni fa con ambizioni enormi: la vocazione maggioritaria di Veltroni e il sogno di Berlusconi di rappresentare il 51% degli italiani. Progetti falliti?

Questo bipolarismo e’il prodotto del velleitarismo del Palazzo. Una camicia di forza che ha provato a imbrigliare la transizione senza indirizzarla verso una democrazia più matura. L’Italia vive da troppo tempo in uno stato di crisi permanente e di paralisi. E il deficit di «alternativita’» del centrosinistra manda in corto circuito tutto il sistema. La rimozione della sconfitta elettorale operata dal Pd e’clamorosa. Tanto clamorosa che sembra perfino che il Pd abbia introiettato la sconfitta come un destino. Ne e’un esempio la formazione delle nuove giunte regionali.

Cioe’?

Sembra che il Pd non abbia piu’ il problema di «fare politica» ma sia solo un ceto politico che si arrocca. Ma come, abbiamo discusso per un anno sulla latitudine destra-sinistra delle alleanze e oggi non se ne parla piu’?

La liquefazione dei partiti prelude al «big bang» suggestivo evocato da Bertinotti oppure e’solo normale dialettica?

Non so se prelude a niente. So che l’inadeguatezza di tutto il centrosinistra e’segnalata da due fatti clamorosi: una sconfitta cocente e la rimozione della sconfitta. Insomma, il cantiere non c’e’ proprio. Quei problemi «fondativi», di linguaggio e di vocabolario su un’idea di mondo che ho provato a segnalare da una postazione che mi e’preziosa e cara come Sinistra Ecologia Liberta’ sono rimasti una traccia. Anche giusta. Ma senza conseguenze significative. Ma perche’ il Pd raccoglie le firme per l’acqua pubblica e non aderisce al referendum? Perche’ sceglie di stare nella dimensione ideologica e un po’ comica per cui l’acqua e’ pubblica e la brocca e’ privata? Ti cadono le braccia. Come sulla laicita’. O si viene chiamati a una crociata contro la Chiesa oppure si fa finta di niente. La politica viene cancellata e diventa solo un posizionamento puramente simbolico. Che non ha mai conseguenze. Ma lo vogliamo capire che ci sono idee, temi e analisi su cui si deve o-s-a-r-e?

Che effetto ti fa essere l’unica persona di sinistra evocata alla direzione del Pdl? E non come il «comunista» Vendola ma il «governatore» Vendola.

E’ molto gratificante. Tremonti non si misura mai sulle cose reali. Il suo disco incantato e’stato respinto dai pugliesi. Proprio il manifesto ha scritto che in tutta Italia il centrosinistra perde 15 punti rispetto alle europee mentre in Puglia ne guadagna 10. La mia vittoria ha trascinato il centrosinistra.

Chissa’, magari era un riconoscimento tra due candidati premier alle prossime elezioni?

Questa e’ un’estremizzazione e una stilizzazione. Io e Tremonti litighiamo su una cosa di cui non si occupa nessuno e cioe’ il gigantesco trasferimento di risorse dal Sud al Nord. L’egemonia leghista ormai e’ tanto diffusa che la vulgata secondo cui il Sud vive alle spalle del Nord non viene piu’ falsificata nella contesa politica. Neanche quando si basa su dati fasulli. Lo ha ricordato anche Fini: le multe delle quote latte sono state pagate con i soldi del Sud.

Forse Fini lo poteva dire prima. Per te stavolta e’ un problema doppio: sei l’unico governatore del Sud e di sinistra che dovra’ misurarsi con il federalismo.

Mi divertira’ molto vedere i presidenti di Campania e Calabria accorgersi – come ha fatto il presidente della Sicilia Lombardo – del sequestro quotidiano di risorse del Sud operato da questo governo. Si accorgeranno presto che tutti gli ammortizzatori sociali d’Italia e il terremoto in Abruzzo sono stati finanziati con i fondi per il Mezzogiorno.

Secondo Tremonti le «fabbriche di Nichi» sono i tuoi centri sociali…

Tremonti proprio non capisce. Forse perché la cifra dei partiti è la competizione. Nelle «fabbriche» invece si sperimenta la cooperazione e un nuovo civismo: li’ il tema e’ «che cosa facciamo insieme». Erano 150 dopo le elezioni, oggi sono 230. Sono un punto di contatto tra la Piazza e la Rete che merita un interesse approfondito, se non di Tremonti almeno della sinistra.

C’è però qualche ambiguità sul loro rapporto con Sel…

Per cortesia, le «fabbriche» sono autonome dai partiti e anche da Sel. Ma e’ una sciocchezza pensare che io voglia liberarmi di Sel per fare il «partito delle fabbriche». Le fabbriche sono una lievitazione di cose nuove. Sel e’ una formazione che vuole essere la coscienza critica del centrosinistra. Dobbiamo renderla piu’ solida e piu’ organizzata con il congresso di ottobre per rendere piu’ autorevole il nostro discorso sull’alternativa al berlusconismo.

La giunta in Puglia e’ una sfida su cui sarai subito giudicato.

Spero di presentarla martedi’. Il punto per me piu’ significativo e’ la parità di genere: 7 assessori uomini, 7 donne. In Puglia le elette sono solo 3. Di sicuro continueremo sulla strada del «riformismo radicale»: difesa dei diritti e dei beni comuni e lotta contro la poverta’ come strumento di riforma sociale.

E intanto dovrai governare con il consiglio regionale con piu’ imprenditori d’Italia. Come pensi di riuscirci?

La prima cosa che faremo sara’ una legge sul conflitto di interessi. E poi ho accolto la proposta dei radicali dell’anagrafe degli eletti, cioe’ l’elenco pubblico di redditi e proprieta’ di ciascun eletto e di ciascun nominato.


Intervista a Nichi Vendola – portavoce nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’ e presidente della Regione Puglia – che appare oggi sul quotidiano Il Manifesto (a cura di Matteo Bartocci)

Comparso anche su nichivendola.it

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